Crisi Kabul-Islamabad: missili e vittime civili
di Paolo BreraLe forze armate talebane dell’Afghanistan hanno attaccato ieri sera il Pakistan. Incursioni oltre confine lanciate in almeno 5 distretti lungo la Linea Durand, i 2.611 km di frontiera che Kabul non riconosce. L’attacco è scattato alle 18 locali «sfruttando l’oscurità con visori e laser», dice il portavoce talebano Zabihullah Mujahid, secondo cui gli afgani hanno sbaragliato 17 postazioni avanzate pachistane. Mujahid parla di «vaste operazioni preventive» contro postazioni militari e paramilitari del Pakistan in risposta a provocazioni e ripetute violazioni dei confini». Islamabad sostiene di avere risposto al «fuoco non provocato». Ieri sera sono state registrate forti esplosioni a Kabul: nel mirino due caserme talebane. Sotto attacco anche Kandahar e altre città. Il portavoce del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha spiegato che 133 talebani afghani sono stati uccisi e più di 200 sono rimasti feriti. Il ministro della difesa del Pakistan ha dichiarato: “È guerra aperta ai tal…
Le forze armate talebane dell’Afghanistan hanno attaccato ieri sera il Pakistan. Incursioni oltre confine lanciate in almeno 5 distretti lungo la Linea Durand, i 2.611 km di frontiera che Kabul non riconosce. L’attacco è scattato alle 18 locali «sfruttando l’oscurità con visori e laser», dice il portavoce talebano Zabihullah Mujahid, secondo cui gli afgani hanno sbaragliato 17 postazioni avanzate pachistane. Mujahid parla di «vaste operazioni preventive» contro postazioni militari e paramilitari del Pakistan in risposta a provocazioni e ripetute violazioni dei confini». Islamabad sostiene di avere risposto al «fuoco non provocato». Ieri sera sono state registrate forti esplosioni a Kabul: nel mirino due caserme talebane. Sotto attacco anche Kandahar e altre città. Il portavoce del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha spiegato che 133 talebani afghani sono stati uccisi e più di 200 sono rimasti feriti. Il ministro della difesa del Pakistan ha dichiarato: “È guerra aperta ai talebani”.
Non sono fulmini a ciel sereno. I rapporti tra i governi confinanti sono pessimi: si accusano reciprocamente di fomentare il terrorismo, e l’escalation va avanti da mesi. Domenica le forze armate pachistane hanno colpito postazioni afghane nelle regioni di Nangarhar e Paktia, dicendo di avere eliminato 80 miliziani del Ttp — il movimento dei talebani pachistani — e dello Stato Islamico nel Khorasan (Is-K), che Islamabad accusa Kabul di proteggere.
Secondo il governo talebano le vittime erano civili, tra cui donne e bambini. L’attacco di ieri è la risposta di Kabul al raid pachistano contro «7 campi di addestramento e nascondigli terroristici», ordinato da Islamabad dopo una serie di attentati come quello all’Imam Bargah Khadijat-ul-Kubra, luogo di culto sciita a Islamabad, dove il 6 febbraio sono morte 32 persone. «Il Pakistan ha prove inequivocabili che gli attentati siano stati compiuti dai khawarij — jihadisti del Ttp e dell’Is-K — su ordine della loro leadership basata in Afghanistan», ha dichiarato il ministero pachistano dell’Informazione.
Lunedì i talebani avevano avvertito che avrebbero dato una «risposta appropriata e misurata». Islamabad ha rafforzato la sicurezza e posto le forze armate in «massima allerta», arrestando diversi afgani. Sostiene che Kabul offra copertura al Ttp e denuncia una presunta convergenza con l’India; Kabul replica accusando il Pakistan di sostenere jihadisti rivali. L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk esprime «preoccupazione per l’aumento delle vittime civili: lungo il confine negli ultimi tre mesi del 2025 sono morti 70 civili in Afghanistan, e altri 13 a inizio settimana».