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Trump: “Sto valutando un’acquisizione amichevole di Cuba”

(afp)

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Secondo il presidente Usa, il segretario di Stato Marco Rubio starebbe affrontando la questione ad “altissimo livello”
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NEW YORK – Dopo il Venezuela, Cuba. Donald Trump ha lanciato l’ipotesi che gli Stati Uniti possano perseguire quella che ha definito una «presa di controllo amichevole di Cuba». Il presidente ha detto che la sua amministrazione è impegnata in colloqui ad alto livello con il governo cubano, ma senza chiarire cosa intendesse per «presa di controllo amichevole».

Cuba è a un passo dal collasso economico, dopo decenni di crisi. Dopo la deposizione da parte degli Usa del presidente del Venezuela Nicolás Maduro, il migliore amico di Cuba, il carburante scarseggia. Le reti elettriche saltano di continuo. Il cibo scarseggia. Le settimane lavorative e le lezioni nelle scuole sono state ridotte. L’Avana viene descritta come essere sul punto di rottura. «Il governo cub…

NEW YORK – Dopo il Venezuela, Cuba. Donald Trump ha lanciato l’ipotesi che gli Stati Uniti possano perseguire quella che ha definito una «presa di controllo amichevole di Cuba». Il presidente ha detto che la sua amministrazione è impegnata in colloqui ad alto livello con il governo cubano, ma senza chiarire cosa intendesse per «presa di controllo amichevole».

Cuba è a un passo dal collasso economico, dopo decenni di crisi. Dopo la deposizione da parte degli Usa del presidente del Venezuela Nicolás Maduro, il migliore amico di Cuba, il carburante scarseggia. Le reti elettriche saltano di continuo. Il cibo scarseggia. Le settimane lavorative e le lezioni nelle scuole sono state ridotte. L’Avana viene descritta come essere sul punto di rottura. «Il governo cubano sta parlando con noi», ha spiegato Trump, che ha confermato la presenza di negoziati condotti dal segretario di Stato Marco Rubio, figlio di esuli cubani. Il presidente ha detto che, dopo decenni di relazioni molto tese tra i due Paesi, si potrebbero verificare sviluppi «molto positivi», ottimismo che in realtà Trump usa tutte le volte quando parla di crisi internazionali, inclusa l’Ucraina, per la quale ha usato le parole “molto positivi”, per descrivere i negoziati, almeno una decina di volte l’anno scorso.

Cuba, però, appare drammaticamente a un bivio. Da quando è tornato alla Casa Bianca, Trump aveva inasprito le sanzioni, colpendo le forniture di petrolio nella convinzione che con un Paese in ginocchio, la leadership si sarebbe arresa. Di recente le misure sono state allentate, ma l’uccisione nelle acque di Cuba di quattro passeggeri a bordo di un motoscafo registrato in Florida e accusato dall’Avana di aver messo in piedi un piano terroristico, ha alzato di nuovo le tensioni.

Rubio ha chiesto l’avvio di un’indagine, mentre il procuratore federale della Florida, James Huthmeier, è stato più netto: «Non ci possiamo fidare del governo cubano, faremo tutto quello che è in nostro potere per mettere questi comunisti di fronte alle loro responsabilità».

Intanto Washington scommette sulla crisi dell’isola: il declino economico e la rabbia popolare potrebbero degenerare presto nel caos. Ed è forse a questo che Trump pensa quando suggerisce che dall’America possa arrivare la soluzione “amichevole”. Resta da vedere cosa vorrà il tycoon in cambio.

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