Epstein, Clinton al Congresso: “Non ho fatto sesso con la ragazza nella vasca. Sbagliato chiamare Hillary”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON – «Non ho visto nulla e non ha fatto nulla di sbagliato». Come aveva anticipato giovedì la moglie Hillary, la linea scelta da Bill Clinton nelle audizioni di ieri sul caso Epstein è stata negare ogni partecipazione o conoscenza dei reati, sottolineando come i suoi rapporti col finanziere pedofilo fossero professionali e finiti prima che i crimini diventassero noti. Il primo presidente nella storia Usa costretto a testimoniare davanti ad una commissione del Congresso ha preferito un approccio più pacato dell’ex first lady, meno di sfida, forse anche per il proprio ruolo istituzionale e la volontà di marcare la differenza rispetto al comportamento dei repubblicani e di Trump. Non ha resistito però alla tentazione di bacchettare gli avversari, impartendo una lezione di educazione civica, al momento non troppo di moda negli Stati Uniti.
A differenza di Hillary, Bill un rapporto con Epstein lo aveva avuto. Ci sono a provarlo le foto nella piscina (su cui ha rilasciato dichiarazi…
WASHINGTON – «Non ho visto nulla e non ha fatto nulla di sbagliato». Come aveva anticipato giovedì la moglie Hillary, la linea scelta da Bill Clinton nelle audizioni di ieri sul caso Epstein è stata negare ogni partecipazione o conoscenza dei reati, sottolineando come i suoi rapporti col finanziere pedofilo fossero professionali e finiti prima che i crimini diventassero noti. Il primo presidente nella storia Usa costretto a testimoniare davanti ad una commissione del Congresso ha preferito un approccio più pacato dell’ex first lady, meno di sfida, forse anche per il proprio ruolo istituzionale e la volontà di marcare la differenza rispetto al comportamento dei repubblicani e di Trump. Non ha resistito però alla tentazione di bacchettare gli avversari, impartendo una lezione di educazione civica, al momento non troppo di moda negli Stati Uniti.
A differenza di Hillary, Bill un rapporto con Epstein lo aveva avuto. Ci sono a provarlo le foto nella piscina (su cui ha rilasciato dichiarazioni) e sull’aereo, le 17 visite di Jeffrey alla Casa Bianca quando lui era presidente, e l’aiuto economico offerto per la creazione della sua fondazione e della Clinton Global Initiative. Tutti punti che il deputato repubblicano James Comer, capo del Committee on Oversight and Government Reform della Camera in trasferta a Chappaqua per interrogare i Clinton, si era ripromesso di sollevare. Nella sua testimonianza Clinton ha dichiarato di non conoscere né di aver avuto rapporti sessuali con la donna insieme alla quale era stato fotografato in una jacuzzi, in una delle immagini pubblicate dal dipartimento della giustizia.
L’ex presidente ha poi ricordato che «come qualcuno cresciuto in una casa dove avvenivano abusi domestici, non solo non avrei mai volato sul suo aereo, se avessi avuto qualsiasi indizio di cosa stesse facendo, ma lo avrei denunciato e avrei guidato la richiesta di giustizia per i suoi crimini, non accordi amichevoli», come quelli che invece l’apparato della giustizia americana ha concesso a Epstein durante il primo mandato di Trump.
Nella dichiarazione Clinton ha spiegato di essere venuto perché «amo il mio paese. E l’America è stata costruita sull’idea che nessuna persona è al di sopra della legge, neppure i presidenti, specialmente i presidenti». Altra gomitata a Trump, che invece la Corte Suprema ha esentato dai processi, e almeno finora è stato risparmiato dalle attenzioni della commissione Oversight. Quindi ha auspicato che durante l’audizione «la ricerca della verità e la giustizia pesino più del desiderio partigiano di segnare punti e dare spettacolo». E ha restituito a Hillary il supporto ricevuto in tutti i suoi errori personali, ribadendo che non aveva mai avuto alcun rapporto con Jeffrey, perciò convocarla a testimoniare «è stato semplicemente non giusto».
Infine è passato alla sua difesa: «Non avevo idea dei crimini che Epstein stava commettendo. Nonostante tutte le foto che mi mostrerete, due cose contano: so cosa ho visto e, più importante, cosa non ho visto; so cosa ho fatto e, più importante, cosa non ho fatto. Non ho visto e fatto nulla di male». Non aveva neanche avuto sospetti, perché Epstein era stato bravissimo a nascondere a tutti le sue malefatte, e «quando erano diventate pubbliche con l’ammissione di colpa nel 2008, io avevo smesso da tempo di frequentarlo».
Secondo Comer, Bill ha detto di non aver visto nulla di compromettente su Trump, che ha commentato: «Mi dispiace vedere Clinton testimoniare, ma a me hanno fatto di peggio». Forse perché teme il precedente, che un giorno potrebbe ritorcersi contro di lui. Sa che l’audizione è stata una mossa dei repubblicani per distrarre l’attenzione da lui, anche perché l’aveva chiesta, ma chi la fa l’aspetti.