LONDRA – «La nostra gente ormai ci odia». Nel Labour è psicodramma. Rabbia, umiliazione, rassegnazione. Incredibile. È passato solo un anno e mezzo dal trionfo elettorale, secondo soltanto a Blair nel 1997. Eppure, il primo ministro britannico Keir Starmer è finito in un impensabile vicolo cieco, un soffocante crepuscolo. Perché la sconfitta di giovedì del partito nell’elezione suppletiva di Gort…