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Merz vede il tycoon ma non schiera la Germania

(reuters)

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Il cancelliere non vuole entrare nel conflitto diretto ma non condanna Usa e Israele. Sánchez rifiuta il supporto alle operazioni e sette dei quindici aerei americani lasciano le basi spagnole per arrivare in Germania
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BERLINO – Friedrich Merz è stato informato dagli israeliani, non dagli americani dell’imminente attacco contro l’Iran. Ma nella riunione di oggi a Washington con Donald Trump, il cancelliere tenterà un complicato funambolismo: tenere la Germania fuori dal conflitto diretto con l’Iran irritando il meno possibile il capo della Casa Bianca. Merz sarà il primo leader europeo a incontrare Trump dopo gli attacchi contro il regime degli ayatollah. E nell’incontro programmato da tempo, il cancelliere «non vuole perdere d’occhio l’Ucraina e non vuole scontrarsi con Trump per non rischiare che gli americani si tirino fuori», spiega una fonte diplomatica. Insieme a Kiev, il cancelliere intende anche discutere un altro spinoso dossier con il presidente americano: i dazi.

Per ora la Germania è pronta a mettere a disposizioni le proprie basi militari «in base agli accordi» e a rispondere soltanto ad eventuali attacchi contro i soldati tedeschi stazionati in Medio Oriente. Una posizione, per or…

BERLINO – Friedrich Merz è stato informato dagli israeliani, non dagli americani dell’imminente attacco contro l’Iran. Ma nella riunione di oggi a Washington con Donald Trump, il cancelliere tenterà un complicato funambolismo: tenere la Germania fuori dal conflitto diretto con l’Iran irritando il meno possibile il capo della Casa Bianca. Merz sarà il primo leader europeo a incontrare Trump dopo gli attacchi contro il regime degli ayatollah. E nell’incontro programmato da tempo, il cancelliere «non vuole perdere d’occhio l’Ucraina e non vuole scontrarsi con Trump per non rischiare che gli americani si tirino fuori», spiega una fonte diplomatica. Insieme a Kiev, il cancelliere intende anche discutere un altro spinoso dossier con il presidente americano: i dazi.

Per ora la Germania è pronta a mettere a disposizioni le proprie basi militari «in base agli accordi» e a rispondere soltanto ad eventuali attacchi contro i soldati tedeschi stazionati in Medio Oriente. Una posizione, per ora, difensiva. Secondo alcuni media, nei giorni scorsi ci sarebbero stati già movimenti intorno alla base tedesca di Ramstein che ospita l’Us Air Force. E sette dei quindici aerei militari americani costretti a lasciare le basi spagnole — Sánchez ha rifiutato il supporto di Madrid alle operazioni in Iran — sarebbero atterrati già nella base della Renania-Palatinato.

Merz ha lasciato anche intendere di non ritenere che gli Usa e Israele abbiano violato il diritto internazionale. Una posizione che ha scatenato una bufera. In sostanza il cancelliere non condanna — a differenza di Norvegia e Spagna — l’incursione militare che ha decapitato il regime degli ayatollah perché il diritto internazionale pone ormai un “dilemma”. Dopo anni di violazioni da parte dell’Iran — dall’arricchimento dell’uranio ai massacri ai civili iraniani, dalle minacce di cancellare Israele alle guerre per procura attraverso Hezbollah e gli Houthi — l’intervento militare israelo-americano non andrebbe più considerato, secondo il cancelliere, come una violazione della Carta dell’Onu — che in realtà giustificherebbe un attacco soltanto nel caso di un pericolo imminente. Domenica Merz aveva annunciato che «non daremo lezioni ai nostri partner per i loro attacchi militari contro l’Iran. Nonostante i dubbi, condividiamo molti dei loro obiettivi».

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