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Texas, Talarico vince le primarie dem: l’ex seminarista che vuole conquistare lo stato repubblicano

(reuters)

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Una sfida non facile visto che l’ultimo senatore democratico risale all’88. Ma il 36enne cresciuto ad Austin punta sulla sua conoscenza del Nuovo Testamento per smascherare l’ipocrisia dell’ala evangelica del movimento Maga e parla con la stessa sicurezza di Obama
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NEW YORK – La nuova speranza dei democratici americani è un uomo di 36 anni, cresciuto ad Austin, un po’ pastore un po’ politico anni ’50, che propone una piattaforma insolita per i progressisti: il Nuovo Testamento. Il presbiteriano e deputato statale James Talarico ha vinto le primarie di partito in Texas per scegliere il candidato al Senato alle elezioni di novembre. Ha battuto la star dei Dem: Jasmine Crockett. Martedì sera il distacco tra i due è apparso incolmabile, con più di centomila voti di differenza. “Non abbiamo solo cercato di vincere le primarie - ha dichiarato Talarico ai suoi sostenitori - ma di cambiare la nostra politica, e sta funzionando”. Attorno a lui la gente mostrava cartelli con scritto “Ama il tuo vicino”.

Tutti gli occhi sono adesso puntati su questo ex seminarista che propone una visione politica come sacramento, che unisce e non divide. “La cosa più vicina che abbiamo al Regno dei Cieli è una democrazia multirazziale e multiculturale”, sostiene. Su Insta…

NEW YORK – La nuova speranza dei democratici americani è un uomo di 36 anni, cresciuto ad Austin, un po’ pastore un po’ politico anni ’50, che propone una piattaforma insolita per i progressisti: il Nuovo Testamento. Il presbiteriano e deputato statale James Talarico ha vinto le primarie di partito in Texas per scegliere il candidato al Senato alle elezioni di novembre. Ha battuto la star dei Dem: Jasmine Crockett. Martedì sera il distacco tra i due è apparso incolmabile, con più di centomila voti di differenza. “Non abbiamo solo cercato di vincere le primarie - ha dichiarato Talarico ai suoi sostenitori - ma di cambiare la nostra politica, e sta funzionando”. Attorno a lui la gente mostrava cartelli con scritto “Ama il tuo vicino”.

Tutti gli occhi sono adesso puntati su questo ex seminarista che propone una visione politica come sacramento, che unisce e non divide. “La cosa più vicina che abbiamo al Regno dei Cieli è una democrazia multirazziale e multiculturale”, sostiene. Su Instagram, seguito da più di due milioni di persone, ha sfondato però con questa considerazione: “La divisione più grande nel nostro Paese non è tra sinistra e destra, ma tra chi sta in alto e chi in basso. I miliardari vogliono che ci scontriamo tra noi, così non guardiamo loro”.

La conoscenza dei testi sacri gli permette di smascherare l’ipocrisia dell’ala evangelica del movimento Maga, che cita il Nuovo Testamento per legittimare i raid contro gli immigrati. In un’America dove il presidente Donald Trump si fa fotografare con la Bibbia in mano ma ammette che, forse, non l’hai mai letta, uno che conosce davvero cosa c’è scritto in quelle pagine rappresenta una minaccia per i conservatori. Ma le sue non sono soltanto omelie. Parla con la sicurezza di Barack Obama e sfida gli avversari andando a casa loro.

Ospite della trumpiana Fox News, mise in difficoltà il conduttore, dicendo: “Se le politiche repubblicane sono così popolari, perché ridisegnare le mappe dei distretti elettorali?”. E’ anche intransigente: fosse stato per lui, il blocco delle attività governative, sostenuto dai democratici, sarebbe andato avanti per mettere in ginocchio Trump. “Se credi davvero al pericolo della tirannia, perché cedere?”.

La sfida, però, resta difficile: il Texas ha eletto l’ultimo senatore dem nell’88. Lui sostiene che una “campagna basata sull’amore è più duratura di una basata sulla paura”. Talarico cita spesso la madre, Tamara, che quando lui aveva appena due mesi lasciò il marito violento. “Mi ha mostrato che il vero amore non tollera l’abuso”. Frase declinabile sostituendo la parola “amore” con “America”.

Se Zohran Mamdani, sindaco socialista musulmano di New York, ha conquistato i giovani, Talarico parla anche alla classe media moderata, in uno Stato nazione, tecnologico e rurale, con 32 milioni di abitanti e due fusi orari. A novembre lo attende il duello con un repubblicano, forse il senatore John Corbyn, costretto al ballottaggio dal procuratore generale Ken Paxton, sostenuto dai Maga e accusato in passato di frodi. Corbyn resta il favorito. Ma dovesse spuntarla Paxton, allora i democratici sentiranno di avere una possibilità. E in caso di vittoria, per Talarico l’orizzonte politico potrebbe allargarsi fino, sostiene qualcuno, a puntare nel 2028 alla Casa Bianca.

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