LONDRA – Il numero dei missili e dei droni lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti è diminuito drasticamente. Teheran, per esempio, ha lanciato in tutto 189 missili balistici contro gli Emirati Arabi Uniti da quando è cominciato il conflitto sei giorni fa, ma mentre nel primo giorno, sabato scorso, ne ha lanciati 137, mercoledì soltanto tre missili sono stati lanciati sugli Emirati, e di questi soltanto uno ha raggiunto il bersaglio.
Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore delle forze armate americane, ha dichiarato che il numero dei lanci di missili balistici iraniani contro tutti i Paesi del Medio Oriente è calato dell’86 per cento da sabato. Il comando centrale delle forze Usa indica un calo del 23 per cento soltanto nelle ultime ventiquattro ore. Sempre secondo il generale Caine, si è nettamente ridotto anche il numero dei droni lanciati dall’Iran: del 73 per cento dall’inizio della guerra. Ma per i droni il calo è meno drastico. Un tota…
LONDRA – Il numero dei missili e dei droni lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra contro Israele e Stati Uniti è diminuito drasticamente. Teheran, per esempio, ha lanciato in tutto 189 missili balistici contro gli Emirati Arabi Uniti da quando è cominciato il conflitto sei giorni fa, ma mentre nel primo giorno, sabato scorso, ne ha lanciati 137, mercoledì soltanto tre missili sono stati lanciati sugli Emirati, e di questi soltanto uno ha raggiunto il bersaglio.
Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore delle forze armate americane, ha dichiarato che il numero dei lanci di missili balistici iraniani contro tutti i Paesi del Medio Oriente è calato dell’86 per cento da sabato. Il comando centrale delle forze Usa indica un calo del 23 per cento soltanto nelle ultime ventiquattro ore. Sempre secondo il generale Caine, si è nettamente ridotto anche il numero dei droni lanciati dall’Iran: del 73 per cento dall’inizio della guerra. Ma per i droni il calo è meno drastico. Un totale di 941 droni iraniani, ad esempio, è stato lanciato contro gli Emirati Arabi da sabato scorso, di cui 129 mercoledì, 121 dei quali sono stati però intercettati.
Queste cifre, commentano fonti militari Usa ed esperti sul Financial Times e sulla Bbc, sembrano indicare che la strategia americana e israeliana di distruggere sistemi di lanci e depositi di munizioni iraniani sta avendo effetto, limitando fortemente la capacità di Teheran di proseguire la controffensiva all’intensità iniziale. È possibile che la diminuzione dei lanci abbia un’altra ragione, osservano gli analisti: cioè che l’Iran cerchi di amministrare le proprie riserve di missili e droni in previsione di un lungo conflitto. Ma è indubbio che le forze aeree di Washington e Gerusalemme stanno infliggendo pesanti danni. L’Iran non ha praticamente più aerei. Le sue difese antiaeree sono ridotte a quasi zero. E ora a quanto pare anche le riserve di missili e droni si sono assottigliate.
Ciò non significa, tuttavia, che siano finite. Secondo informazioni dello spionaggio militare israeliano, prima di questa guerra l’Iran aveva circa 2500 missili balistici a medio e lungo raggio ovvero in grado di raggiungere Gerusalemme e oltre. Aveva inoltre svariate migliaia di missili a corto raggio con cui può colpire i Paesi arabi del Golfo Persico. L’esito della guerra, e la sua durata, concordano gli esperti, dipenderà in larga misura dal numero di missili e droni, e dalle relative forze di difesa antimissilistica, che le due parti sono in grado di utilizzare per un protratto periodo di tempo.