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La sergente quasi in congedo, il laureato, il ventenne: chi sono i primi soldati Usa uccisi in Iran

(afp)

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Sono morti in una base americana in Kuwait, nel bombardamento lanciato da Teheran in risposta all’attacco di Usa e Israele
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NEW YORK - La madre di due figli in procinto di tornare a casa. Il ragazzo che una settimana prima aveva annunciato al padre di aver ottenuto una promozione. Il patriota americano pieno di allegria partito dalla Florida. E la cintura nera di arti marziali che viveva con la famiglia in una casa mobile. Sei vite spezzate, con i loro sogni, nel bombardamento lanciato dall’Iran in risposta all’attacco di Stati Uniti e Israele. Sono le storie di alcuni dei sei soldati uccisi in una base americana in Kuwait, di cui il Pentagono ha fornito nomi e foto.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, li ha ricordati brevemente durante un evento alla Casa Bianca, poco prima di scherzare su quanto sarebbe stata bella la nuova tenda della sala da ballo della Casa Bianca. “Le vite di coraggiosi eroi americani potrebbero essere perse - aveva detto sabato, commentando a caldo l’attacco all’Iran - e potremmo avere vittime. Questo succede spesso in guerra”.

La sergente Nicole Amor, 39 anni, madre…

NEW YORK - La madre di due figli in procinto di tornare a casa. Il ragazzo che una settimana prima aveva annunciato al padre di aver ottenuto una promozione. Il patriota americano pieno di allegria partito dalla Florida. E la cintura nera di arti marziali che viveva con la famiglia in una casa mobile. Sei vite spezzate, con i loro sogni, nel bombardamento lanciato dall’Iran in risposta all’attacco di Stati Uniti e Israele. Sono le storie di alcuni dei sei soldati uccisi in una base americana in Kuwait, di cui il Pentagono ha fornito nomi e foto.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, li ha ricordati brevemente durante un evento alla Casa Bianca, poco prima di scherzare su quanto sarebbe stata bella la nuova tenda della sala da ballo della Casa Bianca. “Le vite di coraggiosi eroi americani potrebbero essere perse - aveva detto sabato, commentando a caldo l’attacco all’Iran - e potremmo avere vittime. Questo succede spesso in guerra”.

La sergente Nicole Amor, 39 anni, madre di due figli, era in procinto di tornare a casa dalla famiglia in Minnesota. Come racconta l’agenzia Ap, appassionata di giardinaggio, amava coltivare i pomodori nell’orto assieme al figlio maggiore, iscritto all’ultimo anno di liceo. Le piaceva pattinare e andare in bici con la figlia più piccola, che frequenta la quarta elementare. Una settimana prima di venire uccisa da un drone, Amor era stata spostata dalla base in un edificio privo di difese. “Li stavano sparpagliando - ha raccontato il marito, Joey Amor - perché temevano che la base potesse essere attaccata. Pensavano che stare in piccoli gruppi sarebbe stato più sicuro”. L’aveva sentita appena due ore prima che venisse uccisa. Nicole gli aveva parlato di turni lunghi e della voglia di tornare a casa. “Poi non ha più risposto”, ha detto Joey.

Cody Khork, 35 anni, di Winter Haven, Florida, laureato in scienze politiche e appassionato di storia, fin da giovane aveva sviluppato un forte senso patriottico. Si era arruolato tra i riservisti da ragazzo. Era stato impiegato in Arabia Saudita, Guantanamo e Polonia. Aveva ricevuto molti riconoscimenti, incluso l’Army Commendation Medal per il suo contributo. “Aveva uno straordinario senso del dovere”, ricorda la madre, Donna Burhans. “Era l’anima della festa, contagiava tutti ed era sempre pronto ad aiutare gli altri”, ha aggiunto. “Ho perso la migliore persona che avessi mai conosciuto”, ha scritto su Facebook un amico, Abbas Jaffer.

Il sergente Noah Tietjens, 42 anni, di Bellevue, Nebraska, viveva alla periferia di Omaha in una casa mobile. Sposato, un figlio adolescente, era cintura nera in arti marziali filippine e taekwondo, ed era istruttore. “Sul tatami e come soldato incarnava gli stessi valori: onore, disciplina, servizio e impegno verso gli altri”, ha scritto su Facebook la Philippine Martial Arts.

Il più giovane dei sei soldati si chiamava Declan Coady, aveva 20 anni, ne avrebbe compiuti 21 il 5 maggio, era di West Des Moines, Iowa. Entrato nei riservisti nel 2023, dopo essere stato nei boy scout, la settimana scorsa aveva comunicato al padre di essere stato raccomandato per una promozione: sarebbe diventato sergente. Aveva impressionato tutti al corso. Studiava cybersecurity e sognava di diventare ufficiale. Invece è tornato in una bara avvolta dalla bandiera a stelle e strisce. Il grado di sergente gli è stato riconosciuto postumo.

La scorsa notte sono stati identificati gli ultimi due soldati: il maggiore dei riservisti Jeffrey O’Brien, 45 anni, di Waukee, Iowa, e l’ufficiale tecnico Robert Marzan, 54, di Sacramento, California. Per quest’ultimo manca solo la conferma definitiva: arriverà dopo che i resti verranno esaminati dai medici.

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