Caso Epstein, Trump accusato di aggressione sessuale nei nuovi file
di Paolo Mastrolilli«Lascia che ti insegni come le piccole ragazze devono comportarsi». A quel punto, secondo l’accusa di una giovane anonima non confermata dall’Fbi, «Trump ha aperto la zip dei pantaloni e ha spinto la sua testa verso il proprio pene. Lei lo ha morso. Trump l’ha colpita e ha detto parole del tipo “cacciate questa cagna da qui”».
Questo si legge nel documento 31E-NY-3027571, pubblicato dal dipartimento alla Giustizia dopo averlo nascosto per mesi. La spiegazione data dal governo è che aveva confuso 15 carte, classificandole come duplicati. Quindi non era necessario distribuirle, in base alla legge firmata dallo stesso capo della Casa Bianca per ordinare la divulgazione di tutti i file del caso Epstein rimasti segreti. Comunque l’Fbi ha precisato di aver indagato sulle accuse e di non aver trovato conferme, anche perché la ragazza ha cambiato spesso versione e aveva avuto problemi precedenti con la giustizia.
«Lascia che ti insegni come le piccole ragazze devono comportarsi». A quel punto, secondo l’accusa di una giovane anonima non confermata dall’Fbi, «Trump ha aperto la zip dei pantaloni e ha spinto la sua testa verso il proprio pene. Lei lo ha morso. Trump l’ha colpita e ha detto parole del tipo “cacciate questa cagna da qui”».
Questo si legge nel documento 31E-NY-3027571, pubblicato dal dipartimento alla Giustizia dopo averlo nascosto per mesi. La spiegazione data dal governo è che aveva confuso 15 carte, classificandole come duplicati. Quindi non era necessario distribuirle, in base alla legge firmata dallo stesso capo della Casa Bianca per ordinare la divulgazione di tutti i file del caso Epstein rimasti segreti. Comunque l’Fbi ha precisato di aver indagato sulle accuse e di non aver trovato conferme, anche perché la ragazza ha cambiato spesso versione e aveva avuto problemi precedenti con la giustizia.
Il documento 31E-NY-3027571 è il più grave uscito finora, perché accusa Trump di aver commesso un reato. La vittima sostiene che all’epoca dei fatti aveva fra 13 e 15 anni, quindi la sua denuncia riguarderebbe una violenza sessuale contro una minorenne. Lei dice di essere stata presentata a Donald da Jeffrey, che l’aveva incoraggiata anche a provare gli acidi durante la festa. Quindi Trump aveva chiesto a tutti i presenti di lasciare la stanza e aveva tentato la violenza. Lei lo aveva morso perché “la disgustava”. Lo aveva anche sentito usare soprannomi umilianti per le ragazze e parlare di affari, in cui rivelava di usare i casinò per riciclare soldi.
Questa denuncia circolava da tempo, ma finora il documento non era stato pubblicato, alimentando le accuse al dipartimento alla Giustizia di voler nascondere la verità e violare la legge che lo obbliga a pubblicare tutto. Ciò ha spinto i democratici a chiedere il licenziamento della segretaria Pam Bondi, dopo quello della collega della Homeland Security Kristi Noem.
Aldilà della scusa dei duplicati, il governo ha sempre sostenuto che la denuncia della ragazza è irrilevante perché è stata investigata e non sono state trovate prove per confermarla. Trump infatti non è stato accusato o incriminato per reati. La pubblicazione del documento, oltre ad imbarazzarlo, potrebbe ora rilanciare le richieste di riaprire l’indagine su queste e altre accuse giudicate non credibili.