Cipro, l’isola divisa tra Turchia e Grecia da sempre crocevia strategico
di Enrico FranceschiniLONDRA – Attacchi di droni iraniani, cacciabombardieri britannici in volo per abbatterli, navi francesi e italiane in arrivo per proteggere l’isola: con il coinvolgimento di Cipro nella guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti, anche l’Europa entra di fatto nel conflitto. Situata 70 chilometri a sud della Turchia e 100 chilometri a ovest della Siria, la terza più grande isola del Mediterraneo (dopo Sicilia e Sardegna) era da tempo una meta turistica, un punto di approdo per russi in cerca di secondo passaporto e un crocevia di spie. In passato è stata teatro della guerra civile fra la maggioranza greca e la minoranza turca che l’ha divisa in due, una questione ancora irrisolta. Ma il fatto di appartenere all’Unione Europea richiama ora il nostro continente a un impegno militare nella guerra fra Teheran, Gerusalemme e Washington.
Le basi militari britanniche
Conquistata da Alessandro Magno nel 334 avanti Cristo, poi per secoli parte dell’Impero Romano, quindi di quello bizantino, da…
LONDRA – Attacchi di droni iraniani, cacciabombardieri britannici in volo per abbatterli, navi francesi e italiane in arrivo per proteggere l’isola: con il coinvolgimento di Cipro nella guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti, anche l’Europa entra di fatto nel conflitto. Situata 70 chilometri a sud della Turchia e 100 chilometri a ovest della Siria, la terza più grande isola del Mediterraneo (dopo Sicilia e Sardegna) era da tempo una meta turistica, un punto di approdo per russi in cerca di secondo passaporto e un crocevia di spie. In passato è stata teatro della guerra civile fra la maggioranza greca e la minoranza turca che l’ha divisa in due, una questione ancora irrisolta. Ma il fatto di appartenere all’Unione Europea richiama ora il nostro continente a un impegno militare nella guerra fra Teheran, Gerusalemme e Washington.
Le basi militari britanniche
Conquistata da Alessandro Magno nel 334 avanti Cristo, poi per secoli parte dell’Impero Romano, quindi di quello bizantino, dal 1473 al 1571 Cipro rimane sotto il dominio della repubblica marinara di Venezia. Dopo un lungo dominio turco, passa sotto il controllo dell’Impero ottomano e, dopo la guerra russo-turca di fine Ottocento, viene assegnata all’Impero britannico, di cui resta una colonia fino al 1960, quando ottiene l’indipendenza. Il Regno Unito, tuttavia, mantiene da allora il possesso territoriale di due piccole enclave sull’isola, le basi militari di Akrotiri e Dekhelia, che sono incluse nei Territori Britannici d’Oltremare (gli altri comprendono alcune isole nell’Atlantico e nel Pacifico, tra le quali le Cayman, Bermuda, South Georgia e Pitcairn).
Da quelle due basi militari sono decollati nei giorni scorsi i cacciabombardieri della Royal Air Force (Raf) che pattugliano il Mediterraneo orientale e parte del Medio Oriente per “azioni difensive”, come le ha definite il premier britannico Keir Starmer, abbattendo svariati droni lanciati dall’Iran e dai suoi alleati libanesi di Hezbollah. Al ritorno da uno di questi raid, come riporta stamane la stampa di Londra, un pilota inglese che aveva abbattuto un drone ha celebrato l’impresa bevendo “una birra all’alba” sulla pista accanto al suo caccia. Dopodiché è andato a dormire, per prepararsi a un altro turno di notte.
Perché Cipro è nel mirino
Nel giugno 2024, lo sceicco Hassan Nasrallah, allora leader di Hezbollah, il movimento paramilitare filoiraniano libanese, minacciò esplicitamente di colpire Cipro, se l’isola fosse stata usata da Israele come base per attaccare le sue milizie. Per quanto non ci siano prove che lo Stato ebraico ne faccia uso, la minaccia è diventata più concreta all’inizio del mese passato con l’aumento delle tensioni fra Iran, Stati Uniti e Israele, quando il Regno Unito ha inviato sei cacciabombardieri F-35 sull’isola, dove erano già stazionati dieci caccia Typhoon.
Il primo marzo un drone iraniano ha colpito un hangar nella base militare britannica di Akrotiri, causando una parziale evacuazione. Lo stesso giorno, l’aviazione britannica ha intercettato altri due droni che stavano per raggiungere l’isola. Il 4 marzo l’aeroporto internazionale di Larnaca ha temporaneamente chiuso per l’avvistamento di un oggetto non identificato in volo dal Libano, successivamente abbattuto da un caccia F-16 greco. Le Guardie della Rivoluzione iraniane sostengono che le basi britanniche sono “nel mirino” perché il Regno Unito le lascia utilizzare per rifornimenti e manutenzione all’aviazione militare americana impegnata nel conflitto, affermando che le forze aeree Usa sono state spostate in massa sull’isola (in realtà Downing Street ha finora vietato a Trump di usare le sue basi militari ovunque siano).
Cipro non è membro della Nato, ma la Gran Bretagna sì, per cui l’attacco contro le sue basi può legittimare l’invocazione dell’articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, secondo cui un attacco contro uno dei suoi Paesi equivale a un attacco contro tutti e prevede una risposta collettiva. “Difenderemo ogni centimetro del nostro territorio”, ha dichiarato il 3 marzo il segretario generale della Nato Mark Rutte. Oltre al rafforzamento della forza britannica con l’invio verso le basi di navi e aerei, la difesa di Cipro da parte della Nato si è accresciuta con la mobilitazione di unità navali di Grecia, Francia, Italia, Spagna e Olanda.
La guerra civile del 1974
Greci e turchi hanno convissuto a Cipro per secoli, ma le tensioni fra le due comunità sono cresciute dopo l’indipendenza dell’isola nel 1960. Nel 1974 un colpo di stato della maggioranza etnica greca, sostenuto dalla giunta militare golpista di Atene, causò l’intervento militare della Turchia, che dopo una prima fase, in cui le sue forze si erano limitate a stabilire una testa di ponte nella parte più settentrionale dell’isola, e nonostante la successiva caduta della giunta golpista in Grecia, procedette all’occupazione illegale del 36 per cento di Cipro, una percentuale di territorio assai più grande di quella in cui viveva la minoranza turca dell’epoca. Nacque così la Repubblica Turca di Cipro del Nord, anche se nessun Paese al mondo la riconosce, tranne la Turchia.
Oggi Cipro ha una popolazione totale di 1 milione e 377 mila abitanti, di cui circa 200 mila turchi ciprioti. Sebbene de facto divisa in due, una divisione che si estende alla capitale Nicosia, separata da diversi check-point che è consentito attraversare, dal 2004 l’intera Cipro è de iure parte dell’Unione Europea. In quello stesso anno, in un referendum, la maggioranza dei turchi-ciprioti ha detto di sì alla riunificazione dell’isola, ma la maggioranza dei greco-ciprioti ha detto di no. La vittoria del candidato dell’opposizione Tufan Erhurman alle elezioni presidenziali del 2025 nella Repubblica di Cipro del Nord ha riaperto la possibilità di una futura riunificazione.
Russi, israeliani e spie
Oltre a greci e turchi, c’è una terza etnia che fa fortemente sentire la propria presenza a Cipro: i russi. Sono quasi 50 mila i cittadini della Russia che si sono trasferiti a vivere nella parte greca dell’isola, usufruendo di un sistema facilitato per ottenere una seconda cittadinanza e dunque il passaporto dell’Unione Europea, che permette loro di spostarsi e stabilirsi in tutti i Paesi della Ue: un diritto particolarmente importante da quando l’invasione russa dell’Ucraina ha praticamente impedito a chi è in possesso soltanto di cittadinanza russa di ottenere un visto turistico o di residenza in Europa. Attratti dal clima mite, da benefici fiscali per gli investitori stranieri, da opportunità d’affari e dalla religione ortodossa simile alla loro, molti russi hanno trovato così a Cipro una seconda patria. Non sempre è bene accetta dalla popolazione locale, perché la presenza russa ha portato con sé anche mafia, speculazioni e violenze: riciclaggio di denaro e attività illecite gettano un’ombra su questa consistente e appariscente minoranza, che abita in residenze di lusso e ha allestito una serie di servizi, dai ristoranti ai night-club, nella propria lingua e di proprio gusto.
Un’altra presenza che si fa notare è quella israeliana: lo Stato ebraico è geograficamente vicino, storicamente gli israeliani più danarosi hanno cercato rifugio e quiete a Cipro nei periodi in cui il loro Paese era investito da una guerra, oltre che per vacanze al riparo dalle tensioni della regione. Nel 2023 ha fatto scalpore l’assoluzione di cinque giovani israeliani in un processo a Cipro, dove erano stati arrestati e incriminati per lo stupro di una ragazza inglese. Per tutte queste ragioni, c’è ancora una “comunità” da segnalare sull’isola: fra basi militari, affari sporchi, tensioni etniche, Cipro è uno dei crocevia dello spionaggio internazionale nel Mediterraneo. Un terreno ideale per l’intelligence di svariati Paesi, dall’Mi6 britannico al Mossad israeliano, senza trascurare l’Fsb russo, discendente del Kgb sovietico.