L’analista Cinzia Bianco: “I Paesi del Golfo un fronte unito, stanno reggendo all’attacco iraniano”
dalla nostra inviata Francesca CaferriTEL AVIV – Un fronte unito, a dispetto delle divisioni che negli ultimi mesi lo hanno separato, e pronto se necessario ad alzare la posta in gioco: questo sono i Paesi del Golfo nell’opinione di Cinzia Bianco, analista dello European Council on Foreign Relations e una dei maggior esperti a livello internazionale dell’area.
Bianco, quanto pesano nella crisi le scuse del presidente Masoud Pezeshkian? Basteranno per bloccare una possibile reazione di Emirati, Bahrein, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita?
“Le scuse non contano molto, perché questi Paesi sono convinti che Pezeshkian abbia perso il controllo dei Guardiani della rivoluzione: da sempre nel Golfo l’idea è che ci sia uno sdoppiamento tra politica e militari in Iran, adesso che Araghchi ha detto in televisione che l’Irgc sta operando con “istruzioni quadro” ma con autonomia, la convinzione è maggiore”.
I missili iraniani sul Bahrein
TEL AVIV – Un fronte unito, a dispetto delle divisioni che negli ultimi mesi lo hanno separato, e pronto se necessario ad alzare la posta in gioco: questo sono i Paesi del Golfo nell’opinione di Cinzia Bianco, analista dello European Council on Foreign Relations e una dei maggior esperti a livello internazionale dell’area.
Bianco, quanto pesano nella crisi le scuse del presidente Masoud Pezeshkian? Basteranno per bloccare una possibile reazione di Emirati, Bahrein, Qatar, Kuwait e Arabia Saudita?
“Le scuse non contano molto, perché questi Paesi sono convinti che Pezeshkian abbia perso il controllo dei Guardiani della rivoluzione: da sempre nel Golfo l’idea è che ci sia uno sdoppiamento tra politica e militari in Iran, adesso che Araghchi ha detto in televisione che l’Irgc sta operando con “istruzioni quadro” ma con autonomia, la convinzione è maggiore”.
I missili iraniani sul Bahrein
I Paesi del Golfo sono preparati a una crisi di queste proporzioni?
“Quello che stanno vivendo è lo scenario da incubo per cui si preparavano già dal 1979: è la prima volta che si trovano davanti a una situazione che è così esistenziale per il regime iraniano. Sospettavano che quando questo fosse accaduto non avrebbero dovuto fronteggiare attacchi chirurgici, ma l'idea un po' israeliana di una guerra totale: e dunque erano preparati. Si vede dalla percentuale di intercettazione di missili e droni, che supera il 90% in tutti i Paesi”.
Negli ultimi mesi nel Golfo ci sono state divisioni pesanti: penso a Emirati e Arabia Saudita. Riusciranno a mantenere una posizione unica o dobbiamo aspettarci divisioni?
“Questo è un momento di grande unità nel Golfo: tutti sono nel mirino. L’unica vera differenza che c’è è quella con l'Oman, che è stato colpito molto meno degli altri: ma gli omaniti hanno sempre una posizione diversa, perché credevano fermamente che ci fosse una concreta via d'uscita diplomatica a questa crisi. E continuano a premere per questo”.