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Trump: “Da bulli a perdenti, presto un colpo durissimo all’Iran”. E valuta incursioni di terra

(reuters)

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Washington minaccia nuovi attacchi: mobilitati i bombardieri B2. L’obiettivo è indebolire i basij per facilitare la rivolta popolare. E il tycoon difende Mosca: “Non ci sono prove sul coinvolgimento”
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NEW YORK – L’Iran si è già arreso, secondo Trump, con le scuse offerte ai vicini mediorientali. Siccome però il presidente Pezeshkian ha smentito che il regime sia pronto a cedere le armi e obbedire agli ordini del capo della Casa Bianca nella scelta della prossima guida suprema, lui minaccia di colpire Teheran “molto duramente”, prendendo di mira obiettivi finora risparmiati. Washington si prepara ad un’ulteriore escalation, con i bombardieri B2 mobilitati nella regione e l’ipotesi non esclusa di impiegare forze di terra, per provocare davvero la caduta del governo nell’arco della prossima settimana. Se ciò non accadesse, per Trump diventerebbe complicato continuare a sostenere l’intervento, tra il malcontento degli americani, il costo economico, il rischio di una guerra più ampia, e ora anche il desiderio di cambiare il regime a Cuba.

Il presidente Usa ha accelerato lo scontro via social: «L’Iran, massacrato fino all’inferno, si è scusato e si è arreso ai suoi vicini mediorient…

NEW YORK – L’Iran si è già arreso, secondo Trump, con le scuse offerte ai vicini mediorientali. Siccome però il presidente Pezeshkian ha smentito che il regime sia pronto a cedere le armi e obbedire agli ordini del capo della Casa Bianca nella scelta della prossima guida suprema, lui minaccia di colpire Teheran “molto duramente”, prendendo di mira obiettivi finora risparmiati. Washington si prepara ad un’ulteriore escalation, con i bombardieri B2 mobilitati nella regione e l’ipotesi non esclusa di impiegare forze di terra, per provocare davvero la caduta del governo nell’arco della prossima settimana. Se ciò non accadesse, per Trump diventerebbe complicato continuare a sostenere l’intervento, tra il malcontento degli americani, il costo economico, il rischio di una guerra più ampia, e ora anche il desiderio di cambiare il regime a Cuba.

Il presidente Usa ha accelerato lo scontro via social: «L’Iran, massacrato fino all’inferno, si è scusato e si è arreso ai suoi vicini mediorientali, promettendo che non sparerà più contro di loro. L’Iran non è più il “Bullo del Medio Oriente”, è invece “il perdente del Medio Oriente”. Lo sarà per molti decenni finché non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente!». Siccome però il regime non è caduto e nega la resa, Trump ha fatto seguire le rivendicazioni dei successi da nuove minacce: «Oggi l’Iran sarà colpito molto duramente! Sotto seria considerazione per la distruzione completa e la morte certa, a causa del cattivo comportamento di Teheran, ci sono aree e gruppi di persone che fino ad ora non erano stati presi di mira». Poco dopo Trump è volato alla Dover Air Force Base del Delaware, per la triste cerimonia del ritorno in patria dei sei soldati americani morti: Jeffrey O’Brien, Cody Khork, Robert Marzan, Nicole Amor, Noah Tietjens e Declan Coady.

In serata ha parlato di nuovo: «Il Regno Unito sta valutando l’invio di due portaeree, ma non ci servono», ha detto attaccando il governo Starmer. La strage nella scuola? «È colpa degli iraniani», ha tagliato corto. Mentre sul coinvolgimento russo ha difeso Putin: «Non ci sono indicazioni che stia aiutando Teheran». Negli stessi istanti, Witkoff lo smentiva a distanza: «Ho avvertito Mosca di non fornire intelligence all’Iran».

Fonti militari ritengono che la nuova ondata prenderà di mira le basi di pasdaran e basij in una trentina di province. Gli obiettivi principali del programma missilistico e nucleare, come quelli di difesa aerea, Marina e Aviazione sono stati già colpiti o in via eliminazione, ma se da questi dipende la capacità della Repubblica islamica di minacciare i paesi vicini, le rotte di navigazione nello stretto di Hormuz, Israele o le basi e le ambasciate americane, la tenuta del regime fa leva invece sulle forze interne. Da qui la necessità di indebolire pasdaran e basij, se si vuole incoraggiare l’insurrezione dei dissidenti o l’invasione dal nord dei curdi. A questo scopo saranno mobilitati i bombardieri invisibili B2, spostati nelle basi in Gran Bretagna, e forse le truppe di terra come i paracadutisti della 82nd Airborne Division, che potrebbero essere impiegati per raid mirati contro obiettivi strategici. Secondo la Nbc Trump ne ha parlato molto con consiglieri e amici, manifestando interesse per sapere come i soldati potrebbero essere schierati in Iran allo scopo di favorire la caduta del regime o una soluzione simile a quella del Venezuela, con una nuova leadership compiacente e pronta ad aprire agli Usa il commercio di energia e minerali.

Non mancano però i pericoli. Un rapporto del National Intelligence Council rivelato dal Washington Post avverte che la caduta del regime è “improbabile”, perché la successione a Khamenei procederà secondo i protocolli e l’opposizione non ha la forza di rovesciarlo, mentre la Casa Bianca ha bloccato la pubblicazione di un bollettino sul rischio di attacchi terroristici, per non impressionare gli americani già contrari all’intervento. Secondo le fonti il tempo stringe, massimo una settimana per la svolta.

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