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Özdemir, il figlio di immigrati turchi che in Germania ha rilanciato i verdi: “Come il Mago di Öz”

Ambientalista con posizioni conservatrici su sicurezza e migranti, ha trionfato le elezioni nel Baden-Württemberg frenando la corsa del partito di Merz e rilanciando le ambizioni nazionali dei Grünen
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BERLINO – Un comico della trasmissione satirica “Heute Show” lo ha rincorso mentre faceva jogging e gli ha urlato “Ricarda Lang sostiene che lei sia verde!”. Cem Özdemir gli ha risposto, ridacchiando, “incredibile, vero?”. Dopo un'impressionante rimonta sulla Cdu, Özdemir ha vinto le elezioni nel Baden-Württemberg. E gli analisti concordano nel dire che senza il suo volto affilato e il suo sorriso ammiccante impresso su tutti i manifesti elettorali, i verdi sarebbero stati travolti dal partito di Merz. “Il Mago di Öz” come lo chiamano a Berlino, ha vinto la sua scommessa più grande. Nel Baden-Württemberg, per quindici anni gli ambientalisti hanno governato una delle regioni più ricche di storia politica della Germania. I verdi sono nati dalle proteste della centrale atomica di Wyhl, hanno conquistato qui il primo sindaco e il primo governatore e hanno tentato qui con successo la prima coalizione con i conservatori della Cdu. Ma la breve esperienza federale con il governo Scholz è sfo…

BERLINO – Un comico della trasmissione satirica “Heute Show” lo ha rincorso mentre faceva jogging e gli ha urlato “Ricarda Lang sostiene che lei sia verde!”. Cem Özdemir gli ha risposto, ridacchiando, “incredibile, vero?”. Dopo un'impressionante rimonta sulla Cdu, Özdemir ha vinto le elezioni nel Baden-Württemberg. E gli analisti concordano nel dire che senza il suo volto affilato e il suo sorriso ammiccante impresso su tutti i manifesti elettorali, i verdi sarebbero stati travolti dal partito di Merz. “Il Mago di Öz” come lo chiamano a Berlino, ha vinto la sua scommessa più grande. Nel Baden-Württemberg, per quindici anni gli ambientalisti hanno governato una delle regioni più ricche di storia politica della Germania. I verdi sono nati dalle proteste della centrale atomica di Wyhl, hanno conquistato qui il primo sindaco e il primo governatore e hanno tentato qui con successo la prima coalizione con i conservatori della Cdu. Ma la breve esperienza federale con il governo Scholz è sfociata in un disastro, e da allora gli ambientalisti hanno faticato a frenare l’emorragia di voti.

Il rilancio delle ambizioni nazionali

Qualcuno spera che il trionfo di Özdemir, tuttavia, possa regalare una nuova spinta all’ex partito di Joschka Fischer. Ma non è un’equazione facile: i Grünen del Baden-Württemberg sono un capitolo del tutto a parte nel mezzo secolo di storia dei verdi. Özdemir ne è il perfetto esempio: i verdi sono divisi da sempre tra “realos” e “fundis”, tra un’ala pragmatica e una idealista. Da anni i verdi federali sono dominati dalla prima - Robert Habeck e Annalena Baerbock ne sono stati per molto tempo i perfetti interpreti, anche nella capacità di tenere insieme uno dei partiti tradizionalmente più rissosi della Germania. Ma nel Baden-Württemberg i verdi sono ancora più “realos”, iper pragmatici. Özdemir, con il suo esplicito assenso all’allungamento dei tempi del motore a combustione, con la sua posizione critica sull’immigrazione, con il suo matrimonio celebrato il 14 febbraio dal più controverso e reazionario dei sindaci, l’ex verde Boris Palmer, ha spesso lasciato l’amaro in bocca ai maggiorenti arroccati a Berlino. E lui ha consapevolmente deciso di invitarli poco a Stoccarda per la campagna elettorale: “siamo la Csu dei Verdi”, ha ripetuto spesso, come a dire: l’ala conservatrice degli ambientalisti. E non può essere altrimenti in una delle regioni più ricche e più industrializzate d’Europa.

Un ambientalista conservatore

Classe 1965, nato a Bad Urach da immigrati turchi arrivati in Germania come “gastarbeiter”, Özdemir racconta spesso che i suoi genitori sono sepolti lì, che amavano la Svevia, che erano un perfetto esempio di integrazione riuscita. E lui, famoso per i suoi modi cortesi e i toni pacati, ha gestito con enorme abilità la sua ascesa politica. E il suo nomignolo di “Svevo di Anatolia” gli ha portato fortuna: dopo essere stato il primo ministro della storia di origine turca, presto sarà il primo governatore con “background migratorio”, come si dice in Germania.

Quando era già ministro dell’Agricoltura del governo Scholz, Özdemir affrontò con coraggio la rabbia dei contadini infuriati, arrivati in massa a Berlino con i trattori per protestare contro i tagli agli incentivi. E li calmò. E già da ministro fece scalpore con le sue posizioni sulla sicurezza, ad esempio raccontando che la figlia aveva paura ad attraversare un parco di Berlino famoso per lo spaccio: “è inaccettabile”, tuonò in un podcast. Un’altra presa di posizione non ortodossa che gli attirò le simpatie di molti conservatori e lasciò perplessi i compagni di partito. Un anno fa Özdemir si è buttato nella campagna del suo land con lo slogan “Tour 2Ö26”, con la dieresi sullo zero a evocare l’iniziale del suo cognome. La sua scommessa è stata di nuovo quella di fare leva sulla sua esperienza - è stato parlamentare federale ed europeo e due volte ministro - e strappare parole d’ordine alla Cdu. Ieri sera, sull’onda della sua vittoria, alcuni giornali hanno titolato che Özdemir è il futuro dei verdi, che dovrà essere rigorosamente centrista. Ma il co-leader dei giovani verdi, Luis Bobga, figlio di un immigrato camerunense, ha commentato: “A cosa ci serve un governatore figlio di migranti se spesso esprime posizioni contro i migranti?”

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