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Starmer e Macron, telefonate con la Casa Bianca. “Serve una soluzione diplomatica”

La fregata tedesca Nordrhein-Westfalen all'arrivo al porto di Limassol,Cipro

 (reuters)

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Oggi il presidente francese farà visita a Cipro per “dimostrare solidarietà”. Nell’isola anche una fregata tedesca. Londra prova a ricucire con Trump
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LODNRA – Mentre è arrivata a Cipro anche la fregata tedesca Fgs Nordrhein-Westfalen dopo l’annuncio delle navi militari di Francia, Italia e Spagna, è corsa contro il tempo per evitare un’incontrollabile escalation in Medio Oriente. Il presidente francese Emmanuel Macron si recherà oggi a Cipro per “dimostrare solidarietà” con lo Stato membro Ue, colpito la scorsa settimana da droni e missili da Iran e Libano, con nel mirino anche la base militare britannica Akrotiri sull’isola. Macron vedrà il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il premier greco Kyriakos Mitsotakis. «Obiettivo: rafforzare la sicurezza nel Mediterraneo orientale con i nostri partner europei», ha dichiarato.

Macron ieri ha telefonato al presidente Trump a quello iraniano Massoud Pezeskhian: «Teheran cessi immediatamente gli attacchi contro i Paesi della regione e metta fine alla chiusura di fatto dello stretto di Hormuz. Una soluzione diplomatica è più che mai necessaria». Il presidente francese ha sentito…

LODNRA – Mentre è arrivata a Cipro anche la fregata tedesca Fgs Nordrhein-Westfalen dopo l’annuncio delle navi militari di Francia, Italia e Spagna, è corsa contro il tempo per evitare un’incontrollabile escalation in Medio Oriente. Il presidente francese Emmanuel Macron si recherà oggi a Cipro per “dimostrare solidarietà” con lo Stato membro Ue, colpito la scorsa settimana da droni e missili da Iran e Libano, con nel mirino anche la base militare britannica Akrotiri sull’isola. Macron vedrà il presidente cipriota Nikos Christodoulides e il premier greco Kyriakos Mitsotakis. «Obiettivo: rafforzare la sicurezza nel Mediterraneo orientale con i nostri partner europei», ha dichiarato.

Macron ieri ha telefonato al presidente Trump a quello iraniano Massoud Pezeskhian: «Teheran cessi immediatamente gli attacchi contro i Paesi della regione e metta fine alla chiusura di fatto dello stretto di Hormuz. Una soluzione diplomatica è più che mai necessaria». Il presidente francese ha sentito anche l’omologo egiziano Al Sisi: «Garantire al più presto la sicurezza del trasporto marittimo nel Mar Rosso, in particolare per le risorse energetiche: è essenziale per le nostre economie».

Perché questo è un altro spauracchio dell’Europa, ossia che la sua economia precipiti in una devastante crisi energetica. Oggi il premier britannico Keir Starmer citerà proprio questa eventualità, promettendo ai cittadini che farà «di tutto per tenere bassi prezzi e bollette». Ma il Regno Unito è uno dei Paesi più esposti e secondo alcuni analisti avrebbe pochi mesi di riserve di gas.

Ieri anche Starmer ha parlato al telefono con Trump, dopo le offese di “The Donald” a Sir Keir («non è Churchill») e il suo attacco di sabato sera: «Non ci serve in Iran l’aiuto britannico, troppo tardi! Eppure erano i nostri migliori alleati. Ma ce ne ricorderemo!». Anche Tony Blair ha criticato l’iniziale veto di Londra di concedere le basi britanniche agli Usa. Starmer, accerchiato dalla sinistra del Labour e dal fantasma della guerra in Iraq, ha ribadito a Trump la sua posizione: le basi britanniche sono a disposizione degli americani ma solo in chiave “di auto-difesa”, e non offensiva. In questa cornice, ieri un Typhoon inglese ha abbattuto un drone iraniano sull’Iraq e non è escluso che Londra possa partecipare a raid contro depositi di missili in Iran. Intanto, dopo gli insulti di Trump al Regno, cresce il fronte — anche sui tabloid — che chiede a re Carlo di cancellare la visita di Stato negli Usa quest’estate.

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