Svizzera, la truffa allo chef stellato Girardet: così l’amico gli ha svuotato il conto in banca
di Franco ZantonelliIn età avanzata si può rimanere truffati da “falsi nipoti” spuntati dal nulla, ma forse si sta ancora peggio quando chi ti imbroglia, rubandoti quasi tutto, è una persona che ha catturato la tua fiducia professandosi un amico che condivide le tue passioni. È quello che è toccato a uno dei maggiori chef viventi, oggi 89 enne, lo svizzero Fredy Girardet. Per anni anima del prestigioso ristorante dell’Hôtel de Ville di Crissier, nel Canton Vaud, da decenni abbonato alle tre stelle Michelin, Girardet si ritirò nel 1996 con un discreto gruzzolo, sul quale mise presto gli occhi un gestore di fortuna oggi 54 enne il quale, come rivela il settimanale Le Matin Dimanche, conquistò la fiducia di Girardet, professando, così come lo chef pluristellato, una passione per i grandi vini da collezione.
Diventato amico di Sébastien, del quale è noto solo il nome di battesimo, un amico che gli telefonava tutti i giorni, Fredy Girardet finì per affidargli tutti i suoi beni da amministrare. Nel 2008 Sèbast…
In età avanzata si può rimanere truffati da “falsi nipoti” spuntati dal nulla, ma forse si sta ancora peggio quando chi ti imbroglia, rubandoti quasi tutto, è una persona che ha catturato la tua fiducia professandosi un amico che condivide le tue passioni. È quello che è toccato a uno dei maggiori chef viventi, oggi 89 enne, lo svizzero Fredy Girardet. Per anni anima del prestigioso ristorante dell’Hôtel de Ville di Crissier, nel Canton Vaud, da decenni abbonato alle tre stelle Michelin, Girardet si ritirò nel 1996 con un discreto gruzzolo, sul quale mise presto gli occhi un gestore di fortuna oggi 54 enne il quale, come rivela il settimanale Le Matin Dimanche, conquistò la fiducia di Girardet, professando, così come lo chef pluristellato, una passione per i grandi vini da collezione.
Diventato amico di Sébastien, del quale è noto solo il nome di battesimo, un amico che gli telefonava tutti i giorni, Fredy Girardet finì per affidargli tutti i suoi beni da amministrare. Nel 2008 Sèbastien iniziò i suoi investimenti in una società olandese produttrice di guanti medicalizzati, esibendo al grande chef in pensione un rendiconto di 5,5 milioni di franchi, quando in realtà l’ammontare della sua fortuna era di 4,4 milioni. Per tranquillizzare l’amico, l’imbroglione gli presentava dei rendiconti fasulli dei suoi beni, ottenuti nel modo più semplice: incollava su di un foglio il logo della banca, poi fotocopiava il tutto, con l’aggiunta di cifre farlocche.
E così il gioco era fatto. Altre 30 persone sono finite nella trappola di Sébastien, arrestato nel 2015. Quanto a Fredy Girardet il suo patrimonio è sceso a 740 mila franchi, con una perdita di 3,6 milioni. Oggi colui che 40 anni fa venne definito dal New York Times uno dei più grandi maestri della “nouvelle cuisine”, non vuole più sentire parlare di questa storia. Sulla soglia dei 90 anni ha rinunciato all’avvocato e attende che la giustizia faccia il suo corso. Quanto al Restaurant de l’Hôtel de Ville di Crissier, rimane un tempio della gastronomia svizzera anche se, nel 2016 venne funestato da una tragedia, con il suicidio di Benoît Viollier, uno dei cuochi che succedettero a Girardet.