PARIGI – Quando Cipro è attaccata, è l’Europa a essere attaccata», ha scandito Macron durante una breve visita alla base aerea militare di Paphos, nel sud-ovest dell’isola, al fianco del presidente cipriota Nikos Christodoulides. Il leader francese è arrivato ieri sull’isola per una visita simbolica che vuole sottolineare come sia in corso un nuovo test per la sicurezza continentale. Macron ha evocato «l’Europa» in senso largo, includendo anche il Regno Unito, che a Cipro mantiene la base sovrana, Akrotiri, colpita da un drone di fabbricazione iraniana poco dopo l’inizio della guerra. Un conflitto che, secondo il presidente francese, durerà in questa fase intensa «ancora diversi giorni, forse diverse settimane».
La Francia ha inviato in pochi giorni diversi mezzi militari per prevenire un’escalation alle frontiere dell’Europa. La decisione più pesante è l’invio della portaerei Charles de Gaulle, simbolo della deterrenza francese, mentre proprio ieri il premier britannico ha sment…
PARIGI – Quando Cipro è attaccata, è l’Europa a essere attaccata», ha scandito Macron durante una breve visita alla base aerea militare di Paphos, nel sud-ovest dell’isola, al fianco del presidente cipriota Nikos Christodoulides. Il leader francese è arrivato ieri sull’isola per una visita simbolica che vuole sottolineare come sia in corso un nuovo test per la sicurezza continentale. Macron ha evocato «l’Europa» in senso largo, includendo anche il Regno Unito, che a Cipro mantiene la base sovrana, Akrotiri, colpita da un drone di fabbricazione iraniana poco dopo l’inizio della guerra. Un conflitto che, secondo il presidente francese, durerà in questa fase intensa «ancora diversi giorni, forse diverse settimane».
La Francia ha inviato in pochi giorni diversi mezzi militari per prevenire un’escalation alle frontiere dell’Europa. La decisione più pesante è l’invio della portaerei Charles de Gaulle, simbolo della deterrenza francese, mentre proprio ieri il premier britannico ha smentito le indiscrezioni su un imminente dispiegamento della portaerei Hms Prince of Wales. Per ora, ha precisato l’Eliseo, la Charles de Gaulle, finora di stanza alle frontiere nord del continente, resterà concentrata sul Mediterraneo orientale e sulla difesa di Cipro. La Francia ha mobilitato anche due portaelicotteri anfibi in un perimetro più ampio che comprende Mediterraneo orientale, Mar Rosso e lo stesso Stretto di Hormuz nel Golfo. L’obiettivo dichiarato è proteggere i cittadini francesi nella regione, ma anche alleati e partner di Parigi, a partire da Cipro. Macron ha aggiunto che «intercettazioni» da parte delle forze francesi sono proseguite negli ultimi giorni nel quadro dei partenariati regionali, senza fornire dettagli. Ma il capo di Stato ha ribadito che la Francia «non partecipa al conflitto in corso», sostenendo che il regime iraniano non può essere cambiato «solo con i bombardamenti».
Per quanto estranea all’offensiva contro l’Iran lanciata da Stati Uniti e Israele, l’Ue è costretta ai ripari. Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha insistito sul concetto di perimetro europeo, sostenendo che non si può accettare che «anche solo un pezzo di territorio europeo, come Cipro, sia in pericolo». Mitsotakis ha poi invitato i colleghi europei a rafforzare con più mezzi navali l’operazione Aspides, la missione lanciata nel 2024 dall’Ue nel Mar Rosso sotto comando greco. In una nota diffusa al termine di una riunione in videoconferenza con vari leader del Medio Oriente, Ursula von der Leyen e Antonio Costa hanno in qualche modo raccolto l’appello del premier greco, dichiarando che l’Ue è pronta «ad adattare e rafforzare ulteriormente» le missioni di protezione marittima.
Sarà oggetto di discussione nelle cancellerie del continente anche la nuova proposta che Macron ha messo sul tavolo, ovvero l’ipotesi di una missione internazionale a carattere strettamente «difensivo» per riaprire gradualmente lo Stretto di Hormuz quando la fase più acuta del conflitto lo consentirà. Per il presidente si tratterebbe di scortare portacontainer e petroliere, in modo da ripristinare progressivamente uno snodo essenziale per la circolazione di gas e petrolio. L’Eliseo sostiene che la missione sarebbe «strettamente pacifica» e preparata con partner europei, tra cui l’Italia, ma Parigi evoca anche contatti con l’India e con altri Paesi asiatici particolarmente esposti agli effetti della crisi.
Sul fronte diplomatico, dopo essere riuscito a parlare domenica sera prima con Donald Trump e poi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, Macron ha sentito durante il volo verso Cipro il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il leader francese ha rilanciato un appello a Hezbollah, milizia filo-iraniana, perché «cessi ogni attacco dal suolo libanese». Macron ha chiesto anche a Israele di fermare al più presto l’operazione militare e i raid sul Libano, trovando però scarso ascolto. Secondo fonti diplomatiche francesi, lo scambio tra Macron e Netanyahu è stato breve e definito «ruvido».