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Escalation Spagna-Israele: Madrid ritira definitivamente l’ambasciatrice da Tel Aviv

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares 
A maggio 2024 Netanyahu aveva già revocato la rappresentante a Madrid. Ora la decisione, presa nell’ultimo consiglio dei Ministri, arriva nel mezzo delle tensioni per la guerra in Iran. Il governo Sánchez fa sapere che non invierà navi nello stretto di Hormuz
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Nuovo tassello nell’escalation di tensione tra Spagna e Israele: Madrid ha annunciato, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che l’ambasciatrice spagnola in Israele, Ana Sálomon, è stata formalmente revocata e la sua rappresentanza nel Paese – che non verrà sostituita - verrà ridotta al livello di incaricato d'affari, in reciprocità con quanto già fatto da Israele nella sua ambasciata a Madrid. Nel maggio 2024 infatti il governo Netanyahu aveva ritirato definitivamente la sua ambasciatrice, Rodica Radian-Gordón, dopo che Madrid aveva riconosciuto ufficialmente lo stato di Palestina.

La decisione spagnola, ufficializzata oggi, è stata presa nel Consiglio dei ministri di ieri. Sálomon era stata richiamata “sine die” per consultazioni lo scorso settembre e non aveva fatto ritorno in Israele. Le tensioni tra i due Paesi erano maturate nell’ambito della guerra condotta da Israele nella Striscia di Gaza, in particolare dopo le reazioni di Israele alle dichiarazioni da parte del go…

Nuovo tassello nell’escalation di tensione tra Spagna e Israele: Madrid ha annunciato, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, che l’ambasciatrice spagnola in Israele, Ana Sálomon, è stata formalmente revocata e la sua rappresentanza nel Paese – che non verrà sostituita - verrà ridotta al livello di incaricato d'affari, in reciprocità con quanto già fatto da Israele nella sua ambasciata a Madrid. Nel maggio 2024 infatti il governo Netanyahu aveva ritirato definitivamente la sua ambasciatrice, Rodica Radian-Gordón, dopo che Madrid aveva riconosciuto ufficialmente lo stato di Palestina.

La decisione spagnola, ufficializzata oggi, è stata presa nel Consiglio dei ministri di ieri. Sálomon era stata richiamata “sine die” per consultazioni lo scorso settembre e non aveva fatto ritorno in Israele. Le tensioni tra i due Paesi erano maturate nell’ambito della guerra condotta da Israele nella Striscia di Gaza, in particolare dopo le reazioni di Israele alle dichiarazioni da parte del governo spagnolo che definivano quello in corso un genocidio ai danni della popolazione palestinese. Madrid aveva inoltre annunciato una serie di misure e sanzioni per ridurre i rapporti con il Paese e più tardi il presidente Sánchez aveva espresso la sua “ammirazione” per i manifestanti filopalestinesi che avevano disturbato la gara ciclistica della Vuelta durante l’arrivo a Madrid. Allora il ministro degli Esteri Gideon Saar aveva bollato il governo spagnolo come “antisemita”.

Se la Spagna decidesse di essere nuovamente rappresentata in Israele da un ambasciatore, dovrebbe nominare un nuovo diplomatico il quale dovrebbe presentare le sue credenziali alle autorità israeliane.

Dopo il caso della minaccia di embargo alla Spagna da parte di Trump in seguito alla decisione del governo Sánchez di vietare agli Stati Uniti l’utilizzo della basi spagnole per realizzare attacchi nell’ambito della guerra condotta con Israele contro l’Iran, la postura di Madrid nei confronti di quelle che vengono tacciate come azioni fuori dal diritto internazionale si fa sempre più rigida.

Intanto, nonostante il dispiegamento della fregata spagnola Cristóbal Colón a Cipro come parte della missione Nato, la ministra della Difesa Margarita Robles ha dichiarato che la Spagna non parteciperà alla missione annunciata da Emmanuel Macron per riaprire lo stretto di Hormuz. “Al momento questa è una missione proposta dalla Francia, a livello internazionale non è stata sollevata né dalla Nato né dall'Unione Europea e, pertanto, la Spagna non ha nulla da dire”.

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