✕

Epstein, Andrea e Mandelson: la prima foto dei tre insieme (e in accappatoio) che riemerge dai Files

Ascolta l'audio

Scovata nei documenti del miliardario pedofilo l’immagine dei tre a Martha’s Vineyard. Mentre a Londra lo scandalo relativo all’ex ministro laburista continua a mettere nei guai il premier Starmer
2 minuti di lettura

LONDRA - Per la prima volta, ecco la fotografia che raffigura insieme Jeffrey Epstein, l’ex principe Andrea e Peter Mandelson, l’ex ministro e ambasciatore britannico che sta facendo traballare la poltrona del premier Keir Starmer. È emersa oggi dai milioni di documenti dei cosiddetti “Epstein Files” pubblicati dal Dipartimento di Stato americano. I tre sono seduti, con Mandelson e Andrea in accappatoio e piedi nudi, attorno a un tavolo di legno mentre bevono da tre tazze con la bandiera degli Stati Uniti.

L’incontro a tre a Martha’s Vineyard

Secondo quanto risulta a ITV News, l’emittente britannica che per prima ha scovato la foto, l’incontro di Epstein, Mandelson e Andrew Mountbatten-Windsor (come si chiama l’ex duca di York dopo che il fratello re Carlo gli ha strappato tutti i titoli) sarebbe avvenuto a Martha’s Vineyard, la celebre località di villeggiatura per ricchi nel Massachusetts. Andrea e Mandelson frequentavano spesso le magioni di Epstein in America e a Parigi, e l’ex pr…

LONDRA - Per la prima volta, ecco la fotografia che raffigura insieme Jeffrey Epstein, l’ex principe Andrea e Peter Mandelson, l’ex ministro e ambasciatore britannico che sta facendo traballare la poltrona del premier Keir Starmer. È emersa oggi dai milioni di documenti dei cosiddetti “Epstein Files” pubblicati dal Dipartimento di Stato americano. I tre sono seduti, con Mandelson e Andrea in accappatoio e piedi nudi, attorno a un tavolo di legno mentre bevono da tre tazze con la bandiera degli Stati Uniti.

L’incontro a tre a Martha’s Vineyard

Secondo quanto risulta a ITV News, l’emittente britannica che per prima ha scovato la foto, l’incontro di Epstein, Mandelson e Andrew Mountbatten-Windsor (come si chiama l’ex duca di York dopo che il fratello re Carlo gli ha strappato tutti i titoli) sarebbe avvenuto a Martha’s Vineyard, la celebre località di villeggiatura per ricchi nel Massachusetts. Andrea e Mandelson frequentavano spesso le magioni di Epstein in America e a Parigi, e l’ex principe è stato accusato di violenza sessuale da una delle vittime della tratta del pedofilo statunitense, Virginia Roberts Giuffre, suicida un anno fa, alla quale ha pagato circa 13 milioni di sterline per chiudere il caso, perlomeno in tribunale. Perché fuori, intanto, lo scandalo continua.

La caduta di Mandelson

La fotografia non ha data o orario, ma dovrebbe esser stata scattata tra il 1999 e il 2000, ed è simile a un’immagine inclusa nel “libro di compleanno” di Epstein, pubblicato l’anno scorso, che mostrava Mandelson, in quello che sembra essere lo stesso accappatoio e lo stesso sfondo, sempre insieme a Epstein. In quel “birthday book” l’ex ambasciatore britannico a Washington aveva scritto una lettera al pedofilo americano in cui lo descriveva come il suo “migliore amico”. Da allora, è iniziata la caduta di Mandelson, “principe delle tenebre” ed eminenza grigia del Labour di Tony Blair, fino al licenziamento da ambasciatore da parte del premier Starmer e l’arresto di tre settimane fa per “cattiva condotta in pubblico ufficio”, in quanto accusato di aver passato a Epstein documenti governativi segreti quando era ministro nell’esecutivo Brown.

I guai di Starmer

Andrea è accusato dalla polizia inglese degli stessi reati, anche lui è stato fermato e poi rilasciato, e l’ex principe era inviato per il commercio del governo britannico proprio quando Mandelson era ministro. I due si proclamano innocenti, ma restano sotto inchiesta della polizia e lo scandalo Epstein continua. Mercoledì scorso il governo Starmer ha pubblicato la prima tranche dei “Mandelson Files”, ossia migliaia di documenti interni di Downing Street sulla decisione di proclamare Mandelson ambasciatore nonostante i suoi stretti legami con Epstein, anche dopo la sua prima condanna per traffico sessuale di minori nel 2008. Il primo ministro Starmer ha ammesso di aver commesso “un grave errore” e per ora non vuole dimettersi perché “Mandelson mi aveva mentito sui suoi veri rapporti con Epstein”. Ma, come scrive il Times oggi, Starmer non avrebbe neanche parlato con il suo futuro ambasciatore prima della nomina, delegando tutto ai suoi consiglieri. E la nuova tranche di Mandelson Files, attesa nelle prossime settimane, potrebbe essere decisiva anche per il suo futuro.

Leggi i commenti