Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un “velivolo a pilotaggio remoto” della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Il presidente Usa Donald Trump fa appello ad altri Paesi a partecipare a una coalizione per liberare lo stretto di Hormuz. Ma Teheran per bocca del ministro degli Esteri Araghchi avverte: “Astenetevi da azioni che possano allargare il conflitto”.
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Capo polizia iraniana: “Arrestate 500 spie”
L'Iran ha arrestato 500 persone accusate di aver condiviso informazioni con il nemico. Lo ha annunciato il capo della polizia della Repubblica islamica, Ahmadreza Radan, ripreso da Reuters, precisando che la metà di questi casi riguarda incidenti gravi, "tra cui persone che hanno fornito informazioni per colpire obiettivi e individui che hanno ripreso e inviato filmati dei luoghi degli attacchi". Non è chiaro quando sia avvenuto. Stamane media locali hanno riferito di decine di arresti in diverse regioni. Tra questi, 20 persone nel nord-ovest dell'Iran e altre dieci nel nord-est.
Iran: “Chi rifornisce la portaerei Usa Ford può essere un obiettivo”
Le forze iraniane hanno avvertito che le strutture di supporto collegate alla portaerei statunitense schierata nella regione potrebbero diventare obiettivi militari. Lo riporta Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui un portavoce del Comando Centrale Khatam al-Anbiya ha dichiarato: "La presenza della portaerei statunitense Gerald Ford nel Mar Rosso è considerata una minaccia per la Repubblica Islamica dell'Iran". Il portavoce ha aggiunto che "i centri logistici e di assistenza per la suddetta flotta nel Mar Rosso sono considerati un obiettivo delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran".
Amministrazione Trump pronta ad annunciare coalizione per Hormuz
L'amministrazione Trump prevede di annunciare già questa settimana che diversi Paesi hanno accettato di formare una coalizione che scorterà le navi lungo lo Stretto di Hormuz, che si estende lungo la costa iraniana. Sono ancora in corso discussioni, tuttavia, per stabilire se tali operazioni inizieranno prima o dopo la fine delle ostilità. Lo scrive il Wall Street Journal. La Casa Bianca si è rifiutata di commentare l'annuncio previsto, che potrebbe subire variazioni a seconda dell' evolversi del conflitto. Molti Paesi si sono mostrati evasivi su una tale missione di scorta fino alla cessazione delle ostilità per i rischi connessi.
Iran: portaerei USS Ford in Mar Rosso è minaccia per noi
“La presenza della portaerei USS Gerald Ford nel Mar Rosso rappresenta una minaccia per noi" e pertanto "le infrastrutture logistiche che gli forniscono supporto sono considerate obiettivi". Lo ha annunciato un portavoce delle forze armate iraniane, rilanciato da Al Jazeera.
Pasdaran, avviso evacuazione per aree a Dubai e Doha
L'Iran ha emesso un avviso di evacuazione rivolto agli abitanti di specifiche aree di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e di Doha, in Qatar. "A causa della presenza di ufficiali e soldati statunitensi nascosti in queste aree, alcune località specifiche potrebbero essere attaccate nelle prossime ore", si legge nel comunicato. "Nonostante i nostri avvertimenti - si aggiunge - i vostri leader hanno dato rifugio agli americani e hanno permesso che i vostri territori venissero utilizzati per attaccare l'Iran".
Berlino, non parteciperemo a missione per Stretto Hormuz
La Germania non prenderà parte a un'operazione militare internazionale per la protezione delle navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, all'emittente pubblica Ard, all'indomani dell'appello del presidente Usa Donald Trump ai Paesi che dipendono dal petrolio che transitano da Hormuz a garantirne la sicurezza in coordinamento con Washington. La sicurezza dello Stretto, ha affermato il capo della diplomazia tedesca, potrà essere garantita solo attraverso una soluzione negoziata e l'avvio di colloqui con gli iraniani. Stati Uniti e Israele sostengono che l'obiettivo della guerra sia distruggere le capacità militari dell'Iran, in particolare i suoi programmi nucleari e missilistici, ha aggiunto Wadephul.
"Ci aspettiamo ora di essere informati e di essere coinvolti una volta che ciò sarà avvenuto. In tal caso, saremmo lieti di partecipare ai negoziati".
Telefonata fra Starmer e Trump, focus sullo Stretto di Hormuz
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump questa sera per discutere della "situazione in corso in Medioriente. Lo ha dichiarato una portavoce di Downing Street. I due hanno parlato dell'"importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz per porre fine alle interruzioni del trasporto marittimo globale, che stanno facendo lievitare i costi in tutto il mondo". Starmer "ha inoltre espresso le sue condoglianze per il personale militare americano che ha perso la vita durante il conflitto", ha aggiunto la portavoce. Starmer e Trump "hanno deciso di rimanere in contatto".
Frammento missile danneggia residenza console Usa e Gerusalemme
Un frammento di un missile iraniano ha colpito un edificio residenziale utilizzato dal console statunitense a Gerusalemme. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto affermato dal Dipartimento di Stato americano non ci sarebbero stati feriti tra il personale statunitense.
Alto funzionario Israele vola in Usa per armamenti
Il direttore generale del ministero della Difesa israeliano, Amir Baram, è partito alla volta di Washington per ottenere armamenti. Lo ha riferito il ministero stesso in un tweet, sottolineando che l'alto funzionario, in rappresentanza del ministro Israel Katz, avrà una serie di incontri al Pentagono e al dipartimento di Stato "in merito alla promozione di appalti essenziali per lo sviluppo della campagna e all'approfondimento della cooperazione strategica tra i due Paesi". Stamane, il ministro degli Esteri Gideon Sàar aveva smentito la notizia circolata ieri secondo la quale Israele aveva informato gli Stati Uniti che le sue scorte di intercettori missilistici si stavano esaurendo.
Usa: “Tempistiche della guerra non ancora del tutto chiare”
L'obiettivo dell'amministrazione Trump è di riportare i prezzi della benzina sotto i 3 dollari al gallone prima dell'estate. Il segretario all'Energia Chris Wright, parlando con la Nbc News, ha affermato che "ci sono ottime probabilità che ciò accada". Tuttavia, ha aggiunto, "in guerra non esistono garanzie. Le tempistiche non sono ancora del tutto chiare, ma credo che questo sia certamente un obiettivo dell'amministrazione". Gli americani, inoltre, potrebbero presto trovare sollievo dai prezzi elevati dei carburanti, ma la correzione al ribasso richiederebbe ancora qualche settimana: "Ne stanno risentendo proprio ora. E ne risentiranno ancora per qualche settimana, ma alla fine avremo eliminato il rischio più grande per le forniture energetiche globali". La benzina negli Stati Uniti sono saliti alla media di 3,68 dollari al gallone, con un aumento del 23% dall'inizio della guerra del 28 febbraio, in base agli aggiornamenti diffusi sabato dalla American Automobile Association (Aaa).
Media, Aoun nomina squadra per negoziati con Israele
Il presidente libanese ha completato la formazione della squadra negoziale in preparazione di colloqui con Israele. E' quanto hanno riferito fonti al sito di notizie saudita Al-Hadath, aggiungendo che Aoun è consapevole della limitata influenza di Washington su Israele al momento.
Idf: “Nostro obiettivo non è cambio regime”
“Come esercito non abbiamo l'obiettivo del cambio di regime in Iran. Noi creiamo le condizioni per indebolirlo e destabilizzarlo perché il popolo iraniano possa prendere in mano il proprio destino", lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin rispondendo a domande di giornalisti in conferenza stampa.
Idf: “Regime iraniano indebolito ma lo nascondono alla popolazione”
"Abbiamo eliminato 40 alti funzionari iraniani, tra cui Ali Khamenei. Abbiamo neutralizzato la maggior parte degli alti funzionari dell'apparato di intelligence e sicurezza. Abbiamo poi attaccato il sistema missilistico balistico, colpendo oltre 700 missili e rendendo inutilizzabili il 70% dei lanciatori. Il regime iraniano è destabilizzato e sta cercando di nasconderlo ai cittadini". Lo ha detto il portavoce dell'Idf Effie Defrin in un briefing.
Media Teheran, telefonata fra Pezeshkian e Macron
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e il presidente francese Emmanuel Macron avrebbero avuto un colloquio telefonico. Lo riportano i media di Teheran.
Idf punta ad aumentare le truppe e ampliare zona cuscinetto in Libano
Le forze armate israeliane si stanno preparando a schierare ulteriori forze nel Libano meridionale e ad ampliare la zona cuscinetto per allontanare la minaccia di Hezbollah dal confine settentrionale. Lo hanno riferito fonti al Times of Israel.
Berlino: “Molto scettici sull'estensione di Aspides a Hormuz”
La missione Aspides "non è stata efficace" nel Mar Rosso, "è per questo che sono molto scettico che un'estensione di Aspides allo Stretto di Hormuz possa garantire una maggiore sicurezza". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ai microfoni dell'Ard alla vigilia della riunione con i suoi omologhi Ue a Bruxelles.
Trump contro Herzog, "è un debole, io sto con Netanyahu"
Il presidente Usa Donald Trump ha nuovamente attaccato con parole dure l'omologo israeliano Isaac Herzog, 'colpevole' di rifiutarsi di graziare il premier Benjamin Netanyahu, sotto accusa per corruzione, frode e abuso di fiducia. "Il vostro presidente è un uomo debole. Il presidente di Israele è un uomo debole e inefficace che sta usando la grazia come ricatto contro Bibi. Non avreste nemmeno Israele adesso se lui non fosse il primo ministro. Io sono dalla parte di Bibi", ha detto il capo della Casa Bianca in un'intervista in esclusiva all'emittente israeliana Channel 14.
Crosetto: “Nella base in Kuwait solo personale essenziale”
Nella base di Al Salem in Kuwait, dove questa mattina, è stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, "Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". Lo ha affermato in una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "La Difesa italiana svolge in quell'area un'importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell'Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air - Task Force Air Kuwait avviata già nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell'ambito dell'operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il DAESH) ed in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto", ha spiegato ancora.
Crosetto: “Perdita drone non ha riflessi su sicurezza dei nostri militari”
"La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area". Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto in merito all'attacco alla base in Kuwait, il quale specifica: "Insieme al Presidente del Consiglio ed a tutto il governo seguo con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze e direttamente con i comandanti sul campo".
Cinque feriti in attacco su aeroporto Baghdad
Cinque persone sono rimaste ferite nell'attacco con razzi e droni su una base militare all'interno dell'aeroporto di Baghdad. Lo hanno riferito le autorità irachene.
Unifil: “Spari contro caschi blu da gruppi armati non statali”
Le forze di pace di Unifil sono state oggi bersaglio di colpi d'arma da fuoco, probabilmente sparati da gruppi armati non statali, in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti nei pressi delle loro basi a Yatar, Dayr Kifa e Qallawiyah". Lo riferisce in una nota su telegram la missione delle Nazioni Unite in Libano.
Iran: “Attacchi contro base militare ad aeroporto di Baghdad”
Una serie di droni e razzi hanno preso di mira una base militare nel complesso dell'aeroporto di Baghdad, che ospita anche una struttura diplomatica degli Stati Uniti, stando a quanto riferito da tre fonti all'Afp. "Nove attacchi con droni e razzi hanno preso di mira la base militare Victory nell'aeroporto", ha dichiarato un funzionario della sicurezza, mentre un giornalista dell'Afp ha riferito di aver sentito esplosioni nella capitale. Una terza fonte di sicurezza ha affermato che almeno tre droni sono stati abbattuti. Non è ancora chiaro se la base militare sia stata colpita direttamente.
Usa: “Trump vuole neutralizzare le capacità nucleari di Teheran”
L'ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha assicutato che il conflitto in Iran "non sarà un altro Iraq del 2003", assicurando che tutte le opzioni sono aperte. Waltz, in un'intervista a Fox News, ha aggiunto che l'obiettivo del presidente americano Donald Trump di neutralizzare le capacità nucleari dell'Iran rappresenta "un punto programmatico fondamentale", ribadito in ciascuna delle sue tre campagne elettorali, nonché "una promessa che egli intende mantenere per tutti gli americani".
Nella base in Kuwait proseguono spostamenti ma resta personale essenziale
Nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, si trovano - secondo le ultime informazioni - attualmente alcune decine di militari. A quanto si apprende il riposizionamento del personale prosegue per una rimodulazione prudenziale. Resta però il personale impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. Nei giorni precedenti dalla base erano già stati spostati 239 militari verso l'Arabia Saudita: su 321 iniziali ne sono rimasti 82.
Tajani: “Le nostre missioni continuano, non ci facciamo intimidire”
"Non ci facciamo intimidire, le missioni italiane continuano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica commentando l'attacco con un drone alla base Usa in Kuwait dove sono di stanza anche militari italiani. "Stiamo riducendo il personale" nelle basi italiane nella regione, "dobbiamo mettere al sicuro il maggior numero di uomini tenendo fede agli impegni internazionali", ha aggiunto Tajani, ricordando che la base in questione era stata già attaccata.
Cina: “Avremo ruolo costruttivo per la de-escalation in Medio Oriente”
Dopo l'invito di Donald Trump a molti Paesi, Cina inclusa, a dispiegare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per mettere in sicurezza la regione, un portavoce dell'ambasciata cinese a Washington ha affermato, in una nota citata dalla Cnn, che "tutte le parti hanno la responsabilità di garantire un approvvigionamento energetico stabile e senza intoppi". Quale "amico sincero e partner strategico dei Paesi mediorientali, la Cina continuerà a intensificare le comunicazioni con le parti interessate - incluse le parti coinvolte nel conflitto - e a svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e del ripristino della pace".
Cbs: “Khamenei aveva dubbi sulle capacità del figlio per guidare il Paese”
I servizi segreti americani hanno diffuso tra il presidente Donald Trump e una cerchia ristretta di suoi collaboratori un'analisi secondo cui l'ayatollah Ali Khamenei, defunto leader supremo dell'Iran, aveva delle riserve sul fatto che suo figlio, nominato la settimana scorsa come nuova guida suprema, prendesse il potere. Lo rende noto l'emittente statunitense Cbs News, citando diverse fonti a conoscenza della questione. Secondo l'analisi, il padre nutriva dubbi su figlio, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, percependolo come non particolarmente brillante e ritenendolo non qualificato per guidare il Paese. Le informazioni raccolte indicavano inoltre che il padre era consapevole che suo figlio avesse problemi nella vita privata, secondo fonti all'interno dell'amministrazione, della comunità intelligence e di persone vicine al presidente.
Netanyahu pubblica video mentre prende un caffè per smentire le voci sulla sua morte
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato oggi sul suo account X un video che lo mostra prendere un caffè in un locale per smentire le voci secondo cui sarebbe stato ucciso in un attacco iraniano e quelle secondo le quali le ultime sue immagini sarebbero state generate dall'Ia, tanto che sembra avere sei dita in una mano. "Ho una voglia matta di caffè", dice Netanyahu al proprietario mentre prende la tazza. Poi, allungando l'altra mano verso la telecamera, il premier israeliano chiede: "Vuoi contare le dita?". E il premier mostra prima una mano e poi l'altra: "Ecco. Vedi? Molto bello, Salute".
Araghchi: “Non abbiamo intenzione recuperare uranio sotto siti distrutti”
Il materiale nucleare iraniano si trova "sotto le macerie". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, al programma 'Face the Nation' della Cbs. "Come sapete, i nostri impianti nucleari sono stati attaccati e tutto è sotto le macerie. Certo, c'è la possibilità di recuperarli, ma sotto la supervisione dell'agenzia", ha aggiunto parlando dell'Aiea. "Ma per il momento non abbiamo alcun piano per recuperarli da sotto le macerie", ha concluso.
Araghchi: “Colloqui con Italia e Francia? su Hormuz contattati da diversi Paesi che vogliono garantire il passaggio sicuro delle loro navi”
“Non posso citare alcun Paese in particolare, ma siamo stati contattati da diversi Paesi che desiderano garantire un passaggio sicuro alle loro navi". Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto così ad una domanda della Cbs se stiano negoziando con Italia e Francia sullo Stretto di Hormuz, assicurando che la Repubblica islamica "è aperta ai Paesi che vogliono parlare del passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz". "La decisione spetta alle nostre forze armate, che hanno già deciso di consentire a un gruppo di imbarcazioni appartenenti a diversi Paesi di transitare in condizioni di sicurezza - ha sottolineato - Quindi garantiamo loro la sicurezza per il passaggio perché non abbiamo chiuso questo stretto. Non stanno venendo loro a causa dell'insicurezza che c'è, a causa dell'aggressione da parte degli Stati Uniti".
Idf, colpiti centri comando Guardie Rivoluzionarie
Israele afferma di aver colpito centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dei Basij nell'Iran occidentale. L'esercito israeliano ha riferito che la sua aviazione ha condotto una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture militari iraniane nell'Iran occidentale. In un post su X, l'Idf ha riportato che gli attacchi hanno colpito "diversi centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dell'unità Basij" nell'area di Hamadan. Secondo l'esercito, queste strutture venivano utilizzate per coordinare le operazioni e pianificare attacchi contro Israele e altri paesi della regione. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver esteso gli attacchi contro quelle che ha definito le infrastrutture di comando e controllo del governo nell'Iran occidentale e centrale. Le Forze di Difesa Israeliane hanno così completato una nuova ondata di attacchi contro i quartier generali nell'Iran occidentale.
Tajani: “Navi a Hormuz? Non siamo coinvolti in operazioni militari”
"Non (non, rpt) siamo coinvolti in operazioni militari su Hormuz". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4 Diario della domenica, in merito alla richiesta di Donald Trump ad altri Paesi perché inviino navi militari per sbloccare il traffico di navi nello Stretto di Hormuz. "Nessun Paese europeo ha dato disponibilità militare per forzare Hormuz", ha aggiunto.
Media, ministri Ue discuteranno estensione della missione Aspides
Domani i ministri degli Esteri dell'Ue riuniti al Consiglio affari esteri discuteranno della possibile estensione della missione navale europea Aspides allo Stretto di Hormuz, stando a quanto dichiarato al Financial Times da un funzionario a conoscenza delle discussioni in corso. La missione, avviata nel 2024 e attualmente composta da tre navi inviate da Francia, Grecia e Italia, è in gran parte limitata a fornire protezione dagli attacchi degli Houthi alle navi commerciali nello Stretto di Bab el-Mandeb, al largo delle coste dello Yemen: l'estensione del suo mandato a Hormuz richiederebbe un nuovo mandato. Parlando con la testata britannica, la fonte ha precisato che l'opzione "più probabile" rimane l'avvio di una missione navale congiunta Ue-Onu per garantire il libero transito, rispetto a un approccio bilaterale dei Paesi europei nei confronti dell'Iran. Venerdì un alto funzionario Ue aveva spiegato che non era stata presa nessuna decisione riguardo la possibile modifica del mandato della missione Aspides, specificando che ad oggi coprirebbe lo Stretto di Hormuz, ma in una dimensione "non esecutiva" e dunque insufficiente a fornire protezione fisica ai mercantili in passaggio. Poche ore dopo, altre fonti avevano detto che la modifica del mandato non era un'opzione sul tavolo.
Il capo di Stato maggiore italiano: “Il velivolo colpito nella base in Kuwait era indispensabile per le nostre operazioni”
"Il velivolo colpito" nella base di Ali Al Salem, in Kuwait "costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni". Lo ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano. "Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell'ambito delle misure adottate in relazione all'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione. La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno", ha concluso Portolano.
Teheran: usato anche un missile a propellente soldio
Il dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato una serie di 54 attacchi missilistici contro postazioni in Israele. Il comunicato delle Guardie Rivoluzionarie afferma che in questo attacco sono stati utilizzati "missili superpesanti Khorramshahr a doppia testata, Khyber-Shakan, Qadr, Emad e, per la prima volta nell'Operazione Sadeq Promise, 4 missili strategici e il missile a propellente solido Sejjil". Il Sejil è un missile balistico superficie-superficie a medio raggio che utilizza propellente solido e può percorrere la distanza tra il sito nucleare di Natanz e Tel Aviv in sette minuti. Lo riporta Bbc Persian.
Attacco con un drone a una base italiana in Kuwait: nessun ferito
Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita mezzi e militari americani e italiani, è stata attaccata con un drone che ha colpito un capannone dove si trovava un “velivolo a pilotaggio remoto” della Task force air italiana, che è stato distrutto. Al momento dell'attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Lo si apprende dallo Stato Maggiore della Difesa.
Araghchi avverte gli altri Paesi dopo l’appello di Trump a intervenire a Hormuz: “Astenetevi da azioni che allarghino il conflitto”
Teheran oggi ha esortato le altre nazioni ad astenersi da "qualsiasi azione" che possa ulteriormente inasprire la guerra, in seguito all'appello degli Stati Uniti per la messa in sicurezza dello strategico Stretto di Hormuz. Il conflitto finirà solo quando l'Iran sarà "certo" che non potrà ripetersi, ha avvertito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. La guerra sta travolgendo la regione e facendo impennare i prezzi del petrolio, poiché lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale normalmente transita un quinto della produzione petrolifera mondiale, è quasi completamente bloccato da Teheran. Donald Trump ha chiesto ad altri paesi di contribuire alla sua messa in sicurezza, citando la Francia come potenziale partner, insieme a Cina, Giappone, Regno Unito e Corea del Sud. Durante una telefonata con il suo omologo francese Jean-Noël Barrot, Abbas Araghchi ha invitato alla moderazione. Altri Paesi devono "astenersi da qualsiasi azione che possa portare a un'escalation e a un'espansione del conflitto", ha sottolineato, secondo una dichiarazione del suo ministero. Nessuno Stato ha ancora annunciato che si unirà a Washington, che vuole inviare la propria Marina a scortare le petroliere. Seul sta "esaminando attentamente" questa richiesta, ha detto un funzionario presidenziale all'AFP, mentre Londra "sta attualmente discutendo con i suoi alleati e partner una serie di opzioni per garantire la sicurezza del trasporto marittimo nella regione".
Cnn: Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran
Israele prevede almeno altre tre settimane di guerra in Iran, con "migliaia di obiettivi" ancora da colpire. Lo ha dichiarato l'esercito israeliano alla Cnn.
Papa Leone all’Angelus: “Mi appello ai responsabili di questo conflitto: cessate la guerra”
Stamane Papa Leone X ha lanciato un accorato appello per un cessate il fuoco immediato nella guerra in Iran, deplorando l'"atroce violenza" che ha ucciso migliaia di civili e causato sofferenze in tutta la regione. Il primo papa statunitense ha sottolineato che la violenza non porterà la giustizia, la stabilità e la pace che i popoli della regione desiderano ardentemente. "Da due settimane, i popoli del Medio Oriente soffrono l'atroce violenza della guerra", ha detto il Papa durante la sua preghiera settimanale all'Angelus in Piazza San Pietro. "Nel nome dei cristiani in Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà, mi appello ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco!", ha affermato Papa Leone X. «Migliaia di persone innocenti sono state uccise e molte altre sono state costrette ad abbandonare le proprie case. Rinnovo la mia vicinanza a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attentati», ha affermato. Leone ha aggiunto che la situazione in Libano è anch'essa motivo di «grande preoccupazione». «Auspico percorsi di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell'attuazione di soluzioni durature alla grave crisi in corso, per il bene comune di tutto il popolo libanese», ha concluso il Papa.
Larijani: “Vogliono ordire un complotto inscenando un altro 11/9 e attribuendo la responsabilità all’Iran”
Il consigliere della defunta Guida suprema Khamenei Ali Larijani ha scritto su X: “Ho sentito dire che i membri rimanenti della rete di Epstein hanno ordito un complotto per creare un attentato simile all'11 settembre e attribuirne la responsabilità all'Iran. L'Iran si oppone fermamente a tali piani terroristici e non è in guerra con il popolo americano”.
Il ministro degli Esteri israeliano: “Non terremo colloqui diretti con il Libano nei prossimi giorni”
"Ci aspettiamo che il governo libanese adotti misure serie per impedire a Hezbollah di sparare contro Israele. Non intendiamo tenere colloqui diretti con il governo libanese nei prossimi giorni". Lo ha detto il ministro degli Esteri di Israele Gideon Saar durante un briefing con i media esteri. Lo riporta Yne
Trump: “Vogliono un accordo, ma io ancora no”
"L'Iran vuole fare un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump a Nbc news, senza entrare nel merito di cosa intenda per termini non sufficientemente buoni. "Non voglio dirvelo", ha tagliato corto il presidente americano alla domanda su quali sarebbero i termini per un potenziale accordo che metta fine alla guerra, limitandosi a dire che l'impegno da parte di Teheran ad abbandonare completamente le sue ambizioni nucleari potrebbe essere uno di questi.
Il governo israeliano approva uno stanziamento d’emergenza di 827 milioni di dollari per la guerra
Il governo israeliano ha approvato uno stanziamento di 827 milioni di dollari per acquisti militari "di emergenza", secondo quanto riportato oggi dai media israeliani, a più di due settimane dall'inizio della guerra israelo-americana contro l'Iran. Questo pacchetto da 2,6 miliardi di shekel è stato deciso dai ministri durante una teleconferenza nella tarda serata di venerdì. Sarà utilizzato per "acquisti di sicurezza" e per far fronte a "esigenze urgenti", secondo il principale quotidiano Haaretz, che non ha fornito ulteriori dettagli. Secondo il documento del Ministero delle Finanze presentato ai ministri e trasmesso domenica mattina da diverse testate giornalistiche nazionali, tra cui l'emittente televisiva N12, "data l'intensità dei combattimenti, è emersa un'urgente e immediata necessità di fornire una risposta operativa, che comprende l'acquisizione di munizioni, la fornitura di armamenti avanzati e il rifornimento di scorte di combattimento critiche".
Sirene d'allarme e forti boati nel centro di Tel Aviv
Le sirene d'allarme sono scattate a Tel Aviv e nel centro di Israele per un lancio di missili dall'Iran. Si sentono forti boati nel centro della città, come constata l'Ansa sul posto.
Iran: media, decine di morti a Isfahan, attaccate fabbriche
Sono decine le persone uccise dai bombardamenti israeliani e statunitensi nella città di Isfahan, importante polo manifatturiero iraniano. Lo riferisce Al Jazeera, secondo la quale i raid sono diretti alle industrie attive nel campo della difesa ma stanno colpendo anche aree civili.
Araghchi, 'Mojtaba Khamenei sta bene e governa l'Iran'
"La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese". Lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in risposta alle notizie sull'assenza di Khamenei dalla vita pubblica e in tv da quando è stato eletto la scorsa settimana. "La situazione nel Paese è stabile", ha aggiunto Araghchi, citato dall'agenzia Irna. Il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri di non sapere nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva affermato che Khamenei è "ferito e probabilmente sfigurato".
Seul, 'valutiamo con attenzione la richiesta di Trump su Hormuz'
La Corea del Sud "valuterà con attenzione" la richiesta di Donald Trump di "inviare navi da guerra" nello Stretto di Hormuz per "garantire che rimanga aperto": lo ha affermato un funzionario presidenziale citato dall'agenzia Yonhap, aggiungendo che Seul si trova "in comunicazione stretta" con Washington sull'argomento. "La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione sono nell'interesse di tutti i Paesi e sono protette dal diritto internazionale", ha dichiarato il funzionario coreano.
Libano: almeno 14 morti in nuovi attacchi israeliani
Almeno 14 persone, tra cui quattro minori, sono morte negli ultimi attacchi sferrati da Israele su diverse località del Libano. Lo rendono noto le autorità sanitarie di Beirut secondo l'agenzia stampa ufficiale Nna.
Araghchi accusa Eau, fornite basi per attacchi a isole
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di aver fornito agli Usa basi per attaccare le isole di Kharg e di Abu Musa. Le operazioni, si legge sui media iraniani, sarebbero partire da Ras al-Khaimah e da un'altra località descritta come "molto vicina a Dubai". Araghchi ha definito la mossa "pericolosa" e, minacciando implicitamente una rappresaglia, ha assicurato che l'Iran "cercherà di fare attenzione a non attaccare nessuna area abitata".
Teheran, droni contro Paesi Golfo 'false flag' di nemico
Lo stato maggiore di Teheran ha accusato il "nemico" di utilizzare droni simili a quelli iraniani per colpire i Paesi del Golfo e scaricare la colpa sulla Repubblica Islamica. Lo si legge in una nota pubblicata dai media ufficiali iraniani. Il comando centrale di Teheran sostiene, senza fornire prove, che copie dei suoi Shahed-136, note come 'LUCAS', sono state utilizzate per "colpire obiettivi irrilevanti negli Stati della regione", tra cui Turchia, Iran e Kuwait.
Pasdaran: “Braccheremo e uccideremo Netanyahu”
"L'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Lo scrivono le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars.
Pasdaran rivendicano attacchi su Israele, Iraq e Kuwait
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionari Islamiche ha affermato di aver preso di mira Israele e tre basi statunitensi in Iraq e Kuwait. "Il suono continuo delle sirene delle ambulanze" in Israele e le ammissioni delle autorità israeliane sul "numero crescente di morti e feriti" rivelano la "profondità dell'impatto dei missili pesanti" dell'Irgc nei settori industriali di Tel Aviv, si legge in un comunicato, pubblicato da Al-Jazeera. Ha inoltre affermato che la base aerea di Harir a Erbil, in Iraq, così come le basi di Ali Al Salem e Arifjan, che ospitano truppe statunitensi in Kuwait, sono state "distrutte da potenti missili e droni iraniani".
Media, forti esplosioni a Teheran
Forti esplosioni nella zona meridionale di Teheran. In un video ricevuto da Iran International si vedono diverse esplosioni nella zona meridionale della città nelle prime ore di oggi, con i residenti che descrivono gli attacchi come "molto intensi". Secondo le prime informazioni, diverse aree nella parte meridionale della città sono state prese di mira da attacchi.
Media, 14 morti in Libano per attacchi Idf, 4 sono bambini
Il Ministero della Salute libanese ha segnalato vittime a seguito di due distinte ondate di attacchi israeliani nel Libano meridionale. Lo riporta Al-Jazeera. Il Ministero ha riferito che sette persone sono state uccise e otto ferite in due raid israeliani che hanno preso di mira le città meridionali di Sidone e al-Qatrani. Altre sette persone sono state uccise in un attacco israeliano contro il quartiere di Nuns nella città meridionale di Nabatieh. Tra le vittime, quattro bambini. In precedenza, il Ministero aveva comunicato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 28 febbraio era salito a 826, mentre il numero degli sfollati aveva superato gli 831.000.
Al-Jazeera, droni e missili intercettati su Arabia Saudita e Giordania
Il Ministero della Difesa saudita afferma che tre droni sono stati intercettati e distrutti nella regione orientale del Paese. Lo fa sapere Al-Jazeera, secondo cui inoltre sono state udite delle esplosioni nella città di Irbid, in Giordania, in seguito all'intercettazione di missili.
Parigi, il gruppo d'attacco della portaerei rimane nel Mediterraneo orientale
"Il gruppo d'attacco della portaerei rimane nel Mediterraneo orientale. La posizione della Francia rimane invariata: difensiva e protettiva". Lo scrive su X il ministero degli Esteri francese.
Telegraph, Londra valuta l'invio di droni intercettori in Medio Oriente
Secondo quanto appreso dal Telegraph, il premier britannico Keir Starmer potrebbe inviare migliaia di droni intercettori in Medio Oriente. La notizia diffusa dal giornale del Regno Unito è stata ripresa anche dai media israeliani.
I sofisticati sistemi 'Octopus' vengono prodotti nel Regno Unito per l'Ucraina, che li utilizzerà contro la Russia, con una produzione destinata ad aumentare fino a raggiungere migliaia di unità al mese. Il Telegraph rivela inoltre che i funzionari militari stanno valutando la possibilità di utilizzare gli intercettori anche per rafforzare le difese del Regno Unito contro i droni iraniani Shahed. La fonte del quotidiano ha affermato: "Gli ucraini sono i migliori nell'arrestare questi droni, dato che lo fanno da quattro anni. Stiamo svolgendo un ruolo di primo piano, collaborando con gli ucraini in un modo che nessun'altra nazione può fare, per sviluppare e produrre sistemi anti-drone e intercettori di droni, progettati per neutralizzare i droni Shahed. L'Ucraina è chiaramente la prima priorità per questa capacità. Ma al di là di questo, l'asse di aggressione tra Russia e Iran è evidente. I droni in stile Shahed sono una componente chiave degli arsenali di entrambi".
Trump: “Voglio che il mondo abbia il petrolio. Le sanzioni alla Russia torneranno appena la crisi sarà finita”
Alla domanda sulla sua decisione di revocare temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo a fronte dell'impennata dei prezzi globali del petrolio, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato: "Voglio che il mondo abbia petrolio. Voglio che il mondo abbia petrolio", ha ripetuto nell'intervista a Nbc. Per poi aggiungere che le sanzioni, imposte quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel 2022, "torneranno non appena la crisi sarà finita".
Media, tre allarmi aerei consecutivi nel centro di Israele
Tre allarmi aerei consecutivi sono scattati nel centro di Israele in un breve lasso di tempo, e si sono udite forti esplosioni. In precedenza, un missile lanciato contro Eilat era stato intercettato. È quanto riportano i media israeliani.
Trump: “Non so nemmeno se Mojtaba Khamenei sia vivo. Se sì si arrenda”
presidente americano Donald Trump ha messo in dubbio che sia ancora in vita la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è apparso davanti alle telecamere per rilasciare la sua prima dichiarazione da leader del Paese. "Finora nessuno è riuscito a mostrarlo", ha detto Trump al telefono in un'intervista alla Nbc. "Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi", ha aggiunto Trump, pur definendo la notizia della sua morte "una voce di corridoio".
Trump: “Impegno da diversi Paesi su sicurezza Stretto di Hormuz”
Donald Trump ha chiesto a "numerosi Paesi colpiti dalle prepotenze dell'Iran" di contribuire alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, un vitale passaggio marittimo per le petroliere, mentre i prezzi del greggio hanno avuto un balzo. Il presidente Usa ha riferito che diversi Paesi si sono impegnati a contribuire alla sicurezza dello Stretto, pur rifiutandosi di fare nomi. "Non solo si sono impegnati, ma ritengono si tratti di un'ottima iniziativa", ha detto in un'intervista telefonica alla Nbc. "Non voglio dire nulla" anche se "è possibile", ha replicato alla domanda se la Marina Usa avrebbe cominciato a scortare le navi.
Trump: “In 2 giorni droni-missili saranno tutti annientati”
"L'unico potere che possiedono, e si tratta di un potere che può essere neutralizzato in tempi relativamente brevi, è quello di sganciare una mina o lanciare un missile a corto raggio. Ma quando avremo finito con la costa, non avranno più nemmeno questo potere". Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in un'intervista a Nbc news. Trump Ha poi aggiunto: "Abbiamo distrutto la maggior parte dei loro missili. Abbiamo distrutto la maggior parte dei loro droni. Abbiamo distrutto in gran parte la loro produzione di missili e droni. Entro due giorni, sarà tutto completamente annientato".