✕

Francia al voto per le comunali: prova generale per l’Eliseo

Ascolta l'audio

Il segnale più atteso è nella capitale, con il socialista Emmanuel Grégoire favorito per succedere a Hidalgo; ma la candidata della France insoumise Sophia Chikirou può sottrarre voti. A destra Rachida Dati deve fare i conti con Sarah Knafo, dell’estrema destra
2 minuti di lettura

PARIGI – Da Marsiglia a Nizza, passando per Tolone fino a Mentone. È lungo l’arco mediterraneo che l’estrema destra francese spera di trasformare il primo turno delle elezioni comunali di oggi in un test politico nazionale. Si vota in circa 35 mila comuni, con 48 milioni di elettori chiamati alle urne, in un appuntamento che viene già letto come una prima prova generale in vista della presidenziale del 2027.

Il Rassemblement National guarda ad alcune conquiste simboliche, soprattutto nel sud-est. Il partito di Marine Le Pen, che finora ha governato solo Perpignan tra le grandi città francesi, ha deciso di essere più presente. Il Rassemblement National presenta liste in circa 550 città sopra i 3.500 abitanti. Nonostante diverse polemiche per alcuni candidati impresentabili, come già nel 2024, l'estrema destra concentra le sue speranze in alcune roccaforti del Mediterraneo, tra cui Tolone e Nizza. La sfida più pesante è a Marsiglia, dove il sindaco socialista uscente Benoît Payan cerca …

PARIGI – Da Marsiglia a Nizza, passando per Tolone fino a Mentone. È lungo l’arco mediterraneo che l’estrema destra francese spera di trasformare il primo turno delle elezioni comunali di oggi in un test politico nazionale. Si vota in circa 35 mila comuni, con 48 milioni di elettori chiamati alle urne, in un appuntamento che viene già letto come una prima prova generale in vista della presidenziale del 2027.

Il Rassemblement National guarda ad alcune conquiste simboliche, soprattutto nel sud-est. Il partito di Marine Le Pen, che finora ha governato solo Perpignan tra le grandi città francesi, ha deciso di essere più presente. Il Rassemblement National presenta liste in circa 550 città sopra i 3.500 abitanti. Nonostante diverse polemiche per alcuni candidati impresentabili, come già nel 2024, l'estrema destra concentra le sue speranze in alcune roccaforti del Mediterraneo, tra cui Tolone e Nizza. La sfida più pesante è a Marsiglia, dove il sindaco socialista uscente Benoît Payan cerca la riconferma mentre il candidato del Rassemblement National, Franck Allisio, lo incalza. Il presidente del Rn, Jordan Bardella è andato personalmente a sostenerlo nella grande città portuale mentre Le Pen è stata a Tolone dove l’estrema destra punta sulla deputata Laure Lavalette, favorita nei sondaggi. A Mentone, città di confine con l’Italia e da anni simbolo politico delle tensioni sull’immigrazione, è sfida tra Alexandra Masson, candidata del Rn, e Louis Sarkozy, figlio dell’ex presidente, sostenuto a livello locale da una parte della destra e anche da esponenti del blocco macronista. A Nizza, il sindaco uscente Christian Estrosi, vicino a Édouard Philippe e Horizons, affronta Eric Ciotti, ex leader dei Républicains ormai alleato della destra radicale.

A sinistra, Jean-Luc Mélenchon osserva con attenzione Roubaix, dove sostiene il deputato Lfi, David Guiraud, in una città che il leader della sinistra radicale considera un laboratorio della sua strategia elettorale. A Lione, il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet affronta una corsa resa ancora più tesa dalle conseguenze politiche della morte di Quentin Deranque.

Il segnale più atteso è nella capitale, con il socialista Emmanuel Grégoire che resta uno dei candidati meglio posizionati per succedere ad Anne Hidalgo. La corsa si è però complicata dalla presenza separata della candidata della France insoumise Sophia Chikirou. Sul fronte opposto, Rachida Dati deve fare i conti con la crescita di Sarah Knafo, figura emergente dell’estrema destra, che rischia di sottrarre voti decisivi.

Occhi puntati anche su Le Havre, dove l’ex premier Édouard Philippe cerca un terzo mandato da sindaco. Una performance deludente potrebbe incrinare la sua corsa verso l’Eliseo.

Stasera, con i risultati del primo turno, che partirà la vera corsa alle alleanze. Nelle città sopra i mille abitanti, per accedere al secondo turno serve almeno il 10 per cento dei voti. È su questa soglia che si giocheranno molte trattative dei prossimi giorni, sia a sinistra tra La France Insoumise e gli altri partiti, sia a destra tra Rn, Républicains e candidati del blocco macronista. Bardella ha già lasciato intendere di non escludere accordi con i Républicains per “fare barriera” contro candidati di Lfi.

A poco più di un anno dalla presidenzale Emmanuel Macron invece resta ai margini di questo test elettorale. Il suo partito Renaissance ha scelto una strategia di basso profilo, presentando poche liste autonome e preferendo spesso accordi con candidati di destra già radicati sul territorio.

Leggi i commenti