PARIGI – «Una vittoria di Rachida Dati nella capitale sarebbe uno scandalo e un danno per l’immagine della Francia». Anne Hidalgo ha parole dure contro la candidata sindaca della destra rinviata a giudizio per corruzione, mentre continua a sperare in una vittoria del socialista Emmanuel Grégoire, arrivato ieri in testa al primo turno. Hidalgo si congeda dopo dodici anni in cui anche i suoi detrattori riconoscono che ha profondamente cambiato la capitale. «Me ne vado con la sensazione di una missione portata a termine», racconta la sindaca durante un incontro con alcuni giornalisti internazionali mentre i suoi concittadini sono chiamati a scegliere chi prenderà il suo posto.
È preoccupata dall’eploit della candidata Sarah Knafo, con un risultato mai così alto per l’estrema destra a Parigi?
«Knafo è un pericolo per la Francia, siede al Parlamento europeo con l’AfD. All’estremo opposto c’è Sophia Chikirou, che con Mélenchon tenta di far perdere la gauche a Parigi per garantirsi uno spazi…
PARIGI – «Una vittoria di Rachida Dati nella capitale sarebbe uno scandalo e un danno per l’immagine della Francia». Anne Hidalgo ha parole dure contro la candidata sindaca della destra rinviata a giudizio per corruzione, mentre continua a sperare in una vittoria del socialista Emmanuel Grégoire, arrivato ieri in testa al primo turno. Hidalgo si congeda dopo dodici anni in cui anche i suoi detrattori riconoscono che ha profondamente cambiato la capitale. «Me ne vado con la sensazione di una missione portata a termine», racconta la sindaca durante un incontro con alcuni giornalisti internazionali mentre i suoi concittadini sono chiamati a scegliere chi prenderà il suo posto.
È preoccupata dall’eploit della candidata Sarah Knafo, con un risultato mai così alto per l’estrema destra a Parigi?
«Knafo è un pericolo per la Francia, siede al Parlamento europeo con l’AfD. All’estremo opposto c’è Sophia Chikirou, che con Mélenchon tenta di far perdere la gauche a Parigi per garantirsi uno spazio in vista delle presidenziali. Chikirou e Mélenchon vogliono colpire la sinistra di governo. Non dobbiamo permettere che accada».
Cosa farà lei ora? Potrebbe ricandidarsi all’Eliseo?
«Mi ero candidata nel 2022 e non ripeterò questa esperienza. Lascio con la sensazione di una missione compiuta. Nei miei dodici anni da sindaca, Parigi si è trasformata e oggi è più preparata ad affrontare le sfide che ha davanti. Abbiamo anticipato lo shock climatico, con le piste ciclabili e le micro-foreste urbane. La città è più resiliente anche sul piano sociale, con oltre 700mila persone che possono contare su case popolari. Resta poi lo shock democratico, con le manipolazioni che indeboliscono le nostre democrazie e a cui abbiamo cercato di rispondere con bilanci partecipativi e diverse consultazioni cittadine».
Una vittoria di Dati potrebbe cancellare molte delle sue trasformazioni urbane?
«Nulla è irreversibile. Guardate cosa sta succedendo negli Usa dopo il ritorno di Trump. Tutto sta andando molto in fretta. I parigini dovranno difendere le conquiste ecologiche, sociali e democratiche. È una città che ne ha la forza».
E la Francia, invece, può resistere all’ascesa dell’estrema destra nelle presidenziali 2027?
«Non c’è nulla di ineluttabile e bisogna evitare che accada. La destra e la sinistra che sono in linea con i valori repubblicani possono convergere su un candidato comune al ballottaggio».
Con Macron vi siete scontrati duramente. Come sono oggi i vostri rapporti?
«Ha provato a farmi fuori e mi sono difesa. Ci sono state molte tensioni, ma alla fine abbiamo organizzato insieme le Olimpiadi e la ricostruzione di Notre-Dame. Spesso la penso diversamente da lui, ma svolge un ruolo importante sulla scena europea e internazionale».