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Guerra in Iran, Trump avverte la Nato: “Futuro negativo se non ci aiuta”

(afp)

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Il leader Usa chiede “condizioni solide”, ma Teheran smentisce di avere chiesto un cessate il fuoco. Macron sente Pezeshkian
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NEW YORK – «La Nato avrà un cattivo futuro» se non aiuterà gli Stati Uniti a riaprire lo stretto di Hormuz. È l’avvertimento lanciato dal presidente Trump in un’intervista con il Financial Times. Ieri il capo della Casa Bianca aveva chiesto ai Paesi europei di aiutarlo a pattugliare lo Stretto. Non ha ricevuto le conferme che aspettava, e quindi ha ammonito gli alleati: «È logico per tutti i Paesi che beneficiano dello Stretto aiutare a evitare che accadano brutte cose laggiù». Quindi ha aggiunto: «Noi non avevamo alcun obbligo di aiutare l’Ucraina ma ci siamo comportati in maniera generosa. Ora non sono sicuro che gli alleati assisteranno noi».

Poco prima, parlando alla Nbc, il presidente aveva detto che l’Iran vuole concludere un accordo, «ma io non intendo farlo, perché le condizioni non sono ancora abbastanza buone». In questo modo ha lasciato intendere che punta a continuare la guerra, e il ministro degli Esteri di Teheran gli ha risposto che il suo paese «non ha mai chiesto…

NEW YORK – «La Nato avrà un cattivo futuro» se non aiuterà gli Stati Uniti a riaprire lo stretto di Hormuz. È l’avvertimento lanciato dal presidente Trump in un’intervista con il Financial Times. Ieri il capo della Casa Bianca aveva chiesto ai Paesi europei di aiutarlo a pattugliare lo Stretto. Non ha ricevuto le conferme che aspettava, e quindi ha ammonito gli alleati: «È logico per tutti i Paesi che beneficiano dello Stretto aiutare a evitare che accadano brutte cose laggiù». Quindi ha aggiunto: «Noi non avevamo alcun obbligo di aiutare l’Ucraina ma ci siamo comportati in maniera generosa. Ora non sono sicuro che gli alleati assisteranno noi».

Poco prima, parlando alla Nbc, il presidente aveva detto che l’Iran vuole concludere un accordo, «ma io non intendo farlo, perché le condizioni non sono ancora abbastanza buone». In questo modo ha lasciato intendere che punta a continuare la guerra, e il ministro degli Esteri di Teheran gli ha risposto che il suo paese «non ha mai chiesto cessate il fuoco e negoziati». Dichiarazioni che spingono verso la prosecuzione del conflitto, che secondo l’esercito israeliano dovrebbe durare almeno altre tre settimane, periodo massimo indicato dal capo della Casa Bianca all’inizio. Nello stesso tempo però lasciano aperto lo spiraglio per una soluzione, se le condizioni si avvicinassero a quelle pretese dal presidente americano.

Gli ha risposto il ministro degli Esteri Abbas Araghchi: «Non abbiamo mai chiesto il cessate il fuoco e non abbiamo neanche mai chiesto negoziati. Siamo pronti a difenderci per il tempo necessario». Colpiscono i paesi vicini solo perché «hanno ceduto il loro territorio agli americani per attaccarci». Molti paesi hanno chiesto di passare da Hormuz, ma lo stretto è aperto a tutti, tranne alle navi americane e dei loro alleati. Quanto all’uranio arricchito al 60% che in qualche settimana consentirebbe la costruzione di una bomba «è seppellito sotto le macerie e al momento non c’è alcun piano per recuperarlo». Per la tv israeliana Kan News le cose non stanno così, perché c’è una spaccatura nel regime fra la Guardia rivoluzionaria che vorrebbe proseguire la guerra e altri funzionari che spingono per un accordo. La Cina intende «svolgere un ruolo costruttivo ai fini della de-escalation e della pace», senza però rispondere alla richiesta di Trump di pattugliare lo Stretto. Il presidente francese Macron ha invece parlato col collega iraniano Pezeshkian.

Il problema, ammesso che il negoziato possa riprendere, sono le condizioni. L’ambasciatore americano all’Onu Waltz ha ripetuto che neutralizzare le capacità nucleari dell’Iran resta «fondamentale». Il presidente però ha fatto spesso riferimento al cambio di regime e ha trasferito nella regione i marines che potrebbero occupare il terminale petrolifero di Kharg o sbarcare per prendere il controllo delle coste da dove gli iraniani minacciano Hormuz. La guerra potrebbe durare ancora settimane.

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