LONDRA – “Terrore all’università”, titola il Daily Mirror stamattina, ed è allarme nazionale per un’epidemia di meningite, partita dal campus dell'università del Kent a Canterbury, che ha già ucciso due studenti e fatto ricoverare altri 11 giovani, tutti tra 17 e 21 anni di età e tutti in gravi condizioni, di cui uno in coma. Ora è corsa contro il tempo per evitare che i casi di meningite si moltiplichino in tutta l’Inghilterra prima delle vacanze di Pasqua. A migliaia di ragazzi e loro familiari sono stati somministrati antibiotici anche preventivi, come misura di emergenza, e all’Università del Kent sono rispuntate le mascherine, come nell’era Covid.
Le due vittime sinora, di questa meningite definita invasiva, sono una ragazza di 18 anni, Juliette Kenny, e uno studente di 21 sinora non identificato. “Siamo distrutti, non ci sono parole”, dice la famiglia di Juliette alla Bbc, dopo esser stata al capezzale della giovane nei giorni scorsi. Secondo le autorità del Kent, l’esplosione d…
LONDRA – “Terrore all’università”, titola il Daily Mirror stamattina, ed è allarme nazionale per un’epidemia di meningite, partita dal campus dell'università del Kent a Canterbury, che ha già ucciso due studenti e fatto ricoverare altri 11 giovani, tutti tra 17 e 21 anni di età e tutti in gravi condizioni, di cui uno in coma. Ora è corsa contro il tempo per evitare che i casi di meningite si moltiplichino in tutta l’Inghilterra prima delle vacanze di Pasqua. A migliaia di ragazzi e loro familiari sono stati somministrati antibiotici anche preventivi, come misura di emergenza, e all’Università del Kent sono rispuntate le mascherine, come nell’era Covid.
Le due vittime sinora, di questa meningite definita invasiva, sono una ragazza di 18 anni, Juliette Kenny, e uno studente di 21 sinora non identificato. “Siamo distrutti, non ci sono parole”, dice la famiglia di Juliette alla Bbc, dopo esser stata al capezzale della giovane nei giorni scorsi. Secondo le autorità del Kent, l’esplosione di meningite a Canterbury sembra esser originata da una serata in discoteca di due settimane fa, al Club Chemistry, un locale di tre piani e che può ospitare fino a 1600 persone.
Ieri sono stati riportati casi anche in altre città della contea, come Ashford e Whitstable, ma il timore è che nel frattempo si siano diffusi a Londra e in tutta l’Inghilterra. Anche perché qui oltremanica domenica era la festa della mamma e molti studenti sono tornati a casa, dalle loro famiglie. Migliaia di immatricolati all’Università del Kent arrivano proprio dalla capitale.
Dunque, ad almeno 16mila persone tra studenti, staff dell’università e loro familiari, è stato chiesto di recarsi nei quattro centri di emergenza allestiti, e iniziare ad assumere antibiotici anche se non hanno sintomi. Ci sono polemiche anche per i presunti ritardi dell’azione delle autorità, che hanno lanciato l’allarme solamente domenica, quando la gravità dell’epidemia sarebbe stata chiara già venerdì. Ma l’agenzia sanitaria UK Health Security Agency ribatte che la situazione è degenerata soltanto sabato e tutte le misure di contenimento sono state attivate immediatamente.
Il ceppo in questione di meningite sarebbe meningococciga di tipo B. Come ricorda la Bbc, i sintomi più comuni sono: un’eruzione cutanea che non scompare se premuta con un bicchiere, improvvisa comparsa di febbre alta, mal di testa forte, rigidità del collo, vomito e diarrea, dolori articolari e muscolari, fastidio alla luce intensa, mani e piedi molto freddi, convulsioni, estrema sonnolenza o difficoltà a svegliarsi.
La meningite è un’infezione delle membrane protettive che circondano il cervello e il midollo spinale. Può colpire chiunque, ma è più comune nei neonati, nei bambini piccoli, negli adolescenti e nei giovani adulti. Può essere molto grave se non trattata rapidamente. La meningite batterica è più rara ma più grave rispetto a quella virale. Può portare ad avvelenamento del sangue (sepsi) e può colpire il cervello. Questa infezione acuta e grave è nota come meningite invasiva. Significa che l’infezione si è diffusa nel flusso sanguigno o nelle membrane cerebrali.
La maggior parte dei casi di malattia meningococcica nel Regno Unito è attualmente causata dal tipo B (MenB). Nell’ultimo anno rilevato 2024-2025, si sono registrati 378 casi di malattia meningococcica invasiva, secondo dati ufficiali. Alcune persone possono portare i batteri nel naso o nella gola senza ammalarsi, ma li trasmettono ad altri tramite saliva o goccioline (tosse, starnuti, baci o condivisione di utensili). L’infezione può essere trasmessa anche da una persona malata di meningite, anche se questo è meno comune. Le epidemie di malattia meningococcica sono rare, ma possono verificarsi in ambienti dove le persone stanno a stretto contatto, come i campus universitari.
Due vaccini proteggono dalle principali cause di meningite e setticemia, spiega la Bbc: il vaccino MenACWY protegge contro quattro tipi di batteri (gruppi A, C, W e Y) ed è offerto agli adolescenti di circa 14 anni, mentre il vaccino MenB protegge contro il gruppo B ed è raccomandato per i neonati (prima dose a 8 settimane, seconda a 12 settimane e richiamo a 1 anno).
Dopo la pandemia di Covid, la copertura vaccinale è diminuita, lasciando meno bambini e adolescenti protetti. Secondo i dati della UK Health Security Agency, i tassi di vaccinazione contro la meningite ACWY tra gli studenti tra 13 e 14 anni erano dell’88% prima della pandemia, rispetto al 72% attuale.