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Mappe, walkie-talkie e cercapersone: Mosca torna all’analogico dopo due settimane senza Internet

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Da inizio marzo nella capitale si registrano continue interruzioni della connessione mobile: un ulteriore passo verso il “Gulag digitale”. Gli abitanti imparano a vivere offline rispolverando vecchie tecnologie
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Alla seconda settimana di blackout di Internet mobile, ha smesso di funzionare anche l’app di messagistica istantanea Telegram. Il blocco era atteso il primo aprile, ma è stato anticipato. Gli abitanti di Mosca, una delle metropoli più iperconnesse al mondo, sono stati costretti a tornare di colpo all’analogico. Invece che i cellulari, usano cercapersone, walkie-talkie e telefoni fissi. In assenza di Gps, fanno incetta di mappe cartacee. E, dal momento che i servizi di streaming non sono più accessibili, rispolverano i loro vecchi lettori Mp3. Ma i disagi restano.

Le “liste bianche” per imporre un Medioevo digitale

I disservizi sono iniziati il 5 marzo poco dopo l’entrata in vigore della legge che autorizza l’Fsb, l’intelligence erede del Kgb, a disconnettere i servi…

Alla seconda settimana di blackout di Internet mobile, ha smesso di funzionare anche l’app di messagistica istantanea Telegram. Il blocco era atteso il primo aprile, ma è stato anticipato. Gli abitanti di Mosca, una delle metropoli più iperconnesse al mondo, sono stati costretti a tornare di colpo all’analogico. Invece che i cellulari, usano cercapersone, walkie-talkie e telefoni fissi. In assenza di Gps, fanno incetta di mappe cartacee. E, dal momento che i servizi di streaming non sono più accessibili, rispolverano i loro vecchi lettori Mp3. Ma i disagi restano.

Le “liste bianche” per imporre un Medioevo digitale

I disservizi sono iniziati il 5 marzo poco dopo l’entrata in vigore della legge che autorizza l’Fsb, l’intelligence erede del Kgb, a disconnettere i servizi di comunicazione, da Internet alla telefonia. La normalità da mesi in varie regioni russe, una novità invece per la metropoli da milioni di abitanti.

Il Cremlino ha dichiarato che le interruzioni erano necessarie per «garantire la sicurezza» perché l'Ucraina sta utilizzando «metodi di attacco sempre più sofisticati». Ma secondo gli esperti l’obiettivo è implementare le cosiddette “liste bianche”, già in vigore in 58 regioni russe, che consentono l’accesso soltanto a determinati siti web, come l’app spia Max. L’ultimo tassello di quello che oramai è stato battezzato “Gulag digitale”, uno spazio sterile in cui le autorità hanno il controllo totale su tutto.

«Francamente, non capiamo perché lo stiano facendo. Non vediamo di quale minaccia stiano parlando né come questo ci salverà», ha confidato un giovane intervistato a Mosca dalla rete indipendente SotaVision. «Ho la sensazione che questo sia un segno premonitore di qualcosa di ben peggiore. A mio parere, presto torneremo al Medioevo».

I moscoviti oramai non riescono più a chiamare un taxi, ordinare cibo a domicilio, trasferire denaro o ad accedere ai servizi pubblici. Disagi che non sperimentavano dallo scorso 9 maggio quando, per timore di attacchi ucraini durante la Festa della Vittoria, le autorità avevano consigliato ai residenti di praticare un “detox digitale”. E così cercano alternative.

Tornano di moda walkie-talkie e cercapersone

Le vendite di router sono aumentate del 50%, mentre i tempi di installazione si sono allungati di diverse settimane. Sul colosso russo di commercio online WIldberries, gli acquisti di walkie-talkie sono cresciuti del 27%, quelli di telefoni fissi di un quarto e quelli di cercapersone per comunicare con clienti e dipendenti del 73%, benché Mosca non disponga più di un'infrastruttura adeguata da diversi anni.

Anche le vendite di atlanti stradali sono schizzate: sono cresciute del 170%, mentre quelle di mappe pieghevoli sono salite del 70% e quelle degli stradari di Mosca del 20%. «L'impennata delle vendite tramite Sms è ancora più eclatante», ha osservato il giornale Izvestija. Secondo l’operatore di telefonia mobile T2, citato dal quotidiano, il traffico Sms è aumentato del 15,5% in pochi giorni.

È aumentata anche la domanda di lettori Mp3, complici le leggi che hanno costretto i servizi di streaming a rimuovere i contenuti che parlano di omosessualità o droga. L’app Yandex Taxi, l’“Uber russo”, invece, ha introdotto una nuova funzione: “Ordina per telefono e paga in contanti”.

Diversi teatri raccomandano agli spettatori di stampare i biglietti per evitare spiacevoli sorprese all’ingresso. Alcune catene di ristoranti hanno sospeso le consegne nel centro città perché, a causa della mancanza di una connessione Internet affidabile, adesso «trovare un corriere può richiedere un’ora o più». «Capisci che c’è un hotspot wifi quando vedi le persone chine sui loro telefoni affollarsi intorno ai caffè o alle catene dei fastfood», ha scritto il media indipendente Bereg.

Deputati senza Rete, al Cremlino si usa il fisso

Nemmeno le istituzioni sono esenti dai disagi. «Alla Duma (la Camera bassa del Parlamento russo, ndr) si cercano “isole di Internet”», ha ironizzato il portale Life.ru. Il giornalista Aleksandr Junashev ha raccontato che, nei giorni scorsi, deputati e corrispondenti perlustravano i corridoi «alla ricerca di punti in cui il segnale funzionasse ancora», spesso vicino al guardaroba o alla mensa. Nessun problema, invece, al Cremlino, stando al portavoce Dmitrij Peskov: «Usiamo la linea fissa».

La Russia leader mondiale per i blackout di Internet

I moscoviti più anziani minimizzano: «Probabilmente è a causa dei droni. La priorità è la sicurezza, quindi aspetteremo che passi, non è poi così grave». Mentre il resto del Paese non solidarizza più di tanto con la capitale. «Mi congratulo con i moscoviti: finalmente sono diventati la Russia», ha scherzato il direttore della Società per la protezione di Internet, Ong russa che si batte per la libertà digitale. «In molte regioni, la connessione internet mobile è stata interrotta a partire dal giugno 2025».

Secondo il progetto “Online”, da allora, in sette mesi si sono registrate oltre 11.900 interruzioni in tutto il Paese. Tanto che, alla fine del 2025, la Russia era diventata il Paese leader mondiale per numero di interruzioni: la loro durata totale aveva raggiunto le 37.166 ore interessando circa 146 milioni di persone. Ma coi moscoviti immuni fino a un paio di settimane fa.

Intervistato dal Novaja Gazeta Europe, l’esperto di diritto digitale Sarkis Darbinian ha spiegato che le autorità temono un altro attacco con droni simile all’Operazione Ragnatela lanciata nel giugno 2025 contro diverse basi aeree russe. Ma ora «Mosca, un tempo capitale della digitalizzazione, rischia di diventare una città arretrata dove le persone tornano ad app offline, lettori Mp3 e contanti».

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