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Teheran lancia la vendetta sul Golfo, attaccata l’ambasciata Usa in Iraq

(afp)

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Incendio nella città portuale di Fujairah, negli Eau, dove si registra l’ottava vittima, un immigrato pachistano
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DUBAI – I “boom boom” degli intercettatori impegnati ad abbattere i droni, ieri a Dubai, si sono sentiti per la prima volta alle 3 del mattino: quando a Teheran la notizia della morte di Ali Larijani aveva appena iniziato a diffondersi. Gli alert hanno poi suonato ripetutamente all’alba e poi ancora nel pomeriggio. Raid annunciati pure dall’impazzimento dei Gps, oltre che dagli avvisi a cercare rifugio. Un modo per confondere i droni. E pure gli autisti di taxi, che ieri hanno vagato spersi per l’intera giornata segnata dal susseguirsi di attacchi che, alla fine, il Ministero della Difesa ha quantificato in 45 droni e 10 missili balistici. Lo spazio aereo è stato nuovamente chiuso e poi riaperto. Nella zona industriale di Fujairah, la città portuale affacciata sul Golfo dell’Oman più volte presa di mira negli ultimi giorni, un drone ha innescato l’ennesimo incendio. E pure ad Abu Dhabi ha preso fuoco un serbatoio di petrolio.

Nella capitale la morte di un immigrato pachistano, co…

DUBAI – I “boom boom” degli intercettatori impegnati ad abbattere i droni, ieri a Dubai, si sono sentiti per la prima volta alle 3 del mattino: quando a Teheran la notizia della morte di Ali Larijani aveva appena iniziato a diffondersi. Gli alert hanno poi suonato ripetutamente all’alba e poi ancora nel pomeriggio. Raid annunciati pure dall’impazzimento dei Gps, oltre che dagli avvisi a cercare rifugio. Un modo per confondere i droni. E pure gli autisti di taxi, che ieri hanno vagato spersi per l’intera giornata segnata dal susseguirsi di attacchi che, alla fine, il Ministero della Difesa ha quantificato in 45 droni e 10 missili balistici. Lo spazio aereo è stato nuovamente chiuso e poi riaperto. Nella zona industriale di Fujairah, la città portuale affacciata sul Golfo dell’Oman più volte presa di mira negli ultimi giorni, un drone ha innescato l’ennesimo incendio. E pure ad Abu Dhabi ha preso fuoco un serbatoio di petrolio.

Nella capitale la morte di un immigrato pachistano, colpito da schegge, fa salire a 8 il numero delle vittime negli Emirati. E siccome sei di quelle erano immigrati le autorità hanno deciso di pubblicare le istruzioni da seguire in caso di allarme, oltre che in arabo e inglese, anche in mandarino, russo, hindi, tagalog e urdu.

Per tutta la giornata le incursioni iraniane si sono susseguite su tutti gli Stati del Golfo. A Doha, in Qatar, detriti hanno provocato un incendio. L’Arabia Saudita ha intercettato 12 droni su Riad quando era già sera. E pure il Bahrein denuncia «ripetute aggressioni». In Kuwait sono stati abbattuti 2 missili e 13 droni. Due operatori sanitari sono stati feriti da detriti caduti sul pronto soccorso dove lavoravano.

L’episodio più grave è stato certamente il ripetuto attacco all’ambasciata Usa di Baghdad. Uno sciame di droni e razzi lanciato di mattina ha provocato un incendio. A tarda sera un altro proiettile è stato intercettato mentre si dirigeva sul medesimo obiettivo, mentre poco più tardi un drone ha colpito di nuovo la recinzione dell’ambasciata causando un incendio. E poche ore prima la difesa aerea aveva sventato un altro raid contro la sede diplomatica mentre un drone aveva appiccato un fuoco in un hotel frequentato da diplomatici stranieri. Nel pomeriggio l’Iran ha lanciato una nuova ondata di missili verso Tel Aviv ed esplosioni si sono udite anche a Gerusalemme e nel nord di Israele.

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