Trump, attacco alla Nato: “Commette errori stupidi, l’alleanza ormai è inutile”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – La Nato sta facendo uno stupido errore» a non schierarsi con gli Usa, rifiutando di partecipare alla missione navale per riaprire lo stretto di Hormuz. La conseguenza potrebbe anche diventare il ritiro di Washington dall’Alleanza, ma comunque «è certamente qualcosa su cui dovremmo riflettere». Il presidente Trump alza i toni della polemica con gli alleati, proprio mentre continua la decapitazione del regime iraniano: lui è convinto che stia per cadere; gli europei invece vedono in difficoltà il capo della Casa Bianca e non vogliono farsi trascinare nella sua guerra. Incluso il leader francese Macron, che però non lo preoccupa troppo, perché «molto presto non sarà più in carica».
Trump ha iniziato ad attaccare dal mattino, con questo messaggio pubblicato sui social: «Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri “alleati” della Nato che non vogliono coinvolgersi nella nostra operazione militare contro il regime terroristico iraniano, nonostante qua…
NEW YORK – La Nato sta facendo uno stupido errore» a non schierarsi con gli Usa, rifiutando di partecipare alla missione navale per riaprire lo stretto di Hormuz. La conseguenza potrebbe anche diventare il ritiro di Washington dall’Alleanza, ma comunque «è certamente qualcosa su cui dovremmo riflettere». Il presidente Trump alza i toni della polemica con gli alleati, proprio mentre continua la decapitazione del regime iraniano: lui è convinto che stia per cadere; gli europei invece vedono in difficoltà il capo della Casa Bianca e non vogliono farsi trascinare nella sua guerra. Incluso il leader francese Macron, che però non lo preoccupa troppo, perché «molto presto non sarà più in carica».
Trump ha iniziato ad attaccare dal mattino, con questo messaggio pubblicato sui social: «Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri “alleati” della Nato che non vogliono coinvolgersi nella nostra operazione militare contro il regime terroristico iraniano, nonostante quasi ogni paese sia fortemente d’accordo con ciò che stiamo facendo, e che l’Iran non può avere un’arma nucleare. Non sono sorpreso dalla loro azione, però, perché ho sempre considerato la Nato, dove spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere questi stessi Paesi, come una strada a senso unico. Li proteggiamo, ma loro non fanno nulla per noi, in particolare in un momento di bisogno». Ma siccome l’offensiva secondo lui procede bene, «non abbiamo più bisogno né desideriamo l’assistenza dei Paesi Nato, non ne abbiamo mai avuto bisogno».
Poco dopo, ricevendo il premier irlandese Martin per la festa di St. Patrick, ha calcato ancora di più la mano, rispondendo così ai giornalisti che chiedevano se potesse considerare di abbandonare l’Alleanza: «Sono deluso per il fatto che spendiamo migliaia di miliardi di dollari per la Nato. È uno dei motivi per cui abbiamo il deficit, è certamente qualcosa su cui dovremmo riflettere». Quindi ha aggiunto: «Non ho bisogno del Congresso per questa decisione, come probabilmente sapete posso prenderla da solo. Al momento non ho nulla in mente, ma devo dire che non sono esattamente entusiasta del fatto che li aiutiamo con l’Ucraina».
Trump ha attaccato nuovamente il premier britannico Starmer, che lo ha deluso perché si è offerto di mandare navi solo dopo la fine del conflitto, e perché sta sbagliando le politiche energetica e dell’immigrazione. Quindi ha liquidato così Macron, che pure ha considerato di aiutare le operazioni: «Molto presto non sarà più in carica».
Il presidente ha detto che la guerra potrebbe finire tra pochi giorni, perché ormai l’apparato militare e la leadership iraniana sono stati distrutti o decimati. Però mentre i marines navigano verso il Golfo, forse per occupare il terminale petrolifero sull’isola di Kharg, ha detto che «non ho paura di un nuovo Vietnam. Non ho paura di nulla».
Il viaggio in Cina previsto a fine mese sarà invece rimandato di cinque settimane, perché deve occuparsi della guerra, anche se ha criticato Pechino per il rifiuto di aiutare a riaprire Hormuz, da dove passa la maggior parte del petrolio per la Repubblica popolare. Giura che non è una ritorsione: «Voglio vedere Xi, e lui vuole vedere me, credo», nonostante abbia reagito con una scrollata di spalle alle sue pressioni.
Secondo fonti citate dal sito Axios, Trump avrebbe voluto che nella coalizione per garantire la sicurezza delle rotte petrolifere entrassero Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Australia, Canada, i paesi del Golfo Persico e la Giordania, oltre a Giappone e Corea del Sud. Pochi lo hanno seguito, ma soprattutto i membri della Nato lo hanno lasciato solo. Secondo un rapporto dell’intelligence citato dal Washington Post, il protrarsi del conflitto rafforza il regime invece di indebolirlo, ma così la guerra asimmetrica di Teheran rischia di continuare a lungo.