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Zelensky, l’incubo del disimpegno. Putin teme attacchi e oscura il web

Keir Starmer, Volodymyr Zelensky e Mark Rutte 

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L’appello del presidente ucraino, volato a Londra. Lo “zar” blocca whatsapp e telegram: la paura di fare la fine degli ayatollah
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LONDRA – È il tour europeo del “non ti scordar di me”, ma anche quello del panico, per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, arrivato ieri a Londra con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. L’attenzione mondiale è sull’Iran, Donald Trump è una furia contro gli alleati europei che non vogliono impantanarsi nel Golfo. E a Londra temono che il presidente Usa, dopo aver allentato le sanzioni su petrolio e gas russo, ora possa vendicarsi dei riluttanti europei spostando il flusso di armi e risorse americane dall’Ucraina al Medio Oriente.

È una ipotesi che terrorizza Whitehall. Non a caso il primo ministro Keir Starmer l’altro giorno aveva dichiarato che «la Russia non può essere il vincitore di quanto accade in Iran». Ma Trump ieri ha reiterato le accuse alla Gran Bretagna: «Erano un grande alleato, poi è arrivato Keir».

Ieri intanto si sono riuniti a Londra Starmer, Rutte e Zelensky. Il quale oggi, dopo Francia e Regno Unito, si recherà anche a Madrid dal premier Sánchez…

LONDRA – È il tour europeo del “non ti scordar di me”, ma anche quello del panico, per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, arrivato ieri a Londra con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. L’attenzione mondiale è sull’Iran, Donald Trump è una furia contro gli alleati europei che non vogliono impantanarsi nel Golfo. E a Londra temono che il presidente Usa, dopo aver allentato le sanzioni su petrolio e gas russo, ora possa vendicarsi dei riluttanti europei spostando il flusso di armi e risorse americane dall’Ucraina al Medio Oriente.

È una ipotesi che terrorizza Whitehall. Non a caso il primo ministro Keir Starmer l’altro giorno aveva dichiarato che «la Russia non può essere il vincitore di quanto accade in Iran». Ma Trump ieri ha reiterato le accuse alla Gran Bretagna: «Erano un grande alleato, poi è arrivato Keir».

Ieri intanto si sono riuniti a Londra Starmer, Rutte e Zelensky. Il quale oggi, dopo Francia e Regno Unito, si recherà anche a Madrid dal premier Sánchez. Insomma, tocca fare blocco, contro un Trump «mai così imbestialito e pronto a punire gli europei», secondo il senatore americano Lindsey Graham.

«L’Europa deve prepararsi a attacchi terroristici e di droni», ha avvertito Zelensky ieri al Parlamento di Westminster. Il presidente ucraino cerca di tenere due piedi in una scarpa, annunciando un nuovo accordo militare con Londra su intelligenza artificiale e aerei senza pilota, oltre a duecento esperti ucraini anti-droni inviati nel Golfo per fermare quelli iraniani: «Possiamo produrre circa 2000 droni intercettori al giorno per gli alleati». Insomma, nonostante l’assedio di Putin, Kiev vuole dimostrare di essere utile agli americani, e persuaderli a non abbandonarli.

Anche perché «Iran e Russia sono i due fratelli dell’odio», li ha chiamati Zelensky, che ieri ha fatto visita pure a re Carlo. Certo, Mosca si sta avvantaggiando della guerra in Iran: ora guadagna 150 milioni di dollari al giorno in più, grazie alla crisi petrolifera. Ciononostante, Putin teme di fare la stessa fine di ayatollah e pasdaran inceneriti dalle bombe, e dunque, in una decisione senza precedenti come sicurezza interna, ha ordinato il blocco di app come Whatsapp e Telegram. Intanto, fonti di Whitehall smentiscono a Repubblica quanto riportato da Axios, ossia che Starmer avrebbe già presentato a Trump un piano militare per scortare il traffico commerciale ad Hormuz: «Siamo molto lontani. E senza gli europei, anche noi ci sfileremo».

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