A Teheran, in quarant’anni, si è conquistato innumerevoli soprannomi: il “poliziotto”, l’“eterno candidato”, “Mr. Corruzione”. L’uomo è camaleontico, profondamente conservatore ma pragmatico quanto basta per non farsi espellere dai tornanti della Storia. L’obiettivo è sempre lo stesso: restare al potere. E con la morte di Ali Larijani, la scommessa, questa volta, potrebbe riuscire a Mohammad Baqe…