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Guerra in Iran, news. Trump esclude la tregua con Teheran: “Abbiamo vinto”

Guerra in Iran, news. Trump esclude la tregua con Teheran: “Abbiamo vinto”
(afp)
Londra autorizza gli Usa a usare basi per proteggere Hormuz. Trump agli Alleati: “Codardi, ce ne ricorderemo”. Khamenei: “Il nemico sperava nella rivolta e ora farnetica”. La minaccia dell’esercito degli ayatollah contro americani e israeliani: “Centri turistici del mondo non più sicuri per i nostri nemici”. La Nato ritira "temporaneamente" la sua missione in Iraq. Erdogan: “Dio possa travolgere Israele”. Pasdaran: “Morto nostro portavoce”. Arrestati due intrusi in una base navale britannica: uno è un iraniano
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Negli attacchi israeliano-americani ucciso il portavoce dei pasdaran. Dopo la crisi economica causata dal blocco dello Stretto di Hormuz, la guerra rischia inoltre di provocare nuove preoccupazioni all’Occidente. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi mette in guardia gli europei dal sostegno a Usa e Israele, mentre l’esercito di Teheran minaccia: “I centri turistici del mondo non più sicuri per i nostri nemici”. E c’è un iraniano tra i due arrestati che si erano introdotti in una base navale britannica. Intanto la Nato ritira temporaneamente la sua missione in Iraq.

Punti chiave

Trump: “Valutiamo la riduzione delle operazioni militari”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che sta valutando la possibilità di "ridurre" le operazioni militari contro l'Iran e che lo Stretto di Hormuz dovrà essere "sorvegliato e controllato" dagli altri Paesi che utilizzano questa vitale via navigabile. "Ci stiamo avvicinando molto al raggiungimento dei nostri obiettivi, considerando la possibilità di ridurre i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico iraniano", ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. "Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano, non dagli Stati Uniti!", ha aggiunto

Teheran: “Non abbiamo surplus di petrolio da offrire ai mercati”

"Attualmente, l'Iran ha petrolio greggio fermo in mare e non dispone di surplus da offrire ad altri mercati internazionali. La dichiarazione del ministro del Tesoro degli Stati Uniti è fatta esclusivamente con l'obiettivo di dare speranza agli acquirenti". Lo ha scritto su X Saman Ghodousi, portavoce del Ministero del Petrolio iraniano, replicando alle dichiarazioni di Scott Bessent secondo cui gli Stati Uniti potrebbero "revocare" in maniera temporanea "le sanzioni sul petrolio iraniano trasportato via mare" e potrebbero effettuare un'ulteriore liberazione di petrolio dalla Riserva Strategica nel tentativo di abbassare i prezzi del greggio.

Media, esplosioni udite nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad

Una troupe di Al Jazeera sul posto riferisce di aver udito delle esplosioni nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad. Una fonte della sicurezza irachena afferma che un campo di supporto logistico statunitense vicino all'aeroporto sarebbe stato attaccato con razzi.

Trump: “Vicini a obiettivi valutiamo ridimensionamento operazione”

"Siamo ormai molto vicini al raggiungimento dei nostri obiettivi, mentre valutiamo di ridimensionare i nostri ingenti sforzi militari in Medio Oriente nei confronti del regime terroristico dell'Iran". Lo scrive Donald Trump in un post su Truth.

Trump: “All'Europa serve lo stretto di Hormuz, deve dare un contributo”

"Noi non utilizziamo lo Stretto di Hormuz. Non ne abbiamo bisogno; ne hanno bisogno l'Europa, la Corea, il Giappone, la Cina e molti altri. Pertanto, saranno loro a dover dare un piccolo contributo in tal senso". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Trump su condanne a morte di manifestanti, "sono animali"

Il presidente statunitense Donald Trump ha definito "animali" i membri del regime iraniano che hanno fatto impiccare tre manifestanti anti-regime. "Li colpiremo duramente. Non so se si possa colpire più duramente. Ma questi sono delinquenti, animali e persone orribili. Ma non sono sorpreso", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano un commento.

Usa: “232 soldati Usa feriti da inizio guerra”

Duecentotrentadue militari americani sono rimasti feriti dall'inizio della guerra contro l'Iran iniziata il 28 febbraio. Lo ha dichiarato un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti alla Cbs News precisando che 207 militari sono tornati in servizio e 10 sono rimasti gravemente feriti.

Trump: “Bello se Cina e Giappone si unissero agli sforzi per Hormuz”

Sarebbe "bello se Paesi come la Cina e il Giappone" si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump incontrando i giornalisti davanti alla Casa Bianca. "Sapete, noi Stati Uniti non usiamo lo Stretto. Non ne abbiamo bisogno - ha detto Trump - L'Europa ne ha bisogno. La Corea, il Giappone, la Cina, molti altri, quindi dovranno farsi coinvolgere". In merito alla decisione del governo di Londra di concedere l'uso delle basi britanniche agli Stati Uniti per colpire postazioni di lancio in Iran, Trump ha ribadito che si è trattato di "una risposta molto tardiva".

Trump: “Potrei avere un piano per l'isola di Kharg, ma non lo direi ai media”

"Potrei avere un piano, o forse no. Ma come potrei mai dirlo a un giornalista?". Così Donald Trump ha risposto ad una domanda dei media alla Casa Bianca aggiungendo "è un luogo di cui stiamo parlando".

Trump: “Giustificato ritiro da Spagna e altri alleati”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i parlamentari che ritengono che Washington debba ritirarsi dalle basi in Spagna e in altri paesi della NATO che, a suo dire, non cooperano sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz hanno "ragione".

Trump: “Abbiamo vinto la guerra”

Il presidente americano Donald Trump ha detto di ritenere che gli Stati Uniti abbiano "vinto" la guerra contro l'Iran. "Penso che abbiamo vinto", ha detto il presidente ai giornalisti mentre lasciava la Casa Bianca. "Abbiamo messo fuori combattimento la loro marina, la loro aeronautica, abbiamo messo fuori combattimento la loro difesa antiaerea, abbiamo messo fuori combattimento tutto", ha affermato. "Noi siamo liberi di muoverci", ha aggiunto, pur riconoscendo che l'Iran continua a "intasare" lo Stretto di Hormuz. "Ma dal punto di vista militare, sono finiti", ha sostenuto.

Trump: “Israele finirà guerra quando lo vorranno gli Usa”

"Israele metterà fine alla guerra con l'Iran quando gli Stati Uniti lo vorranno". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump durante un colloquio con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca.

Trump: “Londra avrebbe dovuto agire più velocemente nell’aiutarci”

Il presidente Donald Trump ha affermato che il Regno Unito avrebbe dovuto agire più rapidamente nell'offrire aiuto agli Stati Uniti nella loro azione militare contro l'Iran.

Trump esclude cessate il fuoco con Teheran

Trump ha escluso la possibilità di un cessate il fuoco con Teheran.

Netanyahu: “Non ho offeso Gesù, contro me propaganda"

Benjamin Netanyahu ha respinto l'accusa di aver voluto offendere i cristiani paragonando Gesù a Gengis Khan e ha negato di aver "denigrato" Cristo. "Altre informazioni errate (questa volta) sul mio atteggiamento nei confronti dei cristiani", ha scritto su X il premier israeliano "Sia chiaro, non ho denigrato Gesù Cristo durante la mia conferenza stampa", ma "al contrario, ho citato il grande storico americano Will Durant". Questo "fervente ammiratore di Gesù Cristo", ha precisato Netanyahu, "ha affermato che la sola moralità non basta a garantire la sopravvivenza". "Non intendevo offendere nessuno", ha insistito.

Iran: “Col sì agli Usa, Starmer mette in pericolo vite britanniche”

"La stragrande maggioranza dei cittadini britannici non vuole prendere parte alla guerra intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. Ignorando il proprio popolo, il signor Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche permettendo che le basi del Regno Unito vengano utilizzate per aggressioni contro l'Iran. L'Iran eserciterà il suo diritto all'autodifesa". Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Cbs: “Pentagono si prepara per potenziale dispiegamento di truppe in Iran”

Il Pentagono sta effettuando preparativi per il possibile dispiegamento di truppe di terra in Iran. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali i comandanti militari stanno predisponendo piani mentre Donald Trump valuta le prossime mosse.

Crosetto: “Alleati Nato codardi? Non lo sono, anzi aiutiamo”

"Ho letto che Trump ha dato dei codardi a tutti gli alleati della Nato. Non ho capito per quale motivo però. Non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno. Anzi penso che l'atteggiamento tenuto da molti alleati della Nato sia un atteggiamento che aiuta gli americani anche in un momento di difficoltà, non per gli americani, ma di difficoltà di uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Dieci Minuti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump.

Casa Bianca, Usa potrebbero prendere Kharg quando vogliono

Gli Stati Uniti potrebbero "neutralizzare" l'isola iraniana di Kharg in qualsiasi momento, ha dichiarato venerdì la Casa Bianca, dopo la notizia che l'amministrazione del presidente Donald Trump stava valutando piani per occupare o bloccare il centro petrolifero. Axios ha riportato che Trump stava considerando un'operazione contro Kharg per fare pressione sulla Repubblica islamica affinchè riaprisse lo Stretto di Hormuz, la cruciale via di navigazione che Teheran ha in gran parte bloccato. Gli Stati Uniti stanno contemporaneamente dispiegando ulteriori Marines in Medio Oriente, secondo quanto riportato dai media statunitensi, il che potrebbe preannunciare un'operazione di terra a tre settimane dall'inizio della campagna israelo-americana. "Le Forze Armate statunitensi possono neutralizzare l'isola di Kharg in qualsiasi momento se il Presidente dà l'ordine", ha scritto la vice portavoce principale della Casa Bianca, Anna Kelly, in una dichiarazione all'AFP, in risposta a una domanda sulla notizia di Axios. "Grazie a un processo di pianificazione dettagliato, l'intera amministrazione è stata ed è tuttora preparata a qualsiasi potenziale azione intrapresa dal regime terroristico iraniano", ha aggiunto Kelly. "Il presidente Trump sapeva benissimo che l'Iran avrebbe cercato di bloccare la libertà di navigazione e il libero flusso di energia, e ha già agito per distruggere oltre 40 navi posamine".

Tajani: “Minacce dell'Iran a mete turistiche? 'Non vedo rischi imminenti in Italia”

La minaccia dell'Iran alle mete turistiche "è molto vaga, ma certamente non va mai sottovalutata. Le nostre forze dell'ordine, le nostre intelligence sono al lavoro da quando è scoppiata la guerra e quindi i controlli sono aumentati. E questo però non ci deve neanche costringere a essere spaventati di tutto, perché al momento io non vedo rischi imminenti nel nostro Paese, però è giusto che si innalzi il livello di sicurezza proprio perché la prevenzione è fondamentale". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg4. "Tutte le azioni delle nostre forze dell'ordine vanno nella direzione di tutelare i nostri cittadini, ma anche i cittadini stranieri che vengono a passare le loro vacanze in Italia", ha aggiunto.

Frammenti missile cadono vicino ai luoghi sacri di Gerusalemme

Un attacco ha colpito la zona vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme, nei pressi del complesso collinare che ospita luoghi di culto venerati da ebrei e musulmani. L'esercito israeliano ha affermato che sono stati frammenti di missili iraniani a colpire un cancello su un sentiero che conduce al Muro del Pianto e al complesso della Cupola della Roccia, a meno di 500 metri di distanza. Il muro e il complesso sulla collina sono il luogo in cui gli ebrei credono sorgessero un tempo gli antichi templi biblici e i musulmani credono che Maometto sia asceso al cielo. Anche delle schegge sono cadute nelle vicinanze lunedì.

Londra autorizza gli Usa a usare basi per proteggere Hormuz

Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l'utilizzo delle proprie basi militari al fine di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz. In precedenza era stato autorizzato l'uso delle basi solo per operazioni difensive volte a impedire il lancio di missili contro interessi o vite britanniche. Tuttavia, l'esecutivo del premier Keir Starmer ha deciso in una riunione odierna di ampliare il raggio delle operazioni aeree.

Kuwait: “Missile balistico intercettato e distrutto”

Nelle ultime 24 ore, il sistema di difesa aerea del Kuwait ha rilevato un missile balistico, che è stato intercettato e distrutto. Inoltre, sono stati rilevati 25 droni ostili nello spazio aereo kuwaitiano e i sistemi di difesa aerea ne hanno distrutti 15. Lo riferisce il portavoce ufficiale del ministero della Difesa, Colonnello Saud Abdulaziz Al-Atwan. Due droni hanno preso di mira un impianto di una raffineria appartenente alla Kuwait Petroleum Corporation, provocando un incendio che è stato domato da squadre specializzate. "Fortunatamente, non ci sono stati feriti", ha precisato. "Otto droni sono precipitati al di fuori della zona di minaccia senza rappresentare alcun pericolo".

Media, droni contro sede diplomatica Usa vicino Baghdad

Droni hanno preso di mira una sede diplomatica americana vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Lo riporta l'emittente al-Arabiya su 'X' citando fonti di sicurezza. L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha segnalato forti esplosioni vicino all'aeroporto di Baghdad.

Londra respinge accuse di aggressione lanciate da Teheran

La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha affermato che il Regno Unito è coinvolto solo in azioni difensive, dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l'uso da parte degli Stati Uniti di basi britanniche per attaccare l'Iran equivale a "partecipazione all'aggressione". Cooper ha detto ad Araghchi che "le operazioni difensive del Regno Unito nella regione sono state una risposta all'aggressione iraniana contro i partner del Golfo". In una telefonata, ha poi messo in guardia l'Iran dal prendere di mira direttamente basi, territori o interessi britannici, e ha chiarito che il Regno Unito desidera una rapida risoluzione.

Trump: “A Teheran serviranno 10 anni per ricostruire”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha stimato che all'Iran serviranno fino a 10 anni per ricostruire il Paese dopo tre settimane di offensiva militare condotta da Stati Uniti e Israele. "Penso che potrei andarmene adesso e ci vorrebbero 10 anni per ricostruire. Ma non credo che sia una situazione accettabile. Se restiamo più a lungo, non ricostruiranno mai", ha dichiarato Trump in un'intervista a Ms Now.

Trump: “Cambio regime non è obiettivo principale”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ridimensionato uno dei possibili obiettivi della guerra contro l'Iran, sottolineando che il cambio di regime a Teheran non rappresenta la priorità dell'offensiva militare in corso da tre settimane. In un'intervista a Msn Now, il capo della Casa Bianca ha spiegato che gli Stati Uniti potrebbero "eventualmente" influenzare chi governa la Repubblica islamica, ma ha chiarito che "non è questo il punto principale". "L'aspetto centrale è che non possono avere un'arma nucleare", ha scandito Trump.

Anche nel nuovo messaggio la Guida suprema Mojtaba Khamenei non si è fatto né vedere né sentire

Un nuovo messaggio attribuito a Mojtaba Khamenei. Ma la Guida Suprema dell'Iran continua a non farsi vedere in pubblico. E quelle che sono state presentate come sue parole non sono accompagnate da un audio o da un video, evidenzia la Cnn. Il lungo messaggio è stato letto sulla tv di Stato in occasione di Nowruz, il Capodanno persiano che quest'anno arriva nel mezzo del conflitto e coincide con Eid al-Fitr, la fine del mese di Ramadan. Sugli schermi, sottolinea anche l'agenzia Dpa, un'immagine fissa di Mojtaba Khamenei.
E la bandiera iraniana. Mojtaba Khamenei, 56 anni, non è mai stato visto in pubblico da quando l'8 marzo è stato scelto come 'erede' del padre, Ali Khamenei, Guida Suprema dell'Iran fino allo scorso 28 febbraio, quando è stato ucciso nel primo giorno di raid di Usa e Israele contro l'Iran. Non solo non è mai stato visto in pubblico, ma non ha mai diffuso messaggi audio o video da quell'8 marzo. La rete americana precisa di non aver potuto verificare l'autenticità delle immagini che hanno accompagnato il nuovo messaggio, dopo il primo di una settimana fa, anche quello letto sulla tv di Stato.
Nell'audizione di ieri alla Camera dei Rappresentanti Tulsi Gabbard, direttrice della National Intelligence, ha affermato che la Guida Suprema è rimasta "ferita gravemente" in un raid israeliano del 28 febbraio. In precedenza fonti iraniane avevano parlato di ferite lievi, senza molti dettagli.

Reza Pahlavi: “Questo diventi l'anno della vittoria sul regime tirannico”

"Quest'anno, il nostro Iran ha perso decine dei suoi migliori figli e figlie nella battaglia contro questo regime tirannico. Rendiamo omaggio alle loro anime pure, siamo al fianco delle loro famiglie e stringiamo un solenne patto, con questi spiriti valorosi e tra di noi, affinché quest'anno diventi l'anno della vittoria per la Rivoluzione del Leone e del Sole in Iran". Lo afferma il figlio del defunto scià in esilio Reza Pahlavi in un messaggio per il capodanno iraniano pubblicato sul suo profilo X.
"Oggi, diamo il benvenuto al nuovo anno nel pieno di una lotta patriottica contro la Repubblica Islamica dell'Iran, e nel ricordo di tutti i coraggiosi e immortali figli e figlie dell'Iran", afferma Pahlavi, sostenendo che l'anno appena trascorso "è stato un anno di preparazione per l'impresa finale: un anno di magnifica solidarietà nazionale, di straordinario coraggio e di grandi sacrifici; un anno che ci ha avvicinato di un passo alla vittoria definitiva; un anno che ha dimostrato che la determinazione della nazione iraniana a costruire un futuro libero e prospero è più forte che mai".
"Quest'anno, lo Zahhak (figura malvagia della mitologia persiana, ndr) della nostra epoca è stato ucciso, eppure le sue guardie non sono ancora riuscite a seppellirlo. Nell'anno che ci attende, insieme seppelliremo questo regime sanguinario una volta per tutte", aggiunge Pahlavi: "In questi primi momenti del nuovo anno, facciamo ardere i nostri cuori con maggiore intensità, rafforziamo la nostra unità e marciamo con passi sempre più decisi verso un Iran libero e prospero".

Teheran vende ai cargo il permesso di transito a Hormuz: in attesa di via libera 9 tanker cinesi

L'Iran ha autorizzato un numero limitato di container ad attraversare lo stretto di Hormuz, otto secondo il Financial Times, nove secondo Lloyd's List. Teheran vuole dimostrare che per poter transitare è necessario ottenere, acquistare al costo di due milioni di dollari, in almeno un caso, il suo assenso. Oltre che navi iraniane, hanno percorso i 167 chilometri dello stretto cargo di India, Pakistan e Grecia (greci sono il 18 per cento di quelli che hanno fatto il passaggio in questi ultimi giorni, ha spiegato Bridget Diakun, analista di Lloyd's List Intelligence all'Afp). Si tratta di cargo che nei giorni scorsi hanno percorso un corridoio inusuale intorno all'isola di Larak, dove avrebbero dovuto sottoporsi a ispezioni degli iraniani. Nove petroliere cinesi associate alla Cosco sono ammassati al largo di Abu Dhabi in attesa del via libera ad attraversare lo stretto. "Diversi governi, fra cui la Cina, ma anche l'India, il Pakistan, l'Iran e la Malaysia, hanno avviato contatti diretti con Teheran, con i Guardiani della rivoluzione, per coordinare il transito di navi", ha spiegato Richard Meade, di Lloyds List all'Afp.
Il traffico lungo il percorso è crollato dall'inizio della guerra il 28 febbraio scorso, con più di un terzo delle navi in transito in questo periodo sottoposte a sanzioni Usa, europee o britanniche (analisi Afp), più della metà delle petroliere e metaniere in transito in questo periodo colpite da sanzioni. "Dal 16, tutte le navi che vanno verso ovest (per caricare) appartengono alla Flotta fantasma, che si tratti di petroliere o metaniere, dominano ampiamente il traffico". Un totale di 3.200 navi sono bloccate nella zona.
Dal primo al 19 marzo ci sono stati solo 116 passaggi, con un crollo del 95 per cento del traffico rispetto ai tempi di pace, secondo i dati analizzati dalla società di analisi sull'energia globale Kpler.
Di questi, 71 sono stati effettuati da petroliere, più della metà delle quali cariche e dirette verso est, verso cioè l'uscita. La scorsa settimana è stato registrato un lieve aumento delle metaniere, ha spiegato all'Afp Richard Meade, direttore di Lloyd's List, rivista specializzata in informazioni sul traffico marittimo. Una analisi di JP Morgan indica che la maggior parte del petrolio che transita dallo stretto è destinato all'Asia, principalmente alla Cina.

La Nato ha trasferito in Europa tutto il personale della missione irachena

"La missione Nato in Iraq ha riorganizzato la propria presenza, trasferendo in sicurezza tutto il personale dal Medio Oriente all'Europa", si legge in una dichiarazione del comando europeo dell'Alleanza riportata dall'Afp. La missione Nato in Iraq è stata completamente trasferita in Europa, ha dichiarato l'Alleanza, con l'ultimo contingente non combattente, composto da diverse centinaia di persone, che ha lasciato il Paese oggi.

Mojtaba Khamenei: “Il nemico è stato sconfitto”

In un messaggio diffuso oggi in occasione del Capodanno iraniano, la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha affermato: "Al momento, il nemico è stato sconfitto, grazie alla particolare unità che vi unisce, nostri compatrioti, nonostante tutte le differenze di origine religiosa, intellettuale, culturale e politica". Il messaggio attribuito a Khamenei è stato trasmesso dalla televisione di Stato in forma scritta, poiché non è ancora apparso in pubblico né in televisione da quando è stato eletto leader.

Trump: “Armi russe e cinesi di Teheran sono inutili contro di noi”

Nel conflitto tra Stati Uniti e Iran "non c'è partita". Lo ha detto Donald Trump durante un evento alla Casa Bianca. Gli iraniani "aveano molti ottimi mezzi, russi, cinesi, avevano un sacco di soldi, ma sono stati inutili contro i nostri mezzi", ha detto il presidente Usa.

Mojtaba Khamenei: “Israele ha colpito Oman e Turchia, non noi”

La Guida suprema Mojtaba Khamenei ha negato che sia stato l'Iran a prendere di mira con attacchi Oman e Turchia. "Ricordo inoltre che gli attacchi compiuti in Turchia e in Oman, Paesi che entrambi intrattengono con noi relazioni adeguate, non sono in alcun modo opera delle forze armate della Repubblica Islamica né delle altre forze del fronte della resistenza", ha scritto nel suo messaggio per il capodanno persiano. "Si tratta di un inganno del nemico sionista, che utilizza la tattica della falsa bandiera per creare divisioni tra la Repubblica Islamica e i suoi vicini, e ciò potrebbe verificarsi anche in altri Paesi", ha aggiunto.

Mojtaba Khamenei: “Sia per noi un anno di vittoria e di sventura per i nemici”

La Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha auspicato il nuovo anno persiano porti la vittoria dell'Iran. "Spero che, grazie alla preghiera del nostro signore che Dio ne affretti la manifestazione e alla benevolenza del Creatore Altissimo, abbiamo davanti a noi un anno buono, pieno di vittorie e di ogni genere di aperture materiali e spirituali per il nostro popolo, per tutti i vicini e per le nazioni musulmane, e in particolare per le componenti del fronte della resistenza", ha scritto nel suo messaggio per Nowruz. "E un anno di sventura per i nemici dell'Islam e dell'umanità", ha aggiunto.

Trump: “Vogliamo parlare con l'Iran ma non c'è nessuno con cui parlare”

"I leader dell'Iran sono andati, i prossimi leader sono andati e nessuno vuole più essere leader dell'Iran". Lo ha detto Donald Trump riferendosi all'uccisione dei vertici del regime iraniano. "Volgiamo parlare" con Teheran ma "non c'è nessuno con cui parlare. Non abbiamo nessuno. E sapete una cosa? Ci piace così", ha aggiunto il presidente ribadendo che l'Iran vuole prendere il controllo del Medio Oriente.

La Guida suprema Mojtaba Khamenei: “Il nemico sperava nella rivolta e ora farnetica”

Le speranze di Stati Uniti e Israele di provocare una rivolta contro il regime in Iran sono andate deluse. Ad assicurarlo è stato il nuovo leader Mojtaba Khamenei, nel messaggio scritto per il capodanno persiano.
"Questa guerra è avvenuta dopo che il nemico, disperando di ottenere un grande movimento popolare a proprio favore, si è illuso che martirizzando il vertice del sistema e un certo numero di figure militari influenti avrebbe generato in voi, nostro caro popolo, paura e disperazione, inducendovi a lasciare il campo, e così avrebbe realizzato il sogno di dominare l'Iran e poi smembrarlo", ha scritto.
"Ma voi, in questo mese benedetto, avete unito il digiuno al jihad e avete creato una vasta linea di difesa in tutto il Paese, con trincee salde in numero pari ai luoghi di lotta, ai quartieri e alle moschee, infliggendo così al nemico un colpo tanto sconcertante da spingerlo a pronunciare parole contraddittorie e farneticazioni molteplici, segni di mancanza di lucidità e di debolezza cognitiva", ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ribadisce: “Nessuna moderazione se attaccati”

L'Iran è tornato a criticare gli Stati Uniti per avere iniziato una guerra mentre era in corso un negoziato sul programma nucleare di Teheran e a minacciare nuove risposte dure. "Noi siamo uomini e donne di principi. Gli iraniani non attaccano a tradimento gli avversari mentre sono impegnati nel dialogo. Solo quando veniamo attaccati reagiamo con forza", ha scritto su X il ministro degli Esteri Abbas Araghchi commentando il presidente Donald Trump.
"Abbiamo informazioni di intelligence sui piani israeliani di colpire le infrastrutture. Ripeto: nessuna moderazione se le nostre infrastrutture verranno attaccate", ha avvertito.

Impatto a Gerusalemme, scheggia cade vicino Muro Pianto

Segnalato a Gerusalemme un impatto dopo che sono risuonate le sirene di allarme per un attacco missilistico iraniano. Secondo i media, una scheggia è caduta vicino al Muro del Pianto, nella Città Vecchia. Le immagini mostrano danni, ma non ci sarebbero feriti.

Il Pentagono invia altre tre navi da guerra in Medio Oriente e migliaia di marines

Il Pentagono sta inviando tre navi da guerra e migliaia di marines in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali 2.200-2.500 marines sono diretti verso il Us Central Comand, responsabile per le forze armare americane in Medio Oriente.

Trump attacca gli alleati Nato per l'Iran: “Codardi, ce ne ricorderemo”

Donald Trump all'attacco degli alleati della Nato. "Senza gli Usa" l'Alleanza "è una tigre di carta. Non vogliono unirsi alla battaglia per fermare un Iran con il nucleare. Ora che la battaglia è vinta dal punto di vista militare, con ben pochi pericoli per loro, si lamentano degli altri prezzi del petrolio che devono pagare ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz. Vigliacchi, ce ne ricorderemo". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.


L’Economist boccia la guerra di Trump in Iran: “Operazione furia cieca”

"Operazione furia cieca", “Operation Blind Fury”. E' il titolo della copertina dell’Economist sulla falsariga dell'operazione Epic Fury, “furia epica”, lanciata da Donald Trump in Iran. Secondo il magazine, la guerra in Medio Oriente sta rendendo il "presidente più debole e arrabbiato. Riducendo i superpoteri politici del presidente, la sua campagna sconsiderata potrebbe renderlo più pericoloso". L’Economist parla di "guerra avventata e sconsiderata. Anche un conflitto di breve durata altererebbe il corso del suo secondo mandato. Uno che si protragga per mesi potrebbe farlo precipitare rovinosamente a terra", afferma il magazine.

Idf: “Ucciso a Teheran il capo della divisione intelligence dei Basij”

Il portavoce dell'Idf rende noto che Esmail Ahmadi, capo della divisione intelligence della Forza Basij, è stato eliminato durante l'attacco avvenuto nella notte di martedì a Teheran in cui era stato ucciso il comandante delle Forze Basij Gholamreza Soleimani insieme ad altri ufficiali. "Ahmadi ha svolto un ruolo centrale nell'organizzazione e nell'esecuzione di attacchi terroristici perpetrati dalla Forza Basij e ha avuto un ruolo chiave nella repressione delle recenti proteste interne in Iran, ricorrendo a estrema violenza, arresti di massa e uso della forza contro i manifestanti civili", si legge nella nota dell'Idf.

Arrestati due intrusi in una base navale britannica: uno è un iraniano

Due persone sono state arrestate mentre tentavano di fare irruzione nella base navale di Faslane, il sito strategico della Royal Navy in Scozia dove sono di stanza i sottomarini nucleari britannici. Lo ha reso noto la polizia scozzese. Secondo quanto riportato dai media del Regno Unito, uno dei fermati è un uomo di 34 anni di nazionalità iraniana. Era accompagnato da una donna di 31 anni.

Tredici membri delle forze Basij uccisi in attacco a un checkpoint a Tabriz

Tredici membri dei Basij sono stati uccisi e altri diciotto feriti in un attacco a un posto di blocco a Tabriz ieri sera, secondo quanto riferito dalle Guardie Rivoluzionarie della provincia dell'Azerbaigian Orientale. Le autorità hanno affermato che il bilancio delle vittime potrebbe aumentare in seguito all'attacco avvenuto nel quartiere di Qaramalek, nella stessa città. Lo riporta Iran International.

Francia: “Teheran si rassegni a concessioni importanti”

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, in visita in Israele, ha chiesto a Teheran "concessioni importanti", nel 21esimo giorno della guerra israelo-americana contro la Repubblica islamica. "Qualunque sia l'esito delle operazioni militari in corso, dovrà essere completato da una soluzione politica che produca effetti duraturi. A questo proposito, il regime iraniano deve rassegnarsi a concessioni maggiori e a un cambiamento radicale di postura", ha dichiarato Barrot durante un punto stampa all'aeroporto internazionale Ben-Gourion di Tel-Aviv.
"La stabilità della regione passa anche attraverso l'attuazione del piano di pace presentato dagli Stati Uniti d'America lo scorso autunno per Gaza: accesso umanitario senza ostacoli, disarmo di Hamas, ripristino di un orizzonte politico basato sulla soluzione a due Stati" (Israele e uno Stato palestinese che vivono in pace all'interno di confini sicuri e riconosciuti), ha aggiunto il ministro francese.

La Nato ritira "temporaneamente" sua missione in Iraq

La Nato ha sospeso "temporaneamente" la sua missione in Iraq per via dell'escalation del conflitto regionale. Lo riferiscono funzionari iracheni. La Nato Mission Iraq (Nmi) è una missione di addestramento e consulenza

Esercito Iran: “I centri turistici di tutto il mondo non sono più sicuri per i responsabili americani e israeliani”

L'Iran ha minacciato di colpire le località turistiche frequentate da americani e israeliani. "L'assassinio dei funzionari dello Stato e di alcuni comandanti delle forze armate della Repubblica Islamica dell'Iran è frutto della disperazione, dell'impotenza e della malvagità del nemico", ha dichiarato il portavoce dell'esercito, Sardar Shekarchi, a quanto riporta l'agenzia Isna. "Stiamo tenendo d'occhio i vostri funzionari e comandanti codardi, i vostri piloti e soldati, e non passerà molto tempo prima che vi trasciniamo fuori dai vostri nascondigli e rifugi in totale umiliazione e disonore per infliggervi la punizione che le vostre azioni maledette meritano", ha proseguito. "D'ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo saranno insicuri per i nemici", ha ammonito Sardar

La Svizzera sospende le esportazioni di armi agli Usa

La Svizzera negherà l'autorizzazione alle esportazioni di armi agli Stati Uniti finché durerà il conflitto in Iran. Lo comunica una nota del governo elvetico. "L'esportazione di materiale bellico verso i paesi coinvolti nel conflitto armato internazionale con l'Iran non può essere autorizzata per tutta la durata del conflitto", si legge nel comunicato, "le esportazioni di materiale bellico verso gli Stati Uniti non possono essere autorizzate al momento". La decisione riflette la storica politica di neutralità di lunga della Svizzera, che le vieta di fornire armi a nazioni impegnate in conflitti armati

Il messaggio di Khamenei; nel mirino i nemici “interni ed esterni”

Nel messaggio di condoglianze per l'uccisione del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib la guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, afferma che i nemici del regime, sia "interni che esterni", non dovrebbero avere sicurezza.
Parole lette da alcuni media internazionali, tra cui Times of Israel, come una minaccia per la sicurezza dei nemici sia all'interno dell'Iran che all'estero.

Forti esplosioni ad Amman

Forti esplosioni sono state udite ad Amman, in Giordania. Lo riferisce la tv di Stato iraniana.

Diffondevano false notizie su guerra, 100 arresti negli Emirati

La polizia di Abu Dhabi ha annunciato l'arresto di 109 persone di varie nazionalità che avevano filmato luoghi e incidenti e diffuso "informazioni errate" attraverso le piattaforme dei social media "durante gli eventi in corso" dovuti alla guerra fra Usa, Israele e Iran. Le forze dell'ordine emiratine in un comunicato hanno detto che alcune delle persone avevano condiviso "informazioni fuorvianti".

Polemiche per le parole di Netanyahu su Gengis Khan “meglio di Gesù”

Con un post su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dovuto precisare di "non aver denigrato Gesù Cristo" nel suo discorso televisivo di ieri sera. La polemica è nata dopo che Netanyahu, citando lo storico Will Durant, aveva detto che "la storia dimostra che, purtroppo, Gesù Cristo non ha alcun vantaggio su Gengis Khan. Perché se si è abbastanza forti, spietati e potenti, il male trionferà sul bene. L'aggressività prevarrà sulla moderazione". "Non volevo offendere nessuno", ha dichiarato Netanyahu.


Wall Street Journal: “Serviranno settimane per riaprire lo Stretto di Hormuz in sicurezza”

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno intensificato la battaglia per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma secondo il Wall Street Journal ci vorranno settimane prima che gli attacchi abbiano successo. Il Pentagono ha annunciato ieri di avere avviato un piano per ridurre il pericolo da imbarcazioni armate, mine e missili da crociera iraniani, che hanno fermato il traffico navale attraverso il corso d'acqua dall'inizio di marzo. Se avesse successo, gli Stati Uniti potrebbero inviare navi da guerra attraverso lo stretto e alla fine scortare navi dentro e fuori dal Golfo Persico.
Ma non sarà un compito facile, secondo Narzin Nadimi, esperto di difesa iraniana al Washington Institute for Near East Policy.
"Nonostante gli attacchi, si ritiene ancora che l'Iran abbia una vasta scorta di miniere, missili da crociera su camion e centinaia di imbarcazioni non danneggiate in strutture nascoste con tunnel profondamente scavati lungo la costa e sulle isole", ha spiegato al Wsj. "Penso che ci vorranno settimane per raggiungere un punto in cui vi possano essere operazioni sicure nello stretto", ha avvertito, e "anche allora, molto dell'arsenale iraniano sopravviverà".

Israele, schegge missile di nuovo su Rehovot: danni a una casa

Schegge di un missile intercettato sono nuovamente cadute su Rehovot, nella regione centrale di Israele, facendo danni a una casa. Lo riferisce Channel 12. Poche ore prima, sempre a Rehovot un altro appartamento era stato danneggiato dalla caduta di schegge di un missile intercettato ma i proprietari ne erano usciti incolumi. Nella cittadina a una ventina di km da Tel Aviv, una 70enne era rimasta moderatamente ferita mentre si recava in un rifugio e diverse altre persone avevano riportato ferite lievi.

Ambasciata iraniana: “Cellule dormienti Italia? Falso e offensivo”

L'ambasciata iraniana a Roma ha negato respinto con sdegno i sospetti che possano esservi terroristi tra gli iraniani residenti in Italia pronti a compiere attentati. "Le recenti dichiarazioni rilasciate da un'alta autorità italiana, che attribuiscono un presunto 'rischio di terrorismo' agli iraniani residenti all'estero, non risultano soltanto infondate e prive di qualsiasi riscontro concreto, ma rappresentano anche una grave offesa nei confronti di una comunità riconosciuta a livello globale per il suo livello culturale, il rispetto delle leggi e il contributo significativo alle società in cui è inserita", si legge in un lungo comunicato della rappresentanza diplomatica.
A parlare di "centinaia di cellule dormienti iraniane sparse nel mondo" era stato ieri il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
"Affermazioni di questo tipo, che con eccessiva superficialità proiettano un'ombra di sospetto su un'intera nazione e sulla sua diaspora, non sono soltanto ingiuste e dolorose: risultano profondamente immeritate e lesive della dignità umana", si legge ancora nella nota.

Cipro: “Non siamo coinvolti nella guerra in nessun modo”

"Non siamo coinvolti nella guerra, in questa crisi, in nessun modo. Il mio Paese rimane un polo stabile, sicuro e pienamente operativo per gli investimenti commerciali e il turismo". Lo ha dichiarato il presidente cipriota Nicos Christodoulides in un'intervista a Bloomberg Tv.

Teheran: “Almeno 16 navi in fiamme dopo gli attacchi di Usa e Israele”

Almeno 16 navi mercantili hanno preso fuoco nel porto iraniano di Bandar Lengeh, nel Golfo Persico meridionale, dopo essere state colpite durante gli attacchi statunitensi e israeliani di oggi. Lo ha dichiarato il governatore del porto Foad Moradzadeh.

Wall Street Journal: “Aerei ed elicotteri Apache in azione per riaprire Hormuz”

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno intensificato la battaglia per riaprire lo Stretto di Hormuz, inviando aerei da combattimento a bassa quota sulle rotte marittime per colpire le navi da guerra iraniane e elicotteri Apache per abbattere i micidiali droni iraniani, secondo quanto riferito da funzionari militari americani. Lo scrive il Wall Street Journal.
L'intensificazione delle operazioni fa parte di un piano a più fasi del Pentagono per ridurre il pericolo rappresentato da imbarcazioni armate, mine e missili da crociera iraniani, che hanno bloccato il traffico navale attraverso lo stretto dall'inizio di marzo. Se il pericolo potrà essere ridotto, gli Stati Uniti potrebbero inviare navi da guerra attraverso lo stretto e, in seguito, scortare le imbarcazioni in entrata e in uscita dal Golfo Persico.

Axios: Trump sta valutando se occupare o bloccare l’isola di Kharg

L'amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola iraniana di Kharg per fare pressione sull'Iran affinché riapra lo Stretto di Hormuz. Lo scrive Axios citando quattro fonti a conoscenza della questione. Un'operazione del genere - viene però spiegato - potrebbe esporre le truppe statunitensi in modo più diretto al fuoco nemico. Pertanto verrebbe lanciata solo dopo che l'esercito statunitense avrà ulteriormente indebolito la capacità militare iraniana intorno allo Stretto di Hormuz. Un'operazione che - secondo le fonti - avrebbe biosgno di "un mese" per essere messa in pratica mentre tre diverse unità dei Marines sono in viaggio verso la regione.

Teheran: “Presa di mira la base di rifornimenti a Ben Gurion”

L'Iran ha annunciato di avere preso di mira in una nuova ondata di bombardamenti con droni obbiettivi all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e il ministero della Sicurezza interno israeliano. "In una nuova serie di attacchi con droni, la base operativa degli aerei da rifornimento strategici del regime sionista, il Canale 13 e il ministero della Sicurezza Interna del nemico sionista sono stati nuovamente presi di mira dall'esercito a partire dall'alba di oggi", ha comunicato l'ufficio stampa dell'Esercito, a quanto riferisce la tv di Stato.

Israele, arrestato riservista dell’unità Iron Dome: “Spiava per Teheran”

E' stato arrestato, con l'accusa di aver trasferito informazioni ad agenti iraniani in cambio di denaro, un riservista di Gerusalemme, in servizio nel sistema di difesa aerea Iron Dome. L'imputato, identificato come Raz Cohen, è accusato di reati contro la sicurezza e di aver presumibilmente fornito informazioni relative al sistema antimissilistico.
Il militare è stato arrestato all'inizio della guerra e l'accusa sostiene che abbia mantenuto contatti con elementi iraniani e abbia trasmesso informazioni sensibili relative alle operazioni di difesa aerea di Israele. Le autorità non hanno specificato, nel testo fornito, la portata completa delle informazioni presumibilmente trasmesse né le somme esatte ricevute.

Teheran: “Israele vuol attaccare i siti dell’energia e incolparci”

Israele si appresa a colpire siti energetici nel Golfo e attribuire la responsabilità degli attacchi all'Iran. A sostenerlo è stato i portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari, citato dalla tv iraniana. "Le informazioni di intelligence indicano che il regime sionista intende attaccare le infrastrutture energetiche regionali, tra cui Aramco", ha detto, "e la sua storia di atti di sabotaggio volti a incolpare l'Iran e a seminare discordia tra i paesi della regione conferma questo intento malevolo".

Ghalibaf celebra l’abbattimento di un F35: “Simbolo dell’arroganza Usa”

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha dichiarato che l'F35 americano - di cui Teheran ha rivendica l'abbattimento ieri - "non era solo un aereo da caccia, ma una statua dell'invincibilità e dell'arroganza dell'esercito statunitense".
"Un simbolo teologico che si proclamava invisibile a qualsiasi occhio e superiore a qualsiasi potere; ma la mano di Dio è al di sopra delle loro mani", ha scritto Ghalibaf sui social.
"Questo simbolo è stato colpito per la prima volta al mondo e questo è stato il momento del crollo di un ordine", ha aggiunto.
Ieri, l'Iran ha rivendicato di aver colpito l'F35 americano costretto a un atterraggio di emergenza. La tv di Stato ha mostrato le immagini di quello che sostiene essere "il momento in cui il caccia F35 è stato abbattuto nei cieli dell'Iran".
Secondo il Comando Centrale, il jet è atterrato in sicurezza in una base americana e il pilota è in condizioni stazionarie.


Qatar: “Con i danni a Ras Laffan -17% di export di Gnl in 5 anni”

Secondo il governo del Qatar gli attacchi iraniani contro l'impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al Paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Lo scrive la Bbc.
Il Gnl viene prodotto raffreddando il gas naturale a temperature molto basse utilizzando una grande unità di processo industriale nota come “train”, spiega l'emittente britannica, e il ministro afferma che gli attacchi iraniani hanno danneggiato due dei 14 “train” dell'impianto.
"Cinque anni non bastano per una riparazione", ha dichiarato alla Bbc Ciaran Roe, direttore commerciale di HySights, società di intelligence di mercato per i combustibili puliti con sede a Singapore. "Si tratta di una ricostruzione completa".
I paesi asiatici sono i più dipendenti dal Gnl del Qatar, in particolare Giappone, Corea del Sud, India e Cina. In Europa, Italia e Belgio sono già grandi clienti, ma il continente nel suo complesso sta diventando sempre più dipendente dal gas mediorientale, avendo abbandonato le importazioni russe in seguito alla guerra in Ucraina e il Qatar è uno dei principali, se non il principale, attore nel mercato globale del gas naturale, ricorda la testata. "La paura potrebbe persistere sul mercato per diversi mesi, se non anni", afferma Roe. "Questo cambierà il modo di pensare dei governi nei confronti delle importazioni di Gnl".

Pezeshkian: “Conseguenze devastanti se il mondo non reagisce al terrorismo di Israele”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che potrebbero esserci "conseguenze devastanti" per il mondo se la comunità internazionale non reagirà al "terrorismo di Stato" che "caratterizza" Israele. "Il regime sionista è caratterizzato dal terrorismo di Stato. Tuttavia, l'aggressione statunitense contro l'Iran e l'assassinio del leader martire creano un precedente nelle controversie internazionali che distruggerà le norme giuridiche globali", ha detto, in riferimento all'assassinio della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. "Se il mondo non si opporrà con fermezza, le conseguenze saranno devastanti", ha dichiarato Pezeshkian in un breve messaggio pubblicato sui social.

In Israele oltre 4mila feriti da inizio guerra

Il ministero della Salute israeliano riferisce che nelle ultime 24 ore 150 persone ferite sono state ricoverate in ospedale a seguito del conflitto con l'Iran, portando il numero totale dei ricoveri dovuti ai combattimenti a oltre 4mila.
Tra i pazienti ricoverati in ospedale nelle ultime 24 ore, due versano in gravi condizioni, due in condizioni moderate e 136 in buone condizioni. Dieci persone sono state curate per ansia. Lo riporta il Times of Israel. Il ministero afferma che dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, 4.099 persone sono state ricoverate in ospedale, di cui 80 sono attualmente ricoverate.

L’Iran al Regno Unito: “Se gli Usa usano le vostre basi sarete complici degli aggressori”

"La decisione del Regno Unito di consentire agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi militari è certamente considerata una complicità nell'aggressione israelo-americana e l'Iran si riserva il diritto di difendere la propria sovranità e indipendenza". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con la sua omologa britannica Yvette Cooper

La moschea di Al-Aqsa chiusa per la preghiera Eid al-Fitr: è la prima volta in 60 anni

Il complesso della moschea di Al-Aqsa è stato chiuso per la preghiera dell'Eid al-Fitr, la festività in cui i musulmani celebrano la fine del mese sacro del Ramadan. E' la prima volta che accade dalla guerra dei Sei Giorni del 1967, quando Israele conquistò Gerusalemme Est e la Città Vecchia. La moschea sorge su una collina, un complesso sacro sia per i musulmani che per gli ebrei, che credono fosse il sito di templi biblici. L'accesso al luogo è stato un punto critico e ha storicamente alimentato tensioni tra israeliani e palestinesi. Israele ha mantenuto chiusi i luoghi sacri della Città Vecchia ai fedeli di tutte le fedi durante la guerra con l'Iran, adducendo motivi di sicurezza, sebbene le restrizioni abbiano avuto l'impatto maggiore sui musulmani, decine di migliaia dei quali si recano normalmente ad Al Aqsa per la preghiera del venerdì

Erdogan: “Dio possa distruggere Israele”

"Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come "il dominatore" o "colui che sottomette". Come riferisce Anadolu, il leader turco si è espresso in questi termini parlando dopo la preghiera del venerdì in una moschea di Rize, località sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria. "Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti", ha aggiunto Erdogan nel suo discorso

Pasdaran: “Il nostro portavoce ucciso dagli attacchi Usa-Israele”

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini "è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News

Erdogan: “Israele ha ucciso migliaia di persone, ne pagherà il prezzo”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di avere ucciso migliaia di persone, aggiungendo che lo Stato ebraico ne pagherà il prezzo. "Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone", ha detto il leader turco, ieri sera, durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, dopo la preghiera in una moschea di Rize, sulla costa del Mar Nero. "Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo", ha aggiunto Erdogan, come riferisce Anadolu, sottolineando che "il Medio Oriente è incandescente in questo momento

Mojtaba Khamenei: “Negare la sicurezza ai nemici, in patria e all’estero”

"Dobbiamo negare la sicurezza ai nostri nemici, sia in patria che all'estero". Lo ha sottolineato la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio al presidente Masoud Pezeshkian. Khamenei ha inoltre chiesto - riportano i media locali- che "l'assassinio del ministro dell'Intelligence sia compensato da un impegno raddoppiato da parte di funzionari" del regime di Teheran

Israele, il missile spezzato si schianta davanti all'auto

Israele, il missile spezzato si schianta davanti all'auto

Araghchi all’Europa: “Il sostegno agli Usa aggraverà la situazione”

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con l'omologa britannica, Yvette Cooper, in cui ha criticato quello che ha definito l'atteggiamento "negativo e di parte della Gran Bretagna e di alcuni Paesi europei nei confronti della palese aggressione" di Usa e Israele "che viola il diritto internazionale". Aragchchi "ha messo in guardia contro qualsiasi forma di assistenza e aiuto agli aggressori": "Tali azioni non faranno altro che aggravare la situazione", ha detto alla controparte a Londra, secondo la nota del colloquio diffusa dal ministero degli Esteri. "Abbiamo rispettato la sovranità dei Paesi vicini e non avevamo intenzione di attaccarli, ma purtroppo le basi americane da cui veniamo attaccati si trovano sul loro territorio", ha ribadito il capo della diplomazia di Teheran. "Questi Paesi non hanno adempiuto alla loro responsabilità internazionale di impedire l'uso del loro territorio per attacchi all'Iran", ha aggiunto Araghchi. Il ministro iraniano ha infine chiesto a Londra di "evitare qualsiasi cooperazione con gli Stati Uniti e il regime sionista"

Pasdaran: “La produzione di missili continua nonostante la guerra”

Il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione in Iran, Ali Mohammad Naeini, ha insistito sul fatto che Teheran continua a costruire missili, smentendo l'affermazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo cui la Repubblica islamica non sarebbe più in grado di farlo. Lo riportano i media iraniani. Facendo riferimento al fatto che nelle scuole iraniane il punteggio massimo è 20, il generale ha affermato: "Il nostro punteggio per l'industria missilistica è 20 e non c'è motivo di preoccuparsi a questo proposito, perchè produciamo missili anche in condizioni di guerra, il che è sorprendente, e non ci sono particolari problemi di accumulo". Il portavoce dei Pasdaran ha anche affermato che la guerra continuerà. Gli iraniani "si aspettano che la guerra continui finchè il nemico non sarà completamente annientato", ha detto il generale. "Questa guerra deve finire quando l'ombra della guerra sul Paese si sarà dissolta", ha aggiunto

Lo Sri Lanka rifiuta la presenza di jet Usa sul suo territorio

Lo Sri Lanka si è rifiutato di consentire a due aerei da guerra statunitensi armati di stazionare sul proprio territorio tra il 4 e l'8 marzo, al fine di mantenere la propria neutralità nella guerra in corso tra Iran, Stati Uniti e Israele, come rivelato dal presidente Anura Kumara Dissanayake. "Gli Stati Uniti volevano trasferire due aerei da guerra armati con otto missili antinave da una base di Gibuti all'aeroporto internazionale di Mattala (nel Sud dello Stri Lancia) dal 4 all'8 marzo, e noi abbiamo detto di no", ha dichiarato il presidente al Parlamento

Idf: nuovo lancio missilistico iraniano contro area Gerusalemme

L'Idf ha rilevato un nuovo lancio di missili balistici dall'Iran, diretto verso il centro di Israele e l'area di Gerusalemme. Si prevede che le sirene d'allarme risuoneranno nei prossimi minuti. Lo scrive il Times of Israel.

Pezeshkian: “Guerra Usa e Israele distrugge norme giuridiche globali”

"La natura del regime sionista è il terrorismo di Stato. Tuttavia, l'aggressione statunitense contro l'Iran e l'assassinio del Leader martire creano un nuovo precedente nelle controversie internazionali che distruggerà le norme giuridiche globali. Se il mondo non saprà resistere, le sue fiamme bruceranno molti". Lo ha scritto su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.

Wsj, Riad teme petrolio a 180 dollari al barile se guerra prosegue

L'Arabia Saudita prevede un'impennata del prezzo del petrolio fino a 180 dollari se lo shock energetico dovuto alla guerra in Iran dovesse persistere oltre aprile. Lo scrive il Wall Street Journal. Prezzi così elevati - viene spiegato - potrebbero spingere i consumatori ad adottare abitudini che riducano drasticamente il consumo di petrolio, potenzialmente a lungo termine, o innescare una recessione che danneggerebbe ulteriormente la domanda. Inoltre, rischierebbero di far apparire l'Arabia Saudita come "beneficiaria" di una guerra che non ha iniziato.

Riad abbatte 10 droni

Il ministero della Difesa saudita afferma che in meno di due ore le sue forze hanno "intercettato e distrutto" 10 droni nell'est del paese e un altro nel nord.

Mosca: a Europa serve Russia per superare shock energetico

"L'Europa deve riconoscere i propri errori strategici in campo energetico e geopolitico, espiare le proprie colpe, cambiare la propria leadership nella Ue e abbandonare l'approccio russofobo". Così su X l'inviato speciale di Putin, Dmitriev, che rilancia un articolo del Financial Times sulla necessità per l'Europa di prepararsi a "un esteso shock energetico", "Come previsto", continua il Dmitriev, "un devastante tsunami energetico si abbatterà presto sull'Europa, che ha bisogno della Russia per sopravvivere".

Attacchi israeliani contro città del Sud del Libano

Attacchi israeliani contro città del Libano meridionale. A riferirlo è l'agenzia di stampa libanese.

Israele annuncia nuova ondata di attacchi aerei su Teheran


In seguito al recente lancio di missili balistici iraniani contro il nord di Israele, l'esercito israeliano ha annunciato una nuova ondata di attacchi aerei su Teheran. Lo riferiscono i media israeliani.
Le Idf affermano che gli attacchi sono diretti contro "le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran"

Droni provocano incendio raffineria petrolio in Kuwait

Un attacco di droni ha provocato un incendio in una raffineria di petrolio in Kuwait. A riferirlo sono media statali

Australia a Usa-Israele: “Cessate le ostilità in Medio Oriente”

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha esortato gli Stati Uniti e Israele a cessare le ostilità contro l'Iran, affermando che gli obiettivi originali di degradare le capacità nucleari e militari dell'Iran sono stati conseguiti.
Nell'esortare a un allentamento delle tensioni, Albanese ha espresso dure critiche all'Iran per gli attacchi non provocati agli stati del Golfo, in particolare gli attacchi di rappresaglia contro l'infrastruttura del gas del Qatar, dopo che Israele aveva bombardato il giacimento di gas congiunto di Iran e Qatar di South Pars nel Golfo Persico.

Emirati Arabi Uniti e Kuwait rispondono agli attacchi

Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti e del Kuwait hanno risposto agli attacchi missilistici: a renderlo noto, separatamente, sono l'esercito kuwaitiano e il ministero dell'Interno degli Emirati Arabi Uniti.
In altre zone del Golfo, il ministero dell'Interno del Bahrein ha annunciato l'attivazione delle sirene antiaeree, mentre il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha comunicato l'intercettazione di un drone nella parte orientale del Paese.

Esercito israeliano: “Attacchi a infrastrutture Teheran”

L'esercito israeliano annuncia di aver lanciato "nuovi attacchi" su Teheran: "L'esercito ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano", si legge su Telegram.

Festa a Teheran per ritorno nazionale femminile calcio

Le componenti della nazionale femminile di calcio dell'Iran sono state accolte con una cerimonia di benvenuto al loro ritorno nel Paese, dopo che alcune giocatrici avevano chiesto asilo in Australia. "Siamo molto felici di essere in Iran, perché l'Iran è la nostra patria", ha dichiarato la centrocampista Fatemeh Shaban. Le persone tra la folla sventolavano bandiere, mentre alcune giocatrici tenevano mazzi di fiori e firmavano quelle che sembravano piccoli palloni da calcio. I media iraniani avevano riferito che la squadra è rientrata mercoledì. "Non mi aspettavo che così tante persone venissero ad accoglierci, e sono felice di essere figlia dell'Iran", ha aggiunto Shaban. Due giocatrici, Fatemeh Pasandideh e Atefeh Ramezanisadeh, hanno scelto di rimanere in Australia e si stanno allenando con il club Brisbane Roar. Altre, che inizialmente avevano chiesto asilo dopo l'eliminazione della squadra dalla Coppa d'Asia femminile, hanno successivamente cambiato idea dichiarando che sarebbero tornate in Iran.

Pezeshkian: “Guerra distrugge norme giuridiche globali”

La guerra in corso, "per colpa delle azioni di Israele e degli Stati Uniti", sta segnando la distruzione delle "norme giuridiche globali". Lo afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian che in un messaggio su X ha accusato Israele di "terrorismo di Stato" e sostenuto che l'aggressione statunitense contro l'Iran e l'eliminazione di Ali Khamenei "creano un precedente nelle controversie internazionali". "Se il mondo non si mostrerà fermo, le conseguenze saranno devastanti", ha avvertito.

Un’altra task force dei marines in viaggio verso il Golfo

Una seconda task force dei marines si starebbe dirigendo verso il Golfo. Il gruppo anfibio Boxer è salpato da San Diego tre giorni fa: secondo la testata tv Newsmax starebbe facendo rotta per il Medio Oriente attraverso l'Indo Pacifico. Per raggiungere Hormuz servono però almeno trenta giorni di navigazione: per questo non è escluso che si possa fermare a Okinawa per non sguarnire il fronte caldo di Taiwan. La formazione basata in Giappone è stata fatta partire per il Golfo, che raggiungerà in circa sette giorni. La squadra partita dalla California dispone delle portaelicotteri per missioni anfibie Boxer, Portland e Comstock più altre unità di scorta: a bordo 4500 militari, tra cui 2200 marines. Assieme alla Task Force Tripoli - che ha la stessa composizione- offrirebbero al Pentagono una massa d'urto di 4500 fanti di marina con veicoli blindati, elicotteri, convertiplani e caccia F35B a decollo verticale. Nei giorni scorsi si è ipotizzato che pure la 82ma divisione paracadutisti sia in preallerta per muoversi verso il Medio Oriente. Iniziative che - nonostante Trump abbia escluso boots on the ground - fanno temere un prolungamento della guerra. (di Gianluca Di Feo)

Von der Leyen: “Dialogo con l'Italia sul decreto bollette, fiduciosi”

"Per quanto riguarda la situazione italiana, siamo impegnati a lavorare molto da vicino con il governo italiano sul decreto" bollette, "in linea con l'orientamento delle conclusioni del Consiglio europeo. A partire da lunedì inizieranno le consultazioni e siamo fiduciosi di poter fare progressi per affrontare, nel breve termine, le specificità italiane". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa al termine del vertice dei leader Ue.

Macron: “Non parteciperemo a alcuna apertura forzata di Hormuz”

"Quando la situazione si sarà calmata la Francia è pronta, insieme ad altre nazioni, ad assumersi la responsabilità di un sistema di scorta navale nello Stretto di Hormuz nell'ambito di una missione che non ha lo scopo di essere un'azione di forza e che dovrà essere oggetto di consultazioni e di una risoluzione dei conflitti con l'Iran. Ciò implica il coinvolgimento di tutti gli attori del settore marittimo, dai trasportatori agli assicuratori. Non parteciperemo ad alcuna apertura forzata dello Stretto nel contesto delle operazioni belliche in corso". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron al termine Vertice Ue.

Meloni: “Nessuno pensa a missione militare nello stretto di Hormuz”

"Abbiamo parlato del tema della libertà di navigazione anche in riferimento a quello che c'era scritto in uno statement con alcuni altri partner europei oggi, dove chiaramente da una parte si richiama l'Iran a garantire la libertà e sicurezza nella navigazione e dall'altra si offre la disponibilità quando ci saranno le condizioni per dare una mano". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Consiglio europeo. "Su questo voglio essere chiara perchè mi pare che ci siano state le interpretazioni un po’ forzate. Nessuno pensa ovviamente a una missione militare per forzare il blocco nello stretto di Hormuz" ha chiarito la premier.

Meloni: “Prevenire crisi migratoria rafforzando confini”

"Una proposta italo-danese ha chiesto di inserire nelle conclusioni del Consiglio europeo un riferimento molto chiaro sul fatto che l'Europa, anche imparando dalla crisi del 2015, debba oggi invece prevenire una possibile crisi migratoria, rafforzando ancora di più la difesa dei suoi confini esterni. Si tratta di un'altra iniziativa sulla quale c'è stato un importante contributo italiano". Lo ha detto il premier italiano Giorgia Meloni in un punto stampa al termine del Consiglio europeo.

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