Brexit, dopo le parole del sindaco di Londra a Repubblica: “Torna lo psicodramma nazionale”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - L’intervista di Repubblica di ieri al sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha aperto un caso politico oltremanica. Furia delle opposizioni di destra e i tabloid, allarmati i giornali conservatori, mentre i progressisti e la sinistra fanno i conti con un dato di fatto: nella nostra conversazione, Khan ha detto chiaramente che il Regno Unito e il governo (laburista come lui) di Sir Keir Starmer, non solo “deve rientrare nell’unione doganale e nel mercato unico europei entro l’attuale legislatura. Ma, alle prossime elezioni, il Labour deve promettere il ritorno della Gran Bretagna in Ue", senza se e senza, e soprattutto senza la necessità di un secondo referendum: “Perché il destino di Londra e del Regno Unito è nell’Unione Europea".
LONDRA - L’intervista di Repubblica di ieri al sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha aperto un caso politico oltremanica. Furia delle opposizioni di destra e i tabloid, allarmati i giornali conservatori, mentre i progressisti e la sinistra fanno i conti con un dato di fatto: nella nostra conversazione, Khan ha detto chiaramente che il Regno Unito e il governo (laburista come lui) di Sir Keir Starmer, non solo “deve rientrare nell’unione doganale e nel mercato unico europei entro l’attuale legislatura. Ma, alle prossime elezioni, il Labour deve promettere il ritorno della Gran Bretagna in Ue", senza se e senza, e soprattutto senza la necessità di un secondo referendum: “Perché il destino di Londra e del Regno Unito è nell’Unione Europea".
Sono parole forti quelle di Khan, che mai si era spinto a tanto sulla Brexit dopo il referendum di dieci anni fa e che sembrano una sfida anche alla traballante leadership di Sir Keir, sempre più minacciato dall’ala sinistra del partito con in testa la “regina rossa” operaia ed ex vicepremier Angela Rayner (alleata di Khan). La Bbc: “Khan non ha usato mezzi termini, vuole rientrare in Ue a tutti i costi e ciò apre un altro fronte per Starmer”. Politico: “Sadiq ama davvero tanto l’Ue, fino a questo punto”. Gb News, la “Fox News” d’Inghilterra: “Un annuncio surreale: come può pensare Khan di rientrare in Ue, tra l'altro senza un secondo referendum?”.
Il portavoce del primo ministro Starmer, che ha sì iniziato un cauto processo di riallineamento (reset) del Regno all’Ue ma ha sempre escluso un ritorno in Ue, risponde a Repubblica, distanziandosi dalle parole di Khan, a poche settimane da cruciali elezioni locali e amministrative che potrebbero risultare fatali al leader: “Abbiamo messo in chiaro le nostre linee rosse da tempo. Il nostro programma elettorale non prevede il rientro nel mercato unico e tanto meno nella Ue, e ciò vale fino alle prossime elezioni”. E dopo? “Non facciamo programmi di qui a molti anni”.
Una reazione che non rassicura soprattutto la destra, irata dopo l’intervista del sindaco a Repubblica. Il tabloid Daily Express: “Le parole di Khan scatenano la furia dei brexiteer" Il Daily Mail: “Il Labour finisce nello psicodramma dopo le parole del sindaco”. Un editoriale del Telegraph: “Sadiq Khan ha dimostrato perché è l’anello debole del Labour che può condannarlo all’oblio, se il Labour lo segue sarà una catastrofe”.
La leader dei conservatori Kemi Badenoch ha aggiunto: "Keir Starmer è al governo ma non al potere. Stanno raschiando davvero il barile, vogliono riportarci indietro nel tempo. Non lo permetteremo. Oramai il ministro dell’energia Ed Miliband decide la politica estera, Angela Rayner le politiche sull’immigrazione e ora Sadiq Khan decide le politiche sull’Ue”. Sulla possibilità di rientrare in Europa, Nigel Farage ha dichiarato: "Dopo le prossime elezioni, Reform annullerà qualsiasi tentativo di trascinarci di nuovo nel mercato unico e nell’unione doganale”. E il suo vice Richard Tice: “Khan è ridicolo!”.
Mentre un portavoce dei Liberal-democratici commenta: "Il governo deve smettere di essere così timido e iniziare a riparare i danni economici causati dal disastroso accordo sulla Brexit dei Conservatori, iniziando dall’adesione a un’unione doganale. Questo è il modo migliore per ricostruire l’economia, affrontare la crisi del costo della vita e generare miliardi di entrate aggiuntive per i nostri servizi pubblici”.