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Il drone spia Usa partito da Sigonella per preparare l’attacco all’isola di Kharg

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Oggi un Triton dell’Us Navy si è spinto sul Golfo e ha sorvegliato per ore l’isola che è il nuovo obiettivo dell’offensiva americana
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I piani di battaglia del Pentagono prendono corpo nel volo di un grande drone spia americano. E’ decollato da Sigonella e si è diretto nel Golfo Persico, sorvegliando per ore anche l’isola di Kharg: quella che viene indicata come il prossimo obiettivo strategico dell’offensiva statunitense contro l’Iran.

Il Northop Grumman MQ-4 Triton dell’Us Navy è uno strumento da ricognizione: non trasporta armamenti. Ma il suo contributo alle operazioni belliche è fondamentale: con una singola missione raccoglie informazioni dettagliatissime su tutte le attività e le postazioni militari presenti in un’area colossale. Queste missioni condotte dalla Sicilia non sono considerate “cinetiche” - ossia attacchi con l’uso di armi - e quindi non richiedono autorizzazione da parte del governo italiano.

Il Triton è partito dalla base catanese subito dopo la mezzanotte, passando…

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I piani di battaglia del Pentagono prendono corpo nel volo di un grande drone spia americano. E’ decollato da Sigonella e si è diretto nel Golfo Persico, sorvegliando per ore anche l’isola di Kharg: quella che viene indicata come il prossimo obiettivo strategico dell’offensiva statunitense contro l’Iran.

Il Northop Grumman MQ-4 Triton dell’Us Navy è uno strumento da ricognizione: non trasporta armamenti. Ma il suo contributo alle operazioni belliche è fondamentale: con una singola missione raccoglie informazioni dettagliatissime su tutte le attività e le postazioni militari presenti in un’area colossale. Queste missioni condotte dalla Sicilia non sono considerate “cinetiche” - ossia attacchi con l’uso di armi - e quindi non richiedono autorizzazione da parte del governo italiano.

Il Triton è partito dalla base catanese subito dopo la mezzanotte, passando sopra l’Egitto e poi attraversando l’Arabia Saudita per entrare nel Golfo. Lì ha sorvolato tutta la costa settentrionale iraniana, restando sul mare a pochi chilometri dal litorale. Ha compiuto diverse virate proprio sopra Kharg, tornando più volte a girargli intorno. Quindi ha invertito la rotta ed è atterrato sulla pista siciliana subito dopo le sei di sera.

Durante il volo davanti alle coste della Repubblica islamica e intorno a Kharg, il Triton ha spesso cambiato rapidamente quota – forse nel timore di missili terra-aria – fino a toccare l’altezza massima di 14 mila metri: è una delle caratteristiche di questo velivolo senza pilota, che gli permette di inoltrarsi dove gli altri droni non possono avventurarsi. Conta inoltre su un motore a reazione che gli permette di filare a oltre cinquecento chilometri l’ora. Prestazioni che non sempre sono sufficienti a evitare gli agguati: nel 2019 gli iraniani ne hanno abbattuto uno non lontano dallo Stretto di Hormuz.

Questi spostamenti nel cielo gli permettono anche di sfruttare al meglio i sensori contenuti nella sua stiva. Dispone infatti di un radar Aesa a scansione elettronica che esplora il terreno e – a seconda delle caratteristiche geologiche del suolo – riesce a scoprire pure strutture sotterranee. Un sistema che da alta quota “setaccia” un’area di cinquemila chilometri quadrati e può contemporaneamente concentrare gli impulsi su un singolo obiettivo per approfondirne l’immagine. Quando si abbassa invece utilizza un apparato elettrottico, uno all’infrarosso e un puntatore laser che vanno a cogliere altre informazioni, permettendogli di localizzare e analizzare pure piccole imbarcazioni. Infine, ha un’apparecchiatura Sigint che studia le emissioni dei radar e le altre trasmissioni elettroniche: ogni sorgente viene studiata e identificata dall’intelligenza artificiale. Insomma, si tratta di una sorveglianza totale.

Le informazioni raccolte durante la missione non vanno alla base di partenza ma vengono distribuite in tempo reale ai comandi o alle navi presenti in zona d’operazione: possono essere subito trasformare in azioni dei caccia che sorvolano senza sosta il Golfo per distruggere i bersagli individuati durante la ricognizione.

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