Frammento di un missile iraniano su Gerusalemme, esplosione nella Città Vecchia
dal nostro inviato Fabio TonacciGERUSALEMME – Un frammento di missile iraniano intercettato è esploso nella Città Vecchia, a meno di 400 metri dal cuore sacro per due religioni. Nel pomeriggio di venerdì, quando a Gerusalemme erano passate le 5 e mezzo, un pezzo incandescente è piombato dal cielo davanti al Centro educativo sefardita, all’estremo limite sud del quartiere ebraico. Il punto esatto dell’impatto è di pochi metri all’interno delle mura di Solimano. Soprattutto, è molto vicino al Muro del Pianto, il posto simbolo per l’ebraismo, e alla moschea di Al-Aqsa, il terzo luogo più importante per i musulmani dopo la Mecca e Medina.
L’esplosione ha distrutto un tratto di strada e di marciapiede, senza provocare vittime. Nelle ultime ore sulla zona centrale di Israele stanno arrivando ondate di missili lanciati dall’Iran, la maggior parte dei quali punta su Tel Aviv. Alcuni passano su Gerusalemme e l’Iron Dome si attiva per intercettarli, con una procedura che ormai è diventata prassi per gli abitanti: prima i…
GERUSALEMME – Un frammento di missile iraniano intercettato è esploso nella Città Vecchia, a meno di 400 metri dal cuore sacro per due religioni. Nel pomeriggio di venerdì, quando a Gerusalemme erano passate le 5 e mezzo, un pezzo incandescente è piombato dal cielo davanti al Centro educativo sefardita, all’estremo limite sud del quartiere ebraico. Il punto esatto dell’impatto è di pochi metri all’interno delle mura di Solimano. Soprattutto, è molto vicino al Muro del Pianto, il posto simbolo per l’ebraismo, e alla moschea di Al-Aqsa, il terzo luogo più importante per i musulmani dopo la Mecca e Medina.
L’esplosione ha distrutto un tratto di strada e di marciapiede, senza provocare vittime. Nelle ultime ore sulla zona centrale di Israele stanno arrivando ondate di missili lanciati dall’Iran, la maggior parte dei quali punta su Tel Aviv. Alcuni passano su Gerusalemme e l’Iron Dome si attiva per intercettarli, con una procedura che ormai è diventata prassi per gli abitanti: prima il messaggio sul telefono, poi le sirene dell’allarme antiaereo, infine, se l’inseguimento in aria va a buon fine, il boato.
I resti cadono inevitabilmente a terra. Dove, è stabilito da diversi fattori: la curva della parabola del balistico, la testata con cui è armato (se contiene bombe a grappolo o no), l’altitudine a cui viene distrutto dall’Iron Dome, la rapidità con cui viene individuato, il vento. Variabili che rendono impossibile prevedere con precisione dove arriveranno i frammenti.
Nonostante l’evidenza della dinamica, il ministero degli Esteri israeliano denuncia l'attacco “ai luoghi santi a tutte e tre le religioni, che rivela la follia del regime iraniano che si professa religioso”. E definisce ciò che è accaduto oggi, ultimo venerdì di Ramadan, “un regalo iraniano per la festività musulmana di Eid al-Fitr”.
In realtà, è un’accusa che appare pretestuosa: non risulta che il regime degli ayatollah abbia mai dato l’ordine di bersagliare Gerusalemme, considerata anche da loro città santa. Non è la prima volta, però, che detriti di balistici e droni ci cascano sopra.