Stonehenge, il tunnel non si farà. Vittoria degli attivisti sul sito patrimonio Unesco
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – Gli attivisti contro il progetto della galleria sotto Stonehenge hanno lottato per oltre trent’anni, e ora ce l’hanno fatta. Hanno vinto loro. Perché, dopo tante polemiche, il controverso piano è stato cestinato. Nonostante i costi del tunnel, comprese le spese di pianificazione, abbiamo già raggiunto 179,2 milioni di sterline, circa 200 milioni di euro, praticamente buttati dalla finestra.
La galleria
Gli attivisti si opponevano da anni alla proposta di scavare una galleria per le auto sotto il sito patrimonio mondiale dell’Unesco e luogo sacro per i suoi fan, sin da quando l’idea era stata avanzata per la prima volta nel 1994. Ora il Ministero dei Trasporti britannico ha revocato l’ordine di autorizzazione alla costruzione dei due svincoli e di una tangenziale nord, affermando di averlo fatto in “circostanze eccezionali”. Ciò significa che, come riporta la Bbc, il progetto è ufficialmente abbandonato. E chiunque volesse riprenderlo in futuro dovrebbe ricominciare da zero il…
LONDRA – Gli attivisti contro il progetto della galleria sotto Stonehenge hanno lottato per oltre trent’anni, e ora ce l’hanno fatta. Hanno vinto loro. Perché, dopo tante polemiche, il controverso piano è stato cestinato. Nonostante i costi del tunnel, comprese le spese di pianificazione, abbiamo già raggiunto 179,2 milioni di sterline, circa 200 milioni di euro, praticamente buttati dalla finestra.
La galleria
Gli attivisti si opponevano da anni alla proposta di scavare una galleria per le auto sotto il sito patrimonio mondiale dell’Unesco e luogo sacro per i suoi fan, sin da quando l’idea era stata avanzata per la prima volta nel 1994. Ora il Ministero dei Trasporti britannico ha revocato l’ordine di autorizzazione alla costruzione dei due svincoli e di una tangenziale nord, affermando di averlo fatto in “circostanze eccezionali”. Ciò significa che, come riporta la Bbc, il progetto è ufficialmente abbandonato. E chiunque volesse riprenderlo in futuro dovrebbe ricominciare da zero il processo di approvazione.
Dopo tanti tira e molla legali, nel 2023 i piani della galleria sotto il cerchio di pietre eretto nel tardo periodo neolitico, intorno al 2500 a.C., erano stati infine approvati, sotto la premiership di Rishi Sunak. Ma il successivo governo laburista ha sospeso il progetto nel 2024, quando i costi previsti hanno raggiunto 1,4 miliardi di sterline. Il dibattito si è acceso tra gli inglesi. Alcuni residenti erano favorevoli perché avrebbe ridotto la congestione, mentre altri temevano danni al sito del più famoso monumento preistorico del mondo.
Il problema del traffico
Perché il vero problema di Stonehenge è il traffico. Lo è da molti anni e la soluzione non si trova. La superstrada A303 che oggi costeggia il sito è una meraviglia visiva, lo “sfiora” a soli 160 metri di distanza. Ma per chi vive sulla piana di Salisbury è un guaio. Non solo perché gli abitanti e le case intorno a Stonehenge aumentano, così come il turismo di massa. Ma perché la A303, che nel tratto finale per Stonehenge si restringe a una corsia e che dunque in quel punto può sopportare al massimo 14mila veicoli al giorno, in tempi normali ne imbarca in media 25mila, con picchi del 20-30% in più in estate. E solo vent’anni fa si è chiusa un’altra superstrada, “l’indegna” A344, brutta e invasiva perché passava a pochissimi metri da Stonehenge.
Insomma, i residenti locali rischiano di perdere un’ora per pochi chilometri. Gli imprenditori, i lavoratori e i politici del sud-ovest inglese sono esasperati perché l’economia viene danneggiata. Anche perché spesso i turisti, in ammirazione di Stonehenge, guidano ancora più piano, ingolfando il traffico. Per questo il governo conservatore di Rishi Sunak aveva deciso di sdoppiare la A303 (creando così quattro corsie in tutto) e farla passare, per tre chilometri, direttamente cento metri sotto Stonehenge. Una controversa galleria sotto il “sacro”, leggendario e misterioso cerchio di pietre di arenaria e “blu” di granito, uno dei più grandi misteri dell’umanità, costruito circa cinque millenni fa, ai tempi della Sfinge e della Grande Piramide di Giza in Egitto.
La retromarcia
Oggi, invece, la retromarcia, quella che pare definitiva. Il presidente della Stonehenge Alliance, Mike Birkin, ha accolto con favore la decisione: “Quella concessione è sempre stata assurda, dato l’enorme danno che avrebbe causato al paesaggio unico del sito patrimonio mondiale di Stonehenge. Il progetto è stato condannato dagli ispettori urbanistici e dagli esperti dell’Unesco, eppure il governo dell’epoca aveva ignorato le prove.”
Il Consiglio comunale della contea del Wiltshire, invece, ha espresso tutta la sua delusione per l’annuncio: “Siamo estremamente contrariati dalla decisione del governo Starmer di cancellare il progetto del tunnel della A303 a Stonehenge. Questi miglioramenti sono necessari ora per ridurre la congestione e il traffico nelle nostre comunità, oltre a garantire la crescita economica nel Wiltshire, creando posti di lavoro e investimenti nell’intera regione sud-occidentale. Sono stati necessari molti anni di pressioni e collaborazione con i partner, tra cui National Highways, per portare questo importante progetto infrastrutturale. Ora è un duro colpo arrivare al punto in cui i lavori stavano per iniziare, solo per vedere tutto annullato all’ultimo momento.”