Usa, morto l’ex capo Fbi Robert Mueller: indagò sul Russiagate. E Trump gioisce: “Sono contento”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK – Robert Mueller è appena morto. Bene, sono contento che lo sia. Non potrà più fare del male a persone innocenti». Se tempo fa qualcuno avesse detto che questo era il commento di un presidente degli Stati Uniti per la scomparsa di un ex direttore dell’Fbi, che nella vita aveva servito anche come ufficiale dei Marines restando ferito in Vietnam, nessuno ci avrebbe creduto. Ma questo è Donald Trump e così ha detto addio a Robert Mueller, con un ultimo atto di vendetta per aver condotto l’inchiesta sul “Russiagate”, senza peraltro portare alla sua incriminazione.
Mueller era nato in una ricca famiglia di Manhattan e dopo l’università a Princeton si era arruolato nei Marines, servendo con valore in Vietnam. Al ritorno era diventato procuratore, costruendo una carriera stellare che lo aveva portato alla guida dell’Fbi, una settimana dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Repubblicano liberale, aveva riformato il Bureau e guidato la lotta al terrorismo, rifiutandosi però d…
NEW YORK – Robert Mueller è appena morto. Bene, sono contento che lo sia. Non potrà più fare del male a persone innocenti». Se tempo fa qualcuno avesse detto che questo era il commento di un presidente degli Stati Uniti per la scomparsa di un ex direttore dell’Fbi, che nella vita aveva servito anche come ufficiale dei Marines restando ferito in Vietnam, nessuno ci avrebbe creduto. Ma questo è Donald Trump e così ha detto addio a Robert Mueller, con un ultimo atto di vendetta per aver condotto l’inchiesta sul “Russiagate”, senza peraltro portare alla sua incriminazione.
Mueller era nato in una ricca famiglia di Manhattan e dopo l’università a Princeton si era arruolato nei Marines, servendo con valore in Vietnam. Al ritorno era diventato procuratore, costruendo una carriera stellare che lo aveva portato alla guida dell’Fbi, una settimana dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Repubblicano liberale, aveva riformato il Bureau e guidato la lotta al terrorismo, rifiutandosi però di appoggiare gli eccessi che andavano oltre la legge, al punto di minacciare le dimissioni per convincere il presidente Bush figlio a fermarli.