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Elezioni in Francia, la sinistra è divisa e oggi la destra può riprendersi Parigi con Rachida Dati

(reuters)

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Al secondo turno delle Comunali l’ex ministra conservatrice ha chance di vittoria grazie agli accordi con i centristi e i macroniani e al mancato ritiro della candidata di Mélenchon. Sfida incerta anche a Lione. Marsiglia verso la conferma del sindaco progressista
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PARIGI – E' il sogno della destra francese, cacciata dalla capitale dopo una lunghissima egemonia e una serie di sindaci famosi come Jacques Chirac. Riconquistare Parigi ormai a portata di mano, dopo un lungo regno della sinistra. Al secondo turno delle municipali di oggi, il socialista Emmanuel Grégoire non è più il favorito indiscusso nei sondaggi, penalizzato dalle forti divisioni interne alla gauche. Grégoire resta avanti nelle intenzioni di voto, con il 45,5% secondo Elabe, ma il vantaggio su Rachida Dati si è ridotto a un solo punto. La candidata della destra, ex ministra della Cultura sostenuta da un blocco ormai compatto che va dai Républicains a Horizons, dal MoDem a Renaissance, è accreditata del 44,5% e ha quasi cancellato i dodici punti di distacco registrati al primo turno.

PARIGI – E' il sogno della destra francese, cacciata dalla capitale dopo una lunghissima egemonia e una serie di sindaci famosi come Jacques Chirac. Riconquistare Parigi ormai a portata di mano, dopo un lungo regno della sinistra. Al secondo turno delle municipali di oggi, il socialista Emmanuel Grégoire non è più il favorito indiscusso nei sondaggi, penalizzato dalle forti divisioni interne alla gauche. Grégoire resta avanti nelle intenzioni di voto, con il 45,5% secondo Elabe, ma il vantaggio su Rachida Dati si è ridotto a un solo punto. La candidata della destra, ex ministra della Cultura sostenuta da un blocco ormai compatto che va dai Républicains a Horizons, dal MoDem a Renaissance, è accreditata del 44,5% e ha quasi cancellato i dodici punti di distacco registrati al primo turno.

Gli accordi per il secondo turno di Parigi

Rispetto al primo turno di una settimana fa, Dati ha beneficiato dell’accordo con il centrista Pierre-Yves Bournazel e del ritiro autonomo di Sarah Knafo, candidata di Reconquête, che ha scelto di farsi da parte per favorire un ricompattamento della destra. Secondo Elabe, Dati raccoglierebbe l’86% degli elettori di Knafo e il 56% di quelli di Bournazel. Grégoire, invece, fatica a intercettare riserve di voti e subisce soprattutto il mantenimento di Sophia Chikirou, candidata di La France Insoumise, accreditata del 10% nelle intenzioni di voto. Gli appelli del candidato socialista al “voto utile” verso l’elettorato mélenchonista, per ora, sembrano avere un effetto limitato.

La situazione a Marsiglia

Se la sfida Parigi resta aperta, a Marsiglia il quadro sembra essersi chiarito a vantaggio del sindaco uscente progressista Benoît Payan. Dopo il ritiro del candidato della France Insoumise Sébastien Delogu, che aveva ottenuto circa il 12% al primo turno, Payan affronta ora una triangolare con Franck Allisio del Rassemblement National e Martine Vassal, esponente della destra. Il ritiro di Delogu è stato deciso proprio per evitare la dispersione del voto di sinistra e ostacolare una vittoria dell'estrema destra.

(afp)

Le altre sfide

In molte altre città la gauche si presenta unita al secondo turno, nonostante le profonde differenze nazionali tra socialisti e France Insoumise. A Lione, ad esempio, il sindaco ecologista uscente Grégory Doucet affronta Jean-Michel Aulas, sostenuto dalla destra e dal blocco centrale, in una sfida che resta molto incerta. Il Rassemblement National guarda soprattutto a due aree, il Pas-de-Calais e l’arco mediterraneo, su Nîmes, Tolone, Mentone e Nizza dove Éric Ciotti, alleato del Rn, parte in posizione favorevole contro il sindaco uscente Christian Estrosi, anche perché la sinistra è rimasta in corsa.

(afp)

Macron spettatore

Emmanuel Macron resta ai margini di questi test elettorale perché il suo partito non controlla grandi città e non è mai riuscito a strutturarsi sul piano locale. Dopo il fallimento delle municipali del 2020, Renaissance ha scelto una linea più prudente, fatta soprattutto di alleanze con destra e centro. Il campo presidenziale spera comunque di poter rivendicare qualche risultato, in particolare a Bordeaux con Thomas Cazenave e ad Annecy con Antoine Armand. L'ex premier Édouard Philippe dovrebbe ottenere una riconferma a Le Havre. Philippe è già proiettato verso la presidenziale e una sconfitta locale avrebbe ipotecato la sua corsa per l'Eliseo.

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