Guerra in Iran, news. Nyt: “Gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti”

Guerra in Iran, news. Nyt: “Gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti”
(afp)
Ipotesi tregua di un mese. Ft: “L’Iran concede a navi non ostili di transitare a Hormuz”. Trump: “Vogliono l’accordo, ci hanno fatto un grande regalo su gas e petrolio”. Media: “Ghalibaf ha preso un volo verso il Pakistan”. Wsj: “Il Pentagono vuole schierare altri 3mila soldati in Medio Oriente”
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L'inviato Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un cessate il fuoco di un mese durante il quale le parti discuteranno l'accordo in 15 punti proposto da Washington, molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano. Lo rivela l'emittente israeliana Channel 12, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli.

Il Pentagono prevede di dispiegare 3.000 soldati della divisione di élite dell'esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l'ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell'82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche.

Punti chiave

L'Idf lancia allerta missili su Israele da Teheran

L'Idf ha diffuso un'allerta che Teheran ha lanciato una raffica di missili contro Israele, dove una dozzina di persone sono rimaste ferite in precedenza a causa di colpi provenienti dall'Iran. "Poco fa, le forze di difesa hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio" di Israele, ha annunciato l'esercito sul suo account Telegram, aggiungendo che i sistemi di difesa "sono in fase di attivazione per intercettare la minaccia". Allarmi sono scattati a Tel Aviv ma anche a Gerusalemme, dopo quelli a Eilat

Channel 12 svela il piano Usa per l'Iran

Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell'accordo che gli Usa hanno proposto all'Iran, secondo quanto svelato dall'emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni. Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Aiea secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani. Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa.
Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello “snapback”, ossia del ripristino automatico delle sanzioni

Channel 12: “Gli Usa puntano a una tregua di un mese per un accordo in 15 punti”

L'inviato Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, con il consenso del presidente Donald Trump, stanno lavorando ad un meccanismo in base al quale verrà dichiarato un cessate il fuoco di un mese durante il quale le parti discuteranno l'accordo in 15 punti proposto da Washington, molto simile a quanto accaduto a Gaza e in Libano. Lo rivela l'emittente israeliana Channel 12, citando tre fonti a conoscenza dei dettagli

Nyt: “Gli Usa hanno inviato all'Iran il piano in 15 punti”

Gli Stati Uniti hanno inviato all'Iran un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra. Lo riporta il New York Times sottolineando che il piano è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari iraniani, né se l'Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta

Macron: “L’Iran si impegni in buona fede nei colloqui per mettere fine alla guerra”

Il presidente francese Emmanuel Macron ha esortato l'Iran a "impegnarsi in buona fede" nei colloqui per porre fine alla guerra in Medio Oriente, dopo un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. "Ho invitato l'Iran a impegnarsi in buona fede nei negoziati", ha scritto Macron su X, aggiungendo di aver anche sollecitato la fine degli attacchi "inaccettabili" contro i paesi della regione e il "ripristino della libertà di navigazione" nello strategico Stretto di Hormuz, la cui effettiva chiusura da parte delle forze iraniane ha fatto impennare i prezzi globali del petrolio e del gas

Iraq: quattro arresti dopo gli attacchi missilistici a una base siriana

L'Iraq ha arrestato quattro persone in relazione a un attacco missilistico lanciato contro una base militare nella vicina Siria. "Le nostre forze di sicurezza, supportate dalle attività di intelligence, sono intervenute e sono riuscite ad arrestare quattro dei responsabili", si legge in un breve comunicato dell'ufficio del primo ministro, che aggiunge che i sospettati sono stati consegnati alle "autorità competenti" nell'ambito delle indagini.
L'attacco di ieri ha preso di mira una base militare siriana nord-orientale nella provincia di Hasakeh, che fino a poco tempo fa ospitava forze statunitensi e una coalizione internazionale anti-jihadista

Impianto nucleare di Bushehr colpito, non segnalati danni

L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica (AEO) ha annunciato che l'impianto nucleare di Bushehr, nel sud dell'Iran, è stato colpito da un attacco, che non ha causato danni, accusando gli Stati Uniti e Israele di esserne responsabili. "Mentre il nemico americano-sionista continua le sue ostilità, un proiettile ha colpito l'interno dell'impianto di Bushehr", ha riferito l'organizzazione, specificando che al momento non si segnalano "danni materiali o tecnici, né perdite di vite umane"

Trump: "Siamo in trattativa con l'Iran. Se ne stanno occupando Rubio e Vance"

Trump: "Siamo in trattativa con l'Iran. Se ne stanno occupando Rubio e Vance"

Rubio sfugge alle critiche sull'Iran: “E’ il meno pazzo”

Marco Rubio sta per ora sfuggendo alle critiche che stanno piovendo sull'amministrazione per la guerra in Iran. Fra i Repubblicani infatti il segretario di Stato gode di ampio consenso, e anche fra le file democratiche nessuno lo critica aspramente. "E' il meno pazzo. Se Trump lo rimuovesse, sceglierebbe di sicuro qualcuno che è peggio", hanno riferito alcune fonti del partito di opposizione ai media americani. L'ascesa di Rubio negli ultimi mesi sembra poter offuscare il vicepresidente JD Vance, considerato l'erede di Trump. Secondo indiscrezioni, Rubio non ha spinto per la guerra in Iran, almeno non quanto il premier israeliano Benyamin Netanyahu o il senatore repubblicano Lindsey Graham

Teheran: “Usa e Israele hanno attaccato l’area dell’impianto nucleare di Bushehr”

L'Organizzazione iraniana per l'energia atomica ha dichiarato che stasera gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato la zona circostante la centrale nucleare iraniana di Bushehr. Lo riportato l'agenzia Irna, secondo cui l'attacco non avrebbe causato danni strutturali né vittime

Ft: “L’Iran concede a navi non ostili di transitare nello Stretto di Hormuz”

L'Iran ha comunicato agli Stati membri dell'Organizzazione marittima internazionale (Imo) che le "navi non ostili" possono transitare nello Stretto di Hormuz a condizione che si coordinino con le autorità iraniane. Lo riporta il Financial Times, che cita una lettera all'Imo

Media: “Ghalibaf ha preso un volo verso il Pakistan con l’approvazione di Usa e Israele”

Secondo quanto riportato dai media pakistani, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf è volato da Teheran a Islamabad con il benestare eccezionale delle autorità statunitensi che di quelle israeliane. Questo insolito coordinamento si inserisce in un contesto di intenso conflitto regionale e segnala un potenziale passaggio verso una diplomazia segreta ad alto livello, scrivono i giornali e i social pakistani. La rotta del volo attraverso uno spazio aereo conteso o monitorato richiede un notevole lavoro di coordinamento, soprattutto alla luce delle operazioni "True Promise-4" e dei continui attacchi aerei segnalati nella regione. Il fatto che un funzionario iraniano di così alto rango abbia potuto viaggiare in sicurezza indica che nazioni mediatrici come il Pakistan, la Turchia e l'Egitto stanno riuscendo a facilitare una "finestra diplomatica". Si moltiplicano le speculazioni sul fatto che Islamabad possa ospitare già questa settimana un vertice segreto tra rappresentanti statunitensi e funzionari iraniani per discutere di un potenziale cessate il fuoco o della riapertura dello Stretto di Hormuz. L'arrivo di Ghalibaf preluderebbe a colloqui "molto intensi", che persino Donald Trump ha recentemente ipotizzato possano avere un risultato significativo. Sebbene la leadership iraniana neghi ufficialmente qualsiasi negoziazione diretta con gli Stati Uniti, la realtà logistica di questo volo suggerisce che tutte le parti stiano attualmente dando priorità al passaggio sicuro dei negoziatori chiave.
Questo sviluppo segna uno dei segnali di distensione più significativi da quando il conflitto ha raggiunto il punto di ebollizione all'inizio di questo mese. L'"approvazione" da parte israeliana è particolarmente sorprendente, poiché implica che l'Idf e i servizi segreti israeliani abbiano contribuito a garantire la sicurezza del transito della delegazione iraniana. Questo livello di trasparenza tra avversari suggerisce che la pressione per evitare un collasso regionale su vasta scala stia imponendo una cooperazione senza precedenti

“I 3.000 soldati che il Pentagono invierà sono paracadutisti”

I 3.000 soldati che il Pentagono intende inviare in Medio Oriente sono i paracadutisti dell'82ma divisione. Lo riportano i media americani. L'ordine di dispiegamento dovrebbe essere firmato a ore

Trump: “Abbiamo vinto questa guerra”

"Sapete, non mi piace dirlo, ma abbiamo vinto. La guerra è stata vinta. Chi sostiene il contrario fa parte delle fake news". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca

Trump: “L'Iran ci ha fatto un grande regalo su petrolio e gas”

"L'Iran ci ha fatto un grande regalo sul petrolio e il gas". Lo ha detto Donald Trump alla Casa Bianca sottolineando che Teheran vuole fare "disperatamente" un accordo

Sultano dell’Oman vede Di Maio: “Porre fine alla guerra ora”

"Sono lieto di aver incontrato oggi il Rappresentante Speciale dell'UE per il Golfo Luigi Di Maio. Condivido la profonda preoccupazione dell'Oman per il raggiungimento della pace nella regione. Qualsiasi valutazione ragionevole dei fatti porta alla chiara conclusione che gli Stati Uniti e l'Iran hanno un forte interesse comune a porre fine a questa guerra immediatamente". Lo scrive su X il Sultano dell'Oman, Badr Albusaidi

Trump: “Oggi ci hanno fatto un grande regalo su Hormuz”

Le persone iraniane con cui gli Stati Uniti stanno negoziando "hanno fatto un grosso regalo" all'amministrazione americana. Lo ha dichiarato il presidente Donald Trump parlando alla Casa Bianca. "Abbiamo a che fare con un gruppo di persone che, a mio parere, si sono dimostrate all'altezza, e il regalo che ci hanno fatto è stato molto significativo, e avevano promesso di farlo, e così è stato, e sono gli unici che avrebbero potuto farlo", ha affermato spiegando che il regalo è legato al "flusso attraverso lo Stretto" di Hormuz

Trump: “Nelle trattative con l'Iran coinvolti anche Rubio e Vance”

"Stiamo trattando con l'Iran. E le trattative coinvolgono fra gli altri anche il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente JD Vance. L'Iran vorrebbe un accordo". Lo ha detto Donald Trump

Trump: “Stiamo parlando con le persone giuste; vogliono accordo”

"Stiamo parlando con le persone giuste, e loro vogliono concludere un accordo a tutti i costi, non avete idea di quanto ci tengano". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, che ha rivendicato ancora una volta "il successo enorme ottenuto in Iran"

Axios: “Usa attendono una risposta dell'Iran su un possibile incontro”

Gli Stati Uniti e i mediatori stanno valutando la possibilità di un incontro di alto livello per la pace con l'Iran giovedì ma stanno aspettando una risposta da Teheran. Lo riporta Axios citando alcune fonti

Axios: “Per gli Usa possibili colloqui già da giovedì”

Gli Stati Uniti e un gruppo di mediatori stanno discutendo la possibilità di tenere colloqui di pace di alto livello con l'Iran già giovedì, ma sono ancora in attesa di una risposta da Teheran. Lo ha riferito Barak Ravid di Axios, citando due fonti a conoscenza della questione

Idf: “Caduto su Beirut un missile lanciato dall'Iran”

Le forze armate israeliane hanno riferito della caduta su Beirut di un missile balistico lanciato dall'Iran. E' quanto si legge in una nota dell'Idf, che cita "una valutazione" sull'accaduto e "i dati a disposizione"

Reuters: “Il gradimento per Trump è al 36%; il più basso dall’inizio del mandato”

L'indice di gradimento del presidente americano Donald Trump è sceso negli ultimi giorni al livello più basso dal suo ritorno alla Casa Bianca, penalizzato dall'aumento dei prezzi dei carburanti e dalla diffusa disapprovazione per la guerra lanciata contro l'Iran, secondo un sondaggio Reuters/Ipsos. Il sondaggio, condotto su quattro giorni e concluso ieri, mostra che il 36% degli americani approva l'operato di Trump, in calo rispetto al 40% registrato la settimana precedente. Il giudizio degli elettori è peggiorato in particolare sulla gestione del costo della vita, con l'aumento dei prezzi della benzina dopo gli attacchi coordinati di Stati Uniti e Israele contro l'Iran del 28 febbraio. Solo il 25% degli intervistati approva l'azione del presidente su questo fronte, tema centrale della sua campagna elettorale del 2024. Il sostegno all'interno del Partito repubblicano resta comunque elevato: circa un repubblicano su cinque disapprova la sua performance complessiva alla Casa Bianca, dato sostanzialmente stabile, mentre la quota di elettori repubblicani critici sulla gestione del costo della vita è salita al 34%, dal 27% della settimana precedente. All'inizio del mandato Trump godeva di un tasso di approvazione del 47% e, dall'estate scorsa, si era mantenuto attorno al 40%. Il conflitto con l'Iran sembra incidere sul calo di consenso per un presidente entrato in carica promettendo di evitare "guerre stupide". Il sondaggio rileva che il 35% degli americani approva gli attacchi statunitensi contro l'Iran, in calo dal 37% della settimana precedente, mentre il 61% li disapprova (59% in precedenza). Un sondaggio Reuters/Ipsos tra il 28 febbraio e il primo marzo mostrava un'opinione più incerta: il 27% approvava gli attacchi, il 43% li disapprovava e il 29% si dichiarava indeciso. Nelle rilevazioni più recenti non era prevista l'opzione "non so", anche se il 5% degli intervistati ha scelto di non rispondere. Non emergono segnali evidenti che il calo di popolarità di Trump stia trascinando al ribasso i candidati repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato di novembre: il 38% degli elettori registrati ritiene i repubblicani più affidabili nella gestione dell'economia, contro il 34% che preferisce i democratici

Missile su Tel Aviv, falliti vari tentativi di intercettarlo

Il missile iraniano che ha colpito stamane Tel Aviv ha eluso diversi tentativi di intercettazione da parte della difesa aerea israeliana. E' il risultato di un'indagine preliminare delle forze armate, riportata da Haaretz, secondo la quale il missile aveva una testata da 100 chilogrammi e ha colpito tra gli edifici, danneggiando 12 strutture, tra cui una gravemente e sette moderatamente. Ha inoltre innescato un incendio, mandando in fumo nove auto.
Sei le persone che hanno avuto bisogno di soccorso per inalazione di fumo e ferite riportate durante la corsa verso un rifugio, ma sono state trattate sul posto

“Il Pentagono vuole schierare altri 3.000 soldati in Medio Oriente”

Il Pentagono prevede di dispiegare 3.000 soldati della divisione di elite dell'esercito in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale l'ordine scritto per il dispiegamento è atteso a ore. Lo schieramento dell'82ma divisione, spiegano le fonti, apre a Donald Trump la possibilità di perseguire diverse opzioni strategiche

Hezbollah: “Revocare subito l’espulsione dell’ambasciatore dell’Iran”

Hezbollah ha chiesto alle autorità libanesi di "revocare immediatamente" la decisione di espellere l'ambasciatore iraniano, Mohammad Reza Raouf Sheibani. "Hezbollah invita il presidente della Repubblica e il primo ministro a chiedere al ministro degli Esteri... di revocare immediatamente questa decisione a causa delle sue pericolose ripercussioni", ha dichiarato il gruppo sciita filo-Teheran, definendo la mossa un "peccato nazionale e strategico"

Razzi sul nord di Israele, donna gravemente ferita

Tre persone sono rimaste ferite, tra cui una donna gravemente, a causa dell'impatto di un razzo vicino a Mahanayim, nel nord di Israele. Lo hanno riferito i media, citando i soccorritori. Hezbollah ha lanciato una raffica di circa 30 razzi verso la zona, secondo l'esercito. Le sirene sono risuonate anche in Galilea per sospetto attacco con droni dal Libano

Libano: “1.072 morti dall'inizio della guerra”

Il ministero della Salute libanese ha annunciato nel suo rapporto quotidiano che, a partire dal 2 marzo, gli attacchi di Israele in Libano hanno provocato 1.072 morti e 2.966 feriti. Nelle ultime 24 ore, 33 cittadini sono stati uccisi e altri 90 feriti, ha aggiunto il ministero. Lo riporta L'Orient Le Jour

Fonti: “Vance possibile capo negoziatore Usa”

Il vice presidente Usa, JD Vance, potrebbe essere il capo negoziatore americano nel caso i colloqui con l'Iran dovessero andare avanti. Lo hanno riferito fonti pakistane citate dal quotidiano britannico Guardian

Trump rilancia un post di Sharif su Pakistan possibile sede di colloqui

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rilanciato su Truth Social il messaggio pubblicato su X dal premier pakistano, Shehbaz Sharif, secondo cui Islamabad sarebbe "pronta" a ospitare colloqui per mettere fine alle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran. Se Washington e Teheran vorranno, ha spiegato Sharif, il Pakistan "è pronto, e onorato, a essere la sede per facilitare colloqui significativi e risolutivi per una definizione complessiva del conflitto in corso"

Media: “Per la prima volta un missile iraniano intercettato sul Libano”

Per la prima volta un missile iraniano è stato intercettato nello spazio aereo libanese. Lo ha riferito Reuters citando due fonti della sicurezza libanese, secondo le quali l'intercettazione è stata effettuata da una nave militare straniera

Il Regno Unito valuta l’invio di una nave per bonificare dalle mine lo Stretto di Hormuz

Il Regno Unito sta valutando l'invio di una nave nello Stretto di Hormuz per contrastare la minaccia delle mine navali da parte dell'Iran. Lo riferiscono funzionari della Difesa britannica al Times, secondo cui il piano prevede l'impiego di una unità militare della Royal Navy o di un'imbarcazione commerciale noleggiata da utilizzare per il trasporto di droni progettati per la ricerca e la distruzione degli ordigni. L'operazione si inserirebbe in una missione multinazionale con la partecipazione di Francia, Usa e altri Paesi imprecisato. Non viene chiarito dal Times se l'operazione sia prevista per la fine delle ostilità in Medio Oriente che contrappongono gli Usa e Israele all'Iran o anche prima. Nei giorni scorsi con la cosiddetta dichiarazione di Londra, che aveva visto l'Italia fra i primi sei Paesi ad aderire, 22 Stati si erano detti pronti a intervenire a garanzia dell'energia del Golfo e quindi del transito navale nello Stretto di Hormuz ma solo quando le armi avranno taciuto. "Disponiamo di capacità all'avanguardia mondiale nella caccia autonoma alle mine, oltre alle grandi prestazioni dei nostri cacciatorpediniere Type 45 e allo sviluppo del concetto di marina ibrida, che ci offre l'opportunità di proteggere lo Stretto senza mettere in pericolo il nostro personale", ha dichiarato un funzionario britannico al Times, aprendo alla possibilità che in un secondo momento più navi di Londra partecipino all'operazione in coordinamento con le flotte di altri Paesi

L’ufficio di Vance smentisce le tensioni con Netanyahu sulle violenze dei coloni

L'ufficio del vice presidente degli Stati Uniti, Jd Vance, ha smentito la notizia, riportata da alcuni media in lingua ebraica, secondo cui il numero due dell'Amministrazione Trump avrebbe avuto nei giorni scorsi un colloquio teso con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, rimproverandolo per la gestione delle violenze dei coloni in Cisgiordania. "Questa notizia è completamente falsa. Le discussioni del vice presidente negli ultimi giorni con il primo ministro hanno riguardato esclusivamente l'operazione Epic Fury. L'argomento citato nell'articolo non è stato nemmeno discusso", ha dichiarato su X la portavoce di Vance, Taylor Van Kirk. Il pezzo di Israel Hayom, smentito dalla portavoce, era uno dei diversi articoli dei media ebraici che negli ultimi giorni avevano ipotizzato frustrazione a Washington per gli attacchi quasi quotidiani dei coloni, finora rimasti largamente impuniti

L’Idf ha ucciso un quindicenne in un attacco in Libano

Un adolescente è stato ucciso e una persona è rimasta ferita durante un'operazione israeliana nel sud del Libano. Lo ha reso noto il ministero della Salute libanese. L'agenzia di stampa nazionale israeliana, che cita il Centro operativo per le emergenze sanitarie, ha dichiarato che le forze israeliane sono entrate all'alba nella città di Halta, nel distretto di Hasbaya, e hanno rapito un residente. Secondo il comunicato, l'operazione è stata condotta sotto un intenso fuoco nemico, provocando la morte di un ragazzo di 15 anni e il ferimento di un'altra persona

Bahrein, soldato degli Emirati ucciso in attacco iraniano

Il ministero della Difesa del Bahrein ha affermato che un soldato emiratino è stato ucciso nel Paese in un attacco iraniano. L'uomo è stato ucciso mentre rispondeva agli attacchi iraniani insieme alle forze bahreinite. Secondo quanto riferito, diversi membri delle forze bahreinite ed emiratine sarebbero rimasti feriti.

Reuters: “Teheran alza la posta, vuole il controllo formale di Hormuz”

L'Iran ha notevolmente irrigidito la sua posizione negoziale da quando è iniziata la guerra e se tornasse a sedere al tavolo con gli Stati Uniti pretenderebbe tra l'altro il controllo formale dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce la Reuters citando tre fonti iraniane. Dall'attacco di Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio, i Guardiani della rivoluzione hanno sempre più peso nelle decisioni e dunque se davvero vi fossero di nuovo negoziati seri, presenterebbero agli Usa una lista di richieste di peso.
Non solo Teheran chiederebbe la fine delle ostilità, ma anche garanzie contro future azioni militari, compensazioni per le perdite subite e il controllo appunto di Hormuz.
L'Iran rifiuterebbe poi di trattare su qualsiasi limitazione al proprio programma missilistico balistico, un tema che fin qui Washington ha sempre considerato una linea rossa Per il momento però non vi sono stati colloqui diretti, hanno assicurato le fonti. L'Iran ha avuto solo discussioni preliminari con Pakistan, Turchia ed Egitto per verificare se esista una base minima per trattare con gli Stati Uniti sulla fine della guerra. Fonti pakistane hanno fatto trapelare che questa settimana potrebbero tenersi a Islamabad incontri bilaterali sulla fine della guerra. Nel caso, l'Iran invierebbe il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Ma qualsiasi decisione spetterebbe in ultima istanza ai Pasdaran.

Premier del Pakistan: “Pronti a ospitare i colloqui Usa-Iran”

Il Pakistan ribadisce di essere "pronto" a ospitare colloqui per porre fine alle operazioni di Usa e Israele contro l'Iran che vanno avanti da 25 giorni, così come la 'risposta' di Teheran ai raid. Islamabad, ha scritto su X il premier Shehbaz Sharif, "accoglie con favore e sostiene pienamente il lavoro in atto per il dialogo per porre fine alla guerra in Medio Oriente, nell'interesse della pace e della stabilità nella regione e oltre". Se Usa e Iran vorranno, rimarca, il Pakistan "è pronto, e onorato, a essere la sede per facilitare colloqui significativi e risolutivi per una definizione complessiva del conflitto in corso".

Vance nega aver protestato con Netanyahu

Il vice presidente Usa, JD Vance, ha negato la notizia secondo la quale durante una telefonata avrebbe protestato con forza con il premier israeliano Benjamin Netanyahu per le crescenti violenze dei coloni contro i palestinesi in Cisgiordania. "Questa notizia è completamente falsa", ha dichiarato il suo addetto stampa, Taylor Van Kirk, citato da Haaretz. "Le discussioni tra il vicepresidente e il primo ministro della scorsa settimana si sono concentrate esclusivamente sull'operazione Epic Fury. L'argomento di questo articolo non è stato nemmeno discusso", ha aggiunto.

New York Times: “Il leader saudita bin Salman spinge Trump a proseguire la guerra”

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman starebbe spingendo il presidente americano Donald Trump a proseguire la guerra contro l'Iran, definendola una "opportunità storica" per ridisegnare gli equilibri in Medio Oriente. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari statunitensi informati sui colloqui tra i due leader, secondo cui Riad considera Teheran "una minaccia di lungo periodo che deve essere affrontata in modo risolutivo", anche fino a un possibile rovesciamento del regime.
Il principe saudita avrebbe esortato Washington a non fermarsi, sostenendo che un'offensiva incompiuta lascerebbe un Iran più aggressivo e pericoloso per i Paesi del Golfo, e si sarebbe espresso a favore di attacchi contro le infrastrutture energetiche del regime, al fine d'indebolirlo ulteriormente. Gli analisti citati dal quotidiano sottolineano però una differenza di approccio: mentre Israele potrebbe considerare un successo un Iran indebolito e paralizzato da tensioni interne, l'Arabia Saudita vede in un eventuale collasso dello Stato iraniano una minaccia diretta alla propria sicurezza.
Riad ha tuttavia smentito ufficialmente questa ricostruzione, ribadendo di sostenere "una soluzione pacifica del conflitto" e sottolineando che la priorità resta "difendere il Paese dagli attacchi iraniani".

Media: “L’Iran teme che le trattative possano essere una trappola”

L'Iran teme che le trattative per mettere fine al conflitto possano essere una trappola e puntare a uccidere Mohammad-Bagher Ghalibaf, il presidente del parlamento iraniano. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l'annuncio di Donald Trump di sospendere gli attacchi alle infrastrutture energetiche sia solo un tentativo di far calare i prezzi del petrolio prima di riprendere i raid.

Media: Vance capo dei negoziatori per gli Usa se i colloqui pace proseguiranno

Il vicepresidente statunitense JD Vance potrebbe essere il capo negoziatore degli Stati Uniti, al posto di Steve Witkoff e Jared Kushner, qualora i colloqui di pace tra Washington e l'Iran dovessero andare avanti con la mediazione del Pakistan. Lo riferiscono al Guardian citando fonti diplomatiche, secondo cui Stati Uniti e Iran potrebbero incontrarsi a Islamabad già questa settimana. La capitale del Pakistan non è ancora stata ufficialmente confermata come sede di eventuali colloqui, sui quali nessuna delle due parti ha ancora dato il proprio consenso formale.

Wall Street Journal: “Gli incontri fra gli intermediari dietro la retromarcia di Trump sull'Iran”

Una serie di incontri a porte chiuse fra i ministri degli esteri di Egitto, Turchia, Arabia Saudita e Pakistan a Riad ha aperto la strada al cambio di rotta di Donald Trump sull'Iran. L'intelligence egiziana - riporta il Wall Street Journal - è riuscita ad aprire la scorsa settimana un canale di comunicazione con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie e avanzare una proposta per una sospensione delle ostilità di cinque giorni nel tentativo creare le premesse per un cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno aperto alla via diplomatica in seguito agli sforzi degli intermediari e Trump ha annunciato che le trattative erano in corso. Nonostante questo, fra i mediatori arabi c'è scetticismo sulla possibilità che un'intesa possa essere raggiunta a breve fra Washington e Teheran visto che le posizioni sono ancora molto distanti.
Come condizione per mettere fine alla guerra, l'Iran ha chiesto che Stati Uniti e Israele si impegnino a non sferrare futuri attacchi. Teheran chiede anche un risarcimento per i danni subiti durante il conflitto. Nel corso delle trattative dei giorni scorsi, particolare attenzione è stata dedicata alla riapertura dello Stretto di Hormuz con la richiesta che sia supervisionato da un comitato neutrale. L'Iran però ha chiesto di essere pagato per il transito delle navi, così come l'Egitto fa per il Canale di Suez. Un'idea a cui l'Arabia Saudita si è opposta non essendo intenzionata a concedere a Teheran la leva maggiore nelle operazioni nello Stretto.

Teheran ferma l’export del gas verso la Turchia

L'Iran ha interrotto le esportazioni di gas naturale verso la Turchia a seguito dell'attacco israeliano della scorsa settimana contro il gigantesco giacimento di South Pars. Lo riferiscono fonti non specificate, ma citate dall'agenzia americana Bloomberg che le definisce "a conoscenza dei fatti". Secondo i dati dell'Associazione turca dei distributori di gas naturale lo scorso anno la Turchia ha importato circa il 14% del proprio fabbisogno di gas naturale dall'Iran.

Il ministro degli Esteri israeliano Sa’ar: “L’espulsione dell’ambasciatore iraniano dal Libano è giustificata”

La decisione del governo libanese di espellere l'ambasciatore iraniano nel Paese, Mohammad Reza Raouf Sheibani, è "passo giustificato e necessario nei confronti dello Stato responsabile della violazione della sovranità libanese, della sua occupazione indiretta tramite Hezbollah e del suo coinvolgimento in guerra". Lo ha affermato su X il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar.

Libano, raid israeliano a Beirut e nel sud: almeno 8 morti

I raid aerei israeliani attuati nelle ultime ore hanno causato almeno otto morti, di cui tre nella periferia di Beirut e cinque nel sud Libano. Secondo il ministero della Saluto, nell'attacco che ha colpito la località di Bchamoun, a sud-est di Beirut, è stata uccisa una bambina di quattro anni e altre quattro persone sono rimaste ferite. Bchamoun non è una roccaforte di Hezbollah, sulla carta nel mirino dell'Idf. Durante la notte, una serie di attacchi ha colpito i quartieri della periferia meridionale di Beirut, secondo quanto riportato dall'Agenzia nazionale di informazione libanese, in particolare Haret Hreik, quasi del tutto evacuato dai residenti.
La stessa fonte ha riferito di altri attacchi in diverse aree dell'est e del sud del Libano, in particolare contro alcune stazioni di servizio della compagnia al-Amana, che Israele accusa di finanziare Hezbollah. Nel sud, l'esercito israeliano ha colpito la città costiera di Tiro, uccidendo cinque persone, secondo quanto riferito dal ministero della Salute.
Contemporaneamente l'Idf ha nuovamente colpito un ponte sul fiume Litani, nell'ambito dell'operazione volta a distruggere diversi ponti che collegano alcune zone del sud di Israele al resto del Paese. Hezbollah, dal canto suo, ha rivendicato attacchi contro i soldati israeliani nel villaggio di al-Qaouzah e nel nord di Israele. Un'unità israeliana ha effettuato, inoltre, un raid nel villaggio di confine di Halta, dove i soldati "hanno perquisito diverse case e aperto il fuoco sugli abitanti", uccidendone uno e ferendone un altro.
Infine il quotidiano L'Orient Le Jour ha riferito di due morti e diversi feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito un appartamento alla periferia del campo profughi palestinese di Mieh Mieh, nel distretto di Sidone, nel sud del Libano. E' la prima volta che questo campo viene colpito in questa fase del conflitto. Un uomo, ritenuto affiliato ad Hamas, e sua moglie sono stati uccisi, mentre la loro figlia è rimasta gravemente ferita. Anche un'altra persona residente in un edificio vicino è rimasta ferita.

Comando unificato dell’Iran: “Avanti fino alla vittoria completa”

Le forze armate iraniane si batteranno fino alla vittoria completa. Lo ha assicurato il generale Ali Abdollahi Aliabadi, comandante del quartier generale unificato centrale di Khatam al-Anbiya, a quanto riporta la tv di Stato. "Le potenti Forze Armate dell'Iran sono salde, orgogliose e vittoriose nella difesa dell'integrità del Paese e proseguiranno su questa strada fino alla vittoria completa", ha dichiarato.

Il Libano espelle l’ambasciatore iraniano

Il ministero degli Esteri libanese ha ritirato le credenziali al neo ambasciatore iraniano a Beirut, Sheibani, ordinandogli di lasciare il Paese entro domenica. Lo riporta Al Jazeera. "Ho incaricato il segretario generale
del ministero degli Esteri di convocare l'incaricato d'affari iraniano in Libano per informarlo della decisione di ritirare le credenziali all'ambasciatore designato dell'Iran, Mohammad Reza Shibani, e di dichiararlo persona non grata", ha scritto su X il ministro degli Esteri di Beirut, Youssef Raggi, aggiungendo che il Libano ha chiesto al diplomatico iraniano di lasciare il Paese entro il 29 marzo.

Israele: “Assumiamo il controllo della zona di sicurezza nel sud del Libano”

Israele annuncia che assumerà il "controllo" della cosiddetta "zona di sicurezza" fino al fiume Litani in Libano, circa 30km dal confine. Lo riferisce il Guardian che cita il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. "Tutti e cinque i ponti sul Litani sono stati fatti saltare in aria, e l'Idf controllerà il resto dei ponti e la zona di sicurezza fino al Litani", aveva detto in precedenza Katz, avvertendo che "centinaia di migliaia di residenti" libanesi non potranno tornare a sud del fiume "finché non sarà garantita la sicurezza" nel nord di Israele.

Iran nomina il successore di Larijani, è Mohammad Zolghadr

Mohammad Bagher Zolghadr è stato nominato segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Lo riferiscono i media iraniani. La nomina di Zolghadr, che succede ad Alì Larijani, è stata approvata dalla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica. Ex comandante del Corpo delle Guardie della rivoluzione Islamica, attualmente era segretario del consiglio per il Discernimento delle opportunità. La scelta di Zolghadr, che ha ottenuto il benestare dall'ayatollah Mojtaba Khamenei, è stata ratificata da un decreto presidenziale, ha spiegato il portavoce del presidente Massoud Pezeshkian su X.

Reuters: “Trump vuole l'accordo con l'Iran, per Israele è improbabile”

Donald Trump sembra determinato a raggiungere un accordo con l'Iran volto a porre fine alle ostilità in Medio Oriente ma funzionari israeliani, che hanno parlato a Reuters a condizione di anonimato, hanno affermato di ritenere improbabile che l'Iran accetti le richieste degli Stati Uniti in un eventuale nuovo ciclo di negoziati, interrotti il ;;28 febbraio con l'inizio della guerra israelo-americana contro l'Iran. Lo scrive Reuters sul suo sito. È probabile che le richieste statunitensi includano limitazioni ai programmi nucleari e missilistici balistici dell'Iran.

Lavrov: “Da Usa e Israele dura aggressione militare contro Teheran”

"Dalla fine di febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno intrapreso una dura aggressione militare contro la Repubblica islamica dell'Iran. La situazione minaccia di destabilizzare non solo la regione del Golfo Persico, come è già accaduto, e non solo l'intero Medioriente, cosa che sta accadendo, ma anche il commercio globale, la sicurezza energetica, i trasporti internazionali e le comunicazioni commerciali". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, citato dall'agenzia Tass.

Vance chiama Netanyahu: "Basta con le violenze dei coloni"

L'amministrazione americana è sempre più irritata per le crescenti violenze dei coloni sui palestinesi in Cisgiordania e sulla questione intervenuto il vicepresidente JD Vance. A rivelarlo è stato Israel Hayom.
Secondo il portale, nell'ultima settimana da Washington sono partiti diversi messaggi in direzione del governo israeliano. Vance in persona ha chiamato il premier Benjamin Netanyahu e secondo il media israeliano i toni si sono alzati durante la conversazione. Gli Usa non credono alla versione israeliana che esercito e la polizia stiano effettivamente applicando la legge e neppure che gli incidenti siano sempre provocati da agitatori di sinistra.
Non è sostenibile, si spiega, che un esercito che riesce a centrare un obiettivo con un missile da una finestra non riesca a fermare dei coloni armati. Vance avrebbe chiesto che il ministro della Difesa Israel Katz intervenga pesantemente e istruisca i militari di arrestare i più violenti.

(reuters)

Media Iran: ieri raid Usa-Israele contro infrastrutture energetiche

L'Iran sostiene che attacchi statunitensi-israeliani avrebbero preso di mira ieri strutture legate al settore energetico nella provincia iraniana di Isfahan e nella città sud-occidentale di Khorramshahr "poche ore" dopo l'annuncio di Trump di rinviare per 5 giorni i raid sull'energia. Lo riportano i media iraniani, citati da Anadolu. A Isfahan, sono stati colpiti un edificio dell'amministrazione del gas naturale e una stazione di riduzione della pressione del gas, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Fars. A Khorramshahr, è stato preso di mira un gasdotto appartenente a una centrale elettrica. Non sono segnalati feriti.

Teheran: “Arrestati 466 traditori. Fomentavano panico"

Le autorità iraniane hanno arrestato negli ultimi giorni "466 elementi venduti e traditori affiliati al nemico". Lo riporta l'agenzia Tasnim. "Questi elementi erano impegnati a fomentare il panico tra la popolazione, a creare paura e ansia all'interno della società, ad alimentare un senso di insicurezza, a fare propaganda a favore del nemico, nonché a istigare e organizzare elementi che minano la sicurezza sui social media", si legge nella nota.

Casa Bianca: “La situazione sui negoziati è fluida”

La Casa Bianca ha definito "fluida" la situazione relativa ai negoziati di pace per porre fine al conflitto iraniano, dopo che il presidente Donald Trump aveva parlato di progressi "importanti" e "accordo su quasi tutti i punti principali", ed erano emerse ipotesi di Islamabad come sede dei negoziati diretti già da questa settimana. "Sono in corso discussioni diplomatiche delicate e gli Usa non negozieranno tramite la stampa - ha detto a Bbc la portavoce Karoline Leavitt - La situazione è fluida, e le speculazioni su eventuali incontri non devono essere viste come definitive fino a quando non saranno annunciate formalmente dalla Casa Bianca".

Costa (Ue): “La guerra degli Usa in Iran ha ignorato la sicurezza europea”

"Non possiamo ignorare che, per la prima volta in assoluto, gli Usa hanno scatenato una guerra in Medio Oriente, nel nostro vicinato, senza fornire alcuna informazione preventiva ai propri alleati europei né alla Nato. E, di fatto, stanno portando avanti questa azione senza curarsi delle ripercussioni sull'economia globale, sull'economia europea e sulla nostra sicurezza". Lo ha detto il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa a SciencesPo School of International Affairs. "Stiamo pagando le conseguenze, stiamo subendo un forte shock economico causato da questa guerra", ha aggiunto.

Wall Street Journal: “I Paesi del Golfo stanno valutando di unirsi alla lotta contro l'Iran”

Gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico si stanno avvicinando sempre più a unirsi alla lotta contro l'Iran, inasprendo le posizioni in seguito ai continui attacchi che hanno sconvolto le loro economie e rischiano di dare a Teheran una leva a lungo termine sullo Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal. Non si spingono ancora fino al dispiegamento aperto delle proprie forze militari nel conflitto, un limite che i governanti del Golfo speravano di non superare, sebbene la pressione stia aumentando man mano che l'Iran minaccia di esercitare una maggiore influenza sulla regione ricca di risorse energetiche.

Israele, sono 4 i feriti a Tel Aviv dopo l’attacco missilistico iraniano

E' stato rivisto a 4 il numero dei feriti nell'attacco iraniano a Tel Aviv. Lo affermano i servizi medici israeliani, spiegando di aver prestato soccorso a quattro persone sul luogo dell'impatto del missile balistico. Nessuna ha avuto bisogno di essere ricoverata in ospedale.

Attacco contro i peshmerga nel Kurdistan iracheno: 6 morti

Sei peshmerga, le forze della regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, sono stati uccisi in un attacco che ha colpito la loro base prima dell'alba nella zona di Soran, nella provincia di Erbil. E' quanto riferisce l'emittente curda Rudaw, citando fonti che parlano anche di "20-25 feriti". La tv dà inoltre notizia di un comunicato del comando locale dei Peshmerga che parla di un primo attacco con cinque missili, seguito da un secondo con un missile.

Al Jazeera: “Udite esplosioni a Baghdad”

Esplosioni sono state udite a Baghdad. Lo riferiscono i giornalisti di al Jazeera nella capitale irachena.

Iran, a Tabriz 6 morti e 9 feriti nei raid della notte

E' di almeno sei morti e nove feriti il bilancio di raid aerei che nella notte hanno colpito una zona residenziale della città iraniana di Tabriz. Lo denunciano i media locali secondo cui le operazioni hanno preso di mira un quartiere nella zona settentrionale e una piazza nell'area sudovest della città. Sui social media abitanti di Tabriz hanno riferito di aver udito forti esplosioni intorno alle 2. L'Iran non fornisce un bilancio delle operazioni avviate il 28 febbraio da Usa e Israele. Secondo Hrana, con sede negli Stati Uniti, le vittime sono più di 3.200, compresi almeno 1.400 civili.

L’Idf distrugge un altro ponte sul fiume LItani nel sud del Libano

L'Idf ha nuovamente attaccato il ponte di a-Dalafah sul fiume Litani, nel Libano meridionale, distruggendolo completamente. Lo riferiscono fonti libanesi citate dai media di Tel Aviv. L'esercito ha poi attaccato la stazione di servizio di al-Amana nella zona di a-Nabatiya.

In Iran attacchi su impianti del gas a Isfahan e Khorramshahr

Due stabilimenti di gas e un gasdotto, sono stati presi di mira da attacchi israeliani e statunitensi poche ore dopo che il presidente americano Donald Trump aveva annunciato un rinvio dei raid sulle infrastrutture energetiche. "Nell'ambito dei continui attacchi perpetrati dal nemico sionista e americano, l'edificio dell'amministrazione del gas e la stazione di regolazione della pressione del gas in via Kaveh a Isfahan sono stati presi di mira", ha affermato l'agenzia di stampa Fars.
Gli impianti nell'Iran centrale sono stati "parzialmente danneggiati", ha aggiunto Fars, l'unica testata giornalistica iraniana a riportare l'incidente.
L'agenzia ha inoltre riferito che un attacco ha colpito anche il gasdotto della centrale elettrica di Khorramshahr, nel sud-ovest del Paese.
"Un proiettile ha colpito l'area esterna alla stazione di trattamento del gasdotto di Khorramshahr", ha riportato Fars, citando il governatore della città al confine con l'Iraq.
Ieri Trump aveva parlato di colloqui in corso con Teheran e annunciato una tregua di cinque giorni sugli attacchi alle centrali elettriche della Repubblica islamica. L'improvviso cambio di rotta era avvenuto poche ore prima della scadenza dell'ultimatum al termine del quale aveva minacciato di attaccare le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse riaperto lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, i media iraniani hanno smentito che ci fossero negoziati in corso.

Israele bombarda Teheran

Dopo l'attacco missilistico iraniano, con almeno un missile con una testata da 100 chilogrammi di esplosivo che ha causato almeno 6 feriti e ingenti danni nel cuore di Tel Aviv, le forze israeliane stanno colpendo lanciatori di missili e infrastrutture nell'Iran occidentale. Lo riferiscono i media israeliani.

Fonti di Teheran: “Abbiamo ricevuto un messaggio dagli Usa tramite mediatori”

Dall'Iran affermano di aver ricevuto un “messaggio” dagli Stati Uniti, tramite i mediatori, nel mezzo delle indiscrezioni su possibili colloqui tra le parti a 25 giorni dall'avvio delle operazioni di Usa e Israele contro la Repubblica islamica, che continua a 'rispondere' ai raid. "Tramite mediatori, abbiamo ricevuto considerazioni dagli Stati Uniti e sono allo studio", ha detto a Cbs News nelle ultime ore un funzionario del ministero degli Esteri di Teheran. La rete precisa che si tratterebbe eventualmente di un passo che potrebbe preludere a colloqui.

Nuove operazioni delle forze israeliane nell’ovest dell’Iran

Nuove operazioni delle forze israeliane (Idf) contro obiettivi in Iran. A riferirne è il sito di notizie israeliano Ynet secondo cui le Idf stanno attaccando siti per il lancio di missili e altre strutture nell'ovest della Repubblica islamica dopo che sei persone sono rimaste lievemente ferite per un attacco un missile balistico lanciato dall'Iran contro Tel Aviv.

Idf lancia ordine di evacuazione nel sud del Libano

Israele ha emesso un avviso di evacuazione in diverse zone del Libano meridionale, tra cui Burj al-Shamali, Mashuk e Tiro. Lo ha annunciato il tenente colonnello Avichai Adraee, portavoce arabo dell'Idf. Lo rende noto Ynet.

Missili su Tel Aviv: sei feriti

Sei persone sono rimaste lievemente ferite a seguito dell'impatto di un missile balistico lanciato dall'Iran contro Tel Aviv. L'attacco, secondo i media israeliani, è stato condotto con un missile la cui testata era armata con bombe a grappolo: 3-4 ordigni per un totale di un centinaio di chili di esplosivo. L'impatto su una zona centrale di Tel Aviv ha causato danni estesi a edifici e veicoli. Frammenti del missile hanno colpito anche l'area di Rosh Hàayin, a est della città.

L’Iran annunciata nuova ondata missili contro Israele

L'Iran annuncia una "nuova ondata di missili" contro Israele. Lo ha riferito la televisione di stato della Repubblica islamica.

Il petrolio risale, Brent di nuovo sopra i 100 dollari al barile

Il prezzo del petrolio Brent è risalito sopra i 100 dollari al barile, all'indomani di un crollo superiore al 10% in seguito alla decisione di Donald Trump di rinviare nuovi attacchi contro l'Iran, dopo aver definito "ottimi" i colloqui con Teheran. Il Brent è salito del 2,9% a 102,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha registrato un balzo del 3,5% a 91,20 dollari.

Iran: due razzi colpiscono le infrastrutture energetiche

Due razzi hanno colpito un gasdotto presso una centrale elettrica a Khorramshahr, nel sud-ovest dell'Iran, e gli edifici amministrativi di una stazione di servizio a Isfahan, nel centro del Paese. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Fars.

Bahrein attiva sirene allarme, Kuwait cerca di abbattere missili

Il Bahrein ha attivato le sirene di allarme missilistico, mentre il Kuwait ha dichiarato che le sue difese aeree stanno cercando di abbattere i missili in arrivo.

L’Arabia Saudita abbatte almeno 19 droni in una regione petrolifera del Paese

Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato di aver abbattuto almeno 19 droni nella provincia orientale del regno, ricca di giacimenti petroliferi.

Schegge da difesa aerea in Kuwait danneggiano le linee elettriche dell’alta tensione

Sette linee elettriche ad alta tensione in Kuwait sono state danneggiate dalle schegge provenienti da operazioni di difesa aerea, causando interruzioni parziali in diverse zone. Lo riferisce il ministero dell'Energia del Kuwait. Le squadre stanno lavorando per ripristinare l'elettricità, ha aggiunto il comunicato.

Raid aereo contro le Forze di mobilitazione popolare in Iraq, ucciso il comandante

Saad Dawai al-Baiji, comandante delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf), è rimasto ucciso insieme a diverse altre persone in un attacco aereo che ha colpito il quartier generale del gruppo nella provincia occidentale di Anbar, secondo quanto riferito dal gruppo sciita in un comunicato diffuso martedì. Le Pmf, che sono formalmente sotto il controllo dell'esercito iracheno ma che in pratica operano ancora con una notevole autonomia, hanno accusato gli Stati Uniti di aver effettuato l'attacco. Da quando è iniziata la guerra con l'Iran, le postazioni delle Pmf ad Anbar e in altre parti dell'Iraq sono state oggetto di ripetuti attacchi aerei. Alcuni gruppi all'interno della coalizione hanno periodicamente lanciato attacchi con droni contro le basi che ospitano le truppe statunitensi.

Israele colpisce le infrastrutture di Hezbollah a Beirut

Una serie di raid israeliani ha colpito la periferia sud di Beirut e l'esercito israeliano ha annunciato la cattura di due membri del gruppo sostenuto dall'Iran nel sud del Libano. Un precedente attacco israeliano aveva colpito il quartiere residenziale di Hazmieh, a maggioranza cristiana, vicino a Beirut. Israele ha dichiarato di aver preso di mira un membro del braccio operativo estero delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. La diretta televisiva di AfpTv ha mostrato nuvole di fumo sopra la periferia sud della capitale e l'agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha riferito di una serie di attacchi nella zona, con aerei da guerra israeliani a bassa quota uditi sopra Beirut e dintorni. L'esercito israeliano ha anche annunciato di aver "colpito le infrastrutture di Hezbollah a Beirut" dopo aver precedentemente invitato i residenti a evacuare la periferia sud.

I jet israeliani bombardano la periferia sud di Beirut

L'esercito israeliano ha sferrato attacchi contro diversi quartieri della periferia sud di Beirut, affermando di aver preso di mira le infrastrutture di Hezbollah. Non sono stati segnalati feriti nell'immediato. Durante gli attacchi si sono uditi jet volare a bassa quota sopra la città. L'esercito aveva precedentemente rinnovato gli avvisi di evacuazione per diversi quartieri, mentre decine di migliaia di residenti avevano già abbandonato la zona. A seguito degli attacchi, si sono visti grandi incendi e colonne di fumo levarsi nei sobborghi meridionali. Secondo le autorità libanesi, gli attacchi israeliani hanno finora causato la morte di oltre 1.000 persone in Libano e lo sfollamento di circa 1 milione di altre.

Idf: nuovo attacco missilistico contro Israele

L'Iran ha lanciato nuovi missili contro Israele. Lo ha annunciato l'esercito israeliano, segnalando lanci nel nord del Paese. "Le forze di ricerca e soccorso stanno intervenendo in seguito a segnalazioni di un impatto nel nord di Israele", ha annunciato l'esercito circa 30 minuti dopo aver emesso l'allarme iniziale. Il Magen David Adom, la Croce Rossa israeliana, ha diffuso un video che mostra un edificio danneggiato e detriti sparsi sul terreno.

“Gli Usa valutano il presidente del Parlamento iraniano come potenziale leader”

L'amministrazione Trump valuta "con discrezione" il presidente del Parlamento iraniano come potenziale partner e persino futuro leader sostenuto dagli Stati Uniti dopo un accordo. Mohammad Bagher Ghalibaf, 64 anni, ha ripetutamente minacciato gli Usa e i loro alleati di ritorsioni, ma è considerato, almeno da alcuni esponenti all'interno della Casa Bianca, un partner praticabile, in grado di guidare l'Iran e negoziare con gli Usa nella prossima fase del conflitto. Lo riferiscono due funzionari dell'amministrazione Trump a Politico. "È un candidato promettente. Ma dobbiamo valutarli attentamente e non possiamo avere fretta", ha detto un funzionario precisando che non è stata ancora presa alcuna decisione.

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