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Sánchez chiude i cieli spagnoli all’aviazione americana: “È una guerra illegale”

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Madrid aveva già vietato di usare le basi americane sul suo territorio. Ora l’Europa teme ritorsioni contro la Nato
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Non soltanto il divieto dell’utilizzo delle basi Usa di Rota e Morón de la Frontera, situate in Andalusia, ma anche la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai velivoli americani impegnati nella guerra in Iran. Nonostante le minacce di ritorsioni commerciali evocate da Donald Trump, non si piega la postura di Madrid davanti alle operazioni «illegali» di Stati Uniti e Israele contro Teheran e il «no alla guerra» annunciato da Pedro Sánchez a inizio marzo si arricchisce ora di un nuovo tassello. Lo ha comunicato lo stesso presidente del governo intervenendo in Parlamento: «Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei cisterna».

Un divieto — al quale la Casa Bianca ha risposto spiegando di non aver bisogno in Iran dell’aiuto della Spagna né di alcun altro Paese — che riguarda dunque non solo i velivoli direttamente impegnati nei raid ma anche quelli di supporto, come gli aerei per il rifornimento in v…

Non soltanto il divieto dell’utilizzo delle basi Usa di Rota e Morón de la Frontera, situate in Andalusia, ma anche la chiusura dello spazio aereo spagnolo ai velivoli americani impegnati nella guerra in Iran. Nonostante le minacce di ritorsioni commerciali evocate da Donald Trump, non si piega la postura di Madrid davanti alle operazioni «illegali» di Stati Uniti e Israele contro Teheran e il «no alla guerra» annunciato da Pedro Sánchez a inizio marzo si arricchisce ora di un nuovo tassello. Lo ha comunicato lo stesso presidente del governo intervenendo in Parlamento: «Tutti i piani di volo che prevedono azioni legate all’operazione in Iran sono stati respinti. Tutti, compresi quelli degli aerei cisterna».

Un divieto — al quale la Casa Bianca ha risposto spiegando di non aver bisogno in Iran dell’aiuto della Spagna né di alcun altro Paese — che riguarda dunque non solo i velivoli direttamente impegnati nei raid ma anche quelli di supporto, come gli aerei per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi, principalmente Regno Unito e Francia, che dovranno bypassare la Spagna. Unica eccezione verrà fatta in situazioni di emergenza nelle quali potrà essere autorizzato il transito o l’atterraggio, mentre gli aerei Usa potranno continuare a utilizzare le basi nei limiti previsti dall’accordo bilaterale tra i due Paesi.

«Lo abbiamo chiarito alle forze armate Usa sin dall’inizio, non sono autorizzati né le basi né, ovviamente, l’uso dello spazio aereo spagnolo per qualsiasi azione relativa alla guerra in Iran», ha confermato la ministra della Difesa Margarita Robles. «Penso che tutti conoscano la nostra posizione verso una guerra profondamente illegale e ingiusta», ha aggiunto Robles riaffermando così la postura del governo socialista di Sánchez come quella dell’opposizione più forte in Europa al conflitto in corso in Medio Oriente. «In questo mondo in cui le decisioni sono sempre più guidate dall’impulso, dalla Spagna offriamo l’opposto: offriamo prevedibilità», ha spiegato Sánchez in una intervista al Wall Street Journal in quella che è sembrata una critica alla discontinuità dell’amministrazione Trump. «Decisioni sovrane e nazionali», fa sapere un funzionario Ue all’Ansa anche se diversi diplomatici di vari Paesi europei e Nato temono rischi di ricadute: «L’effetto collaterale è indiretto, perché potrebbe alimentare l’assalto verbale di Trump contro l’Alleanza», spiega una fonte. E il segretario di Stato Usa Marco Rubio ad Al Jazeera conferma i timori spiegando che per colpa della Spagna e altri Paesi, a fine guerra, «bisognerà rivedere i rapporti con la Nato».

Secondo una ricostruzione del quotidiano El Paìs, prima dell’attacco del 28 febbraio gli Stati Uniti avrebbero sondato il ruolo della Spagna nel dispiegamento militare Usa: inizialmente il Pentagono ha spostato quindici aerei cisterna Kc-135 nella basi di Rota e Morón con lo scopo dichiarato di fare pressione su Teheran durante i negoziati in Svizzera e Oman. Poi Washington avrebbe verificato la possibilità di schierare bombardieri B-52 e B-1 nelle basi spagnole, possibilità che è stata negata quando l’operazione in Iran si è rivelata essere, secondo Madrid, non conforme al diritto internazionale né coperta da Onu, Nato e Ue. Alla fine di febbraio i 15 aerei cisterna K-135 sono stati dirottati in Francia e Germania e poi anche in Romania, uno è caduto in Iraq causando la morte di sei militari. In passato bombardieri B-2 e B-52 hanno volato da basi spagnole soltanto per esercitazioni, sono stati utilizzati per attaccare direttamente un paese terzo soltanto una volta, nel 1991, durante la guerra del Golfo sotto il governo socialista di Felipe González.

Ora Madrid tenta di portare avanti il delicato equilibrio tra il rifiuto alla partecipazione a una guerra considerata illegale e la collaborazione alla difesa di alleati Nato e Ue come Turchia e Cipro. «I contatti con gli Usa sia a livello tecnico che politico procedono con normalità, e continueranno a farlo», ha assicurato il neo vicepresidente con delega all’Economia Carlos Cuerpo.

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