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Zelensky offre la tregua di Pasqua: “Fermiamo i raid sull’energia”

(afp)

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Il presidente ucraino per un cessate il fuoco come quello dello scorso anno. E offre una moratoria agli attacchi sulle centrali
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Un cessate il fuoco per Pasqua. A proporlo è stato ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Siamo pronti a qualsiasi compromesso, tranne che sulla nostra sovranità. I russi non saranno in grado di rafforzare nulla in due o tre giorni», ha spiegato il leader di Kiev, che più volte ha chiesto una pausa duratura nei combattimenti, trovando sempre il no di Mosca. Anche qualche ora prima di quest’annuncio si era detto disponibile a una tregua energetica, anche alla luce del fatto che gli stessi alleati gli hanno chiesto di rallentare gli attacchi al settore petrolifero russo, data la situazione economica causata dalla guerra in Iran.

E dire che l’anno scorso era stato il Cremlino a ottenere un cessate il fuoco per Pasqua – che i russi avrebbero poi più volte violato. Come reagirà Putin? Finora è stato sordo alle pur deboli pressioni Usa, ma i recenti sviluppi potrebbero spingerlo a cambiare idea. Dopo aver colpito i terminal di Ust-Luga e Primorsk, che sono responsabili del 40%…

Un cessate il fuoco per Pasqua. A proporlo è stato ieri il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: «Siamo pronti a qualsiasi compromesso, tranne che sulla nostra sovranità. I russi non saranno in grado di rafforzare nulla in due o tre giorni», ha spiegato il leader di Kiev, che più volte ha chiesto una pausa duratura nei combattimenti, trovando sempre il no di Mosca. Anche qualche ora prima di quest’annuncio si era detto disponibile a una tregua energetica, anche alla luce del fatto che gli stessi alleati gli hanno chiesto di rallentare gli attacchi al settore petrolifero russo, data la situazione economica causata dalla guerra in Iran.

E dire che l’anno scorso era stato il Cremlino a ottenere un cessate il fuoco per Pasqua – che i russi avrebbero poi più volte violato. Come reagirà Putin? Finora è stato sordo alle pur deboli pressioni Usa, ma i recenti sviluppi potrebbero spingerlo a cambiare idea. Dopo aver colpito i terminal di Ust-Luga e Primorsk, che sono responsabili del 40% dell’export di carburante russo via mare, ieri gli ucraini hanno danneggiato un impianto chimico nella regione di Samara, a Togliatti. La proposta pasquale arriva dunque in una fase in cui – nonostante l’insofferenza Usa – l’Ucraina sembra essere uscita dall’angolo.

Mosca – che ieri ha negato la possibilità di una nuova mobilitazione militare – ha rivendicato la conquista di altri villaggi nell’est, ma Kiev si gode i recenti successi e il riconoscimento politico in Medio Oriente, dove ha siglato con gli Stati del Golfo “storici” accordi di cooperazione militare. Tutto merito dell’industria che in pochi anni di guerra ha saputo sviluppare. Con i suoi sistemi anti-droni e i suoi droni stessi. Uno dei quali ha rischiato di creare un incidente con la Nato. Domenica si è infatti schiantato in Finlandia, e conteneva una testata esplosiva. Kiev si è dovuta scusare, spiegando che era stato deviato dalle interferenze elettroniche di Mosca.

I droni di Kiev sono piccoli velivoli artigianali che hanno saputo cambiare il volto del conflitto. Come ha dovuto ammettere, dopo una gaffe del suo ceo, anche la potente Rheinmetall, la maggiore industria tedesca di armamenti. Armin Papperger aveva irriso i «droni delle casalinghe ucraine», costruiti con le stampanti 3D come fossero «giochi con i mattoncini Lego»: «Questa non è innovazione», aveva detto. Ma una bufera politica ha costretto l’azienda alle scuse. Zelensky ha ironizzato: «Se ogni casalinga ucraina è in grado di costruire droni, può anche diventare ceo di Rheinmetall».

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