Donald Trump è tornato a celebrare la vittoria militare degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha annunciato di aver “distrutto” la Marina iraniana, dichiarato che “li colpiremo in maniera estremamente dura per le prossime due, tre settimane”. Ma non ha indicato, come speravano gli americani, quanto la guerra finirà. Nel suo primo discorso alla nazione da quando è cominciato il conflitto, con un messaggio durato diciannove minuti, il presidente degli Stati Uniti non ha usato il palcoscenico della Casa Bianca per attaccare gli alleati Nato e annunciare ufficialmente l’intenzione di uscire dall’alleanza, come aveva detto ore prima in un'intervista. Le parole del presidente, attese e temute, alla fine hanno prodotto un sospiro di sollievo negli alleati, anche se con Trump non si può mai essere certi di quello che potrà succedere. Il presidente ha, però, sostenuto che gli attacchi andranno avanti e che l’obiettivo - in quello che è stato il passaggio più sprezzante - “sarà riportarli all’età…
Donald Trump è tornato a celebrare la vittoria militare degli Stati Uniti in Medio Oriente, ha annunciato di aver “distrutto” la Marina iraniana, dichiarato che “li colpiremo in maniera estremamente dura per le prossime due, tre settimane”. Ma non ha indicato, come speravano gli americani, quanto la guerra finirà. Nel suo primo discorso alla nazione da quando è cominciato il conflitto, con un messaggio durato diciannove minuti, il presidente degli Stati Uniti non ha usato il palcoscenico della Casa Bianca per attaccare gli alleati Nato e annunciare ufficialmente l’intenzione di uscire dall’alleanza, come aveva detto ore prima in un'intervista. Le parole del presidente, attese e temute, alla fine hanno prodotto un sospiro di sollievo negli alleati, anche se con Trump non si può mai essere certi di quello che potrà succedere. Il presidente ha, però, sostenuto che gli attacchi andranno avanti e che l’obiettivo - in quello che è stato il passaggio più sprezzante - “sarà riportarli all’età della pietra, a cui appartengono”.
Trump ha cominciato, spiegando perché la guerra in Iran è necessaria. “Fin dall’inizio della mia campagna presidenziale nel 2015, ho detto che non avrei mai permesso all’Iran di ottenere un’arma nucleare. Questo regime ha scandito ‘morte all’America, morte a Israele’”, ha spiegato.
Trump ha ripercorso le tappe del suo approccio verso l’Iran durante il suo primo e secondo mandato, e si è soffermato sul suo ritiro dall’accordo nucleare del 2015, che l’amministrazione Obama aveva raggiunto con Teheran per limitare l’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran. Poi è tornato a celebrare la sua campagna militare. “Grazie ai progressi che abbiamo ottenuto, posso dire che siamo in grado di finire il nostro lavoro in un tempo molto, molto breve”. Nella parte in cui si è rivolto agli altri Paesi, Trump ha detto che chi riceve il petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz deve mostrare “coraggio” e “prendere il controllo” di questa importante via d’acqua. Il presidente ha affermato che Washington non permetterà che i suoi alleati in Medio Oriente vengano danneggiati.
“I Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio”, ha detto. “Prendetelo, proteggetelo, usatelo per voi stessi”. Trump ha anche ringraziato “i nostri alleati in medio Oriente, Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Bahrein”, aggiungendo: “Sono stati fantastici e non permetteremo che vengano feriti o danneggiati”. Agli americani ha chiesto pazienza, e spiegato che la guerra è un “investimento per il futuro” dell’America.