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Cina, continua la campagna anticorruzione di Xi: indagato terzo membro del Politburo

(reuters)

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Le autorità cinesi hanno avviato un'indagine nei confronti di Ma Xingrui, parte di uno dei principali organi decisionali del Pcc che riunisce esponenti della massima leadership. Negli ultimi mesi il dirigente era scomparso dalla scena pubblica e non aveva partecipato ad appuntamenti chiave
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PECHINO – Un altro membro del Politburo finisce sotto inchiesta. Le purghe di Xi Jinpingnon si fermano. È il terzo ad essere indagato dal 2022 a oggi: una situazione che all’interno dell’élite del Partito comunista cinese non si verificava dagli anni Settanta. “Ma Xingrui è stato sottoposto a indagini per sospette gravi violazioni della disciplina e della legge”, un giro di parole che qui significa corruzione, riferisce uno scarno comunicato dell’agenzia di stampa statale Xinhua.

Ma, già rimosso lo scorso luglio dalla carica di capo del Partito nella regione dello Xinjiang, aveva saltato negli ultimi mesi vari appuntamenti politici di rilievo (le Due Sessioni di marzo, ad esempio), alimentando le voci che fosse appunto stato messo sotto inchiesta. Quali siano queste “gravi violazioni” di cui si sarebbe macchiato Ma non è ancora dato sapere.

Prima di lui era toccato ad altri due membri del Politburo: He Weidong, ex vicepresidente della potente Commissione militare centrale (Cmc), sotto…

PECHINO – Un altro membro del Politburo finisce sotto inchiesta. Le purghe di Xi Jinpingnon si fermano. È il terzo ad essere indagato dal 2022 a oggi: una situazione che all’interno dell’élite del Partito comunista cinese non si verificava dagli anni Settanta. “Ma Xingrui è stato sottoposto a indagini per sospette gravi violazioni della disciplina e della legge”, un giro di parole che qui significa corruzione, riferisce uno scarno comunicato dell’agenzia di stampa statale Xinhua.

Ma, già rimosso lo scorso luglio dalla carica di capo del Partito nella regione dello Xinjiang, aveva saltato negli ultimi mesi vari appuntamenti politici di rilievo (le Due Sessioni di marzo, ad esempio), alimentando le voci che fosse appunto stato messo sotto inchiesta. Quali siano queste “gravi violazioni” di cui si sarebbe macchiato Ma non è ancora dato sapere.

Prima di lui era toccato ad altri due membri del Politburo: He Weidong, ex vicepresidente della potente Commissione militare centrale (Cmc), sotto inchiesta ed espulso dal Partito e dall’esercito lo scorso ottobre. E Zhang Youxia, altro vicepresidente della Cmc, il generale più alto in grado nella catena di comando dell’esercito, secondo solo a Xi, finito sotto indagine a gennaio di quest’anno.

Sebbene Ma non sia stato (ancora) rimosso dal Politburo, è estremamente raro che i funzionari cinesi rimangano al loro posto dopo essere stati oggetto di indagini per corruzione. Xi ha di fatto così estromesso tre membri: ciò equivale alla più ampia epurazione del Politburo in un singolo mandato dai tempi della Rivoluzione Culturale, ricordano i “pechinologi”. L'indagine su Ma segna la prima volta che il Partito ha purgato più di due membri del Politburo nello stesso mandato dall'epoca di Mao Zedong. L’organo passa dunque operativamente dai 24 membri di inizio mandato nel 2022 a 21.

Sessantasei anni, Ma ha lavorato presso la China Aerospace Science and Technology Corporation (e negli ultimi anni diversi suoi ex collaboratori nel settore aerospaziale sono finiti nella rete dell’anticorruzione), è stato vice segretario del Partito nella provincia del Guangdong, per poi andare a fare nel 2021 il capo del Partito nello Xinjiang. Lì il suo mandato coincise con le proteste seguite all'incendio di Urumqi nel 2022, propagatesi poi in tutto il Paese e che furono all’epoca la più forte manifestazione di malcontento contro il leader Xi e la gestione del Covid.

Solamente nel 2025 la campagna anti-corruzione di Xi ha coinvolto “un numero record di 65 funzionari di alto rango – dai massimi leader del Partito e del governo e dai capi dei ministeri alle autorità di regolamentazione finanziaria, ai dirigenti delle imprese statali, ai rettori delle università e agli alti ufficiali militari”, ricorda il South China Morning Post. Una campagna che ha permesso al leader cinese di consolidare la propria posizione: cacciando le mele marce effettivamente corrotte, ma pure mettendo da parte subordinati che dovevano la loro ascesa ai suoi predecessori e anche allontanando alcuni dei suoi stessi protetti. Un recente report del Center for Strategic and International Studies afferma che, solamente nelle forze armate, dal 2022 a oggi oltre 100 alti ufficiali dell’esercito “sono stati destituiti o sono scomparsi”.

Il leader cinese sta facendo pulizia in vista del Congresso del Partito del prossimo anno, per rafforzare il proprio controllo e le successive nomine. Il ricambio quinquennale delle cariche, dal basso verso l’alto, è già iniziato: un gigantesco rimpasto che culminerà appunto al 21° congresso del Partito nell’ottobre del 2027.

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