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La corsa tra Stati Uniti e Iran per trovare il pilota disperso. Colpita una nave: “È israeliana”

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Dai pasdaran una taglia da 50mila euro sull’addetto agli armamenti dell’F-15 abbattuto venerdì: “Abbiamo una nuova contraerea”. Gli americani centrano siti energetici della Repubblica islamica
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DOHA – Salvate il soldato X - l’ignoto aviatore americano precipitato venerdì con il suo caccia in Iran e ancora non individuato né dai suoi commilitoni né dai nemici - anche per salvare Donald Trump. Il presidente Usa, conscio del fatto che l’eventuale cattura del militare da parte degli iraniani avrebbe un effetto deleterio sull’opinione pubblica americana, ieri ha preferito glissare sul tema, minacciando invece di «scatenare l’inferno» sugli impianti energetici di Teheran se entro 48 ore non accetterà un negoziato o non permetterà il libero transito nello Stretto di Hormuz.

Ma al di là degli ennesimi scambi di minacce, le ricerche per l’aviatore considerato disperso - a bordo dell’F-15E caduto venerdì e che gli iraniani sostengono di aver abbattuto, c’erano il pilota, che è stato recuperato il giorno stesso, mentre manca l’addetto agli armamenti - continuano serrate da una parte e dall’altra. Nelle province meridionali di Kohgiluyeh and Boyer-Ahmad, l’area in cui è caduto il c…

DOHA – Salvate il soldato X - l’ignoto aviatore americano precipitato venerdì con il suo caccia in Iran e ancora non individuato né dai suoi commilitoni né dai nemici - anche per salvare Donald Trump. Il presidente Usa, conscio del fatto che l’eventuale cattura del militare da parte degli iraniani avrebbe un effetto deleterio sull’opinione pubblica americana, ieri ha preferito glissare sul tema, minacciando invece di «scatenare l’inferno» sugli impianti energetici di Teheran se entro 48 ore non accetterà un negoziato o non permetterà il libero transito nello Stretto di Hormuz.

Ma al di là degli ennesimi scambi di minacce, le ricerche per l’aviatore considerato disperso - a bordo dell’F-15E caduto venerdì e che gli iraniani sostengono di aver abbattuto, c’erano il pilota, che è stato recuperato il giorno stesso, mentre manca l’addetto agli armamenti - continuano serrate da una parte e dall’altra. Nelle province meridionali di Kohgiluyeh and Boyer-Ahmad, l’area in cui è caduto il caccia, è stata offerta una taglia equivalente a poco più di 50 mila euro a chi dovesse trovare l’aviatore americano; dall’altra parte l’aviazione Usa continua le ricerche. Ricerche ad alto rischio, che già venerdì avevano visto colpiti sia l’elicottero che trasportava il pilota salvato, sia un A-10 Thunderbolt, un areo usato per le ricognizioni a bassa quota, che è precipitato mentre il suo pilota è stato recuperato. «Abbiamo un nuovo sistema di contraerea, presto riprenderemo il controllo dei nostri cieli», hanno dichiarato i pasdaran mentre a Teheran i fedelissimi del regime festeggiavano la notizia del jet abbattuto.

La minaccia degli Usa di bombardare gli impianti energetici iraniani se entro domani non ci sarà la riapertura di Hormuz si è già in qualche modo concretizzata ieri, quando un nuovo attacco alla centrale nucleare di Busbehr, nella parte sudoccidentale del Paese, ha ucciso una persona. Le autorità iraniane ne hanno attribuito la responsabilità a forze americane e israeliane. Sempre ieri attacchi a un complesso petrolchimico nella stessa area dell’Iran hanno ucciso cinque persone e ne hanno ferite 170. Questa volta non è solo Teheran ad accusare, ma lo stesso premier israeliano Benjamin Netanyahu che rivendica i bombardamenti: «Vi avevo promesso che avremmo continuato a schiacciare il regime terroristico di Teheran, ed è ciò che stiamo facendo».

Sul fronte dell’energia, intanto, mentre l’Iraq annuncia la chiusura totale del suo gasdotto con l’Iran, quest’ultimo autorizza il transito delle petroliere irachene nello Stretto di Hormuz, in nome della comune lotta contro gli Usa. Un’altra nave la portacontainer Msc Ishyka, gestita dalla società dell’armatore italo-svizzero Gianluigi Aponte è stata invece colpita dai Pasdaran sempre nello Stretto di Hormuz.

Ad agitare le acque, anche in senso letterale, c’è infine un post di Mohammad Bagher Ghalibaf, speaker del parlamento iraniano, che si chiede in modo criptico quanta parte del commercio mondiale, non solo petrolio, passi dallo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden. Con la presenza degli Houthi in Yemen - che ieri hanno ripreso a sparare missili diretti contro Israele - il rischio di un ulteriore blocco alla navigazione si fa concreto.

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