La missione della leader dell’opposizione di Taiwan in Cina: “Fare di tutto per impedire la guerra”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Una “missione di pace”, come l’ha definita lei stessa. È atterrata a Shanghai e poi subito in treno direzione Nanchino, per la prima tappa di questa storica visita in Cina. Un viaggio che la porterà infine nei prossimi giorni a Pechino, dove nella capitale si attende l’incontro con Xi Jinping (probabilmente venerdì). Cheng Li-wun, la leader del Kuomintang (Kmt), il partito che a Taiwan è all’opposizione - quello che è più incline al dialogo con Pechino, e quello che Pechino corteggia - ha una missione delicata. È la prima volta in dieci anni che un leader in carica del Kmt viene in visita qui in Cina. Una visita che arriva, inoltre, a poco più di un mese da quella che Donald Trump farà qui a metà maggio. Il tempismo dell’invito del leader comunista Xi a Cheng non è affatto casuale.
“Possiamo trasformare il luogo più pericoloso del mondo nel luogo più sicuro del mondo”, ha detto Cheng a…
PECHINO - Una “missione di pace”, come l’ha definita lei stessa. È atterrata a Shanghai e poi subito in treno direzione Nanchino, per la prima tappa di questa storica visita in Cina. Un viaggio che la porterà infine nei prossimi giorni a Pechino, dove nella capitale si attende l’incontro con Xi Jinping (probabilmente venerdì). Cheng Li-wun, la leader del Kuomintang (Kmt), il partito che a Taiwan è all’opposizione - quello che è più incline al dialogo con Pechino, e quello che Pechino corteggia - ha una missione delicata. È la prima volta in dieci anni che un leader in carica del Kmt viene in visita qui in Cina. Una visita che arriva, inoltre, a poco più di un mese da quella che Donald Trump farà qui a metà maggio. Il tempismo dell’invito del leader comunista Xi a Cheng non è affatto casuale.
“Possiamo trasformare il luogo più pericoloso del mondo nel luogo più sicuro del mondo”, ha detto Cheng ai cronisti a Taipei prima di partire, riferendosi all’isola di Taiwan. “Dobbiamo fare tutto il possibile per impedire lo scoppio di una guerra. Le due parti (Taipei e Pechino, ndr) devono, passo dopo passo, rafforzare la buona volontà e approfondire la fiducia reciproca”, ha aggiunto. Eletta alla guida del Kuomintang alla fine dello scorso anno, l’obiettivo di Cheng, considerata da alcuni nel suo stesso partito troppo filo-cinese, è quello di allentare le tensioni e rilanciare il dialogo tra le due sponde dello Stretto. Pechino incontra regolarmente membri del Kmt, mentre il dialogo con il partito democratico-progressista (Dpp) al potere si è interrotto nel 2016.
“Pechino punta a un incontro cordiale con l'opposizione taiwanese per indebolire le argomentazioni a favore della cooperazione in materia di difesa tra Stati Uniti e Taiwan”, spiega a Repubblica, da Taipei, Wen-Ti Sung, politologo dell’Atlantic Council. In una telefonata di febbraio, Xi disse a Trump che gli Stati Uniti “devono gestire con cautela le vendite di armi a Taiwan”. “Il successo della visita del Kmt potrebbe aiutare Pechino a mettere in secondo piano la scomoda questione delle tensioni nello Stretto di Taiwan, compresa la vendita di armi, durante il vertice Trump-Xi. E trasformare il vertice di metà maggio in un incontro commerciale incentrato sulla conclusione di accordi economici piuttosto che in un evento geopolitico dedicato alla gestione di questioni spinose relative alla competizione strategica e alla deterrenza”, continua il politologo. I cinesi useranno l’incontro con Cheng per dire agli americani che Pechino è sempre aperta al dialogo, che vuole ancora risolvere la questione taiwanese con mezzi politici piuttosto che militari, e che dunque gli americani non devono fare di Taiwan un problema così grande, è il ragionamento dell’esperto.
Dal punto di vista del Kuomintang, “vuole dimostrare di essere l'unico partito taiwanese ad avere un filo diretto con Pechino”, spiega ancora Wen-Ti Sung. Se Cheng riuscirà ad ottenere un “incontro cordiale con Xi (Pechino non ha ancora confermato, ndr), il Kmt potrà sfruttare l'occasione per sostenere che il dialogo è più efficace della deterrenza. Potrà giustificare un taglio significativo alle proposte di bilancio della difesa taiwanese per finanziare l'acquisto di armi statunitensi e altri investimenti nelle difese di Taiwan”.
Cheng deve fare i conti, però, anche con il proprio partito. “Il Kmt è sempre stato diviso tra l’ala più vicina agli Stati Uniti e quella più vicina alla Cina. L’incontro con Xi potrebbe far pendere l'equilibrio interno del Kmt a favore delle voci filo-cinesi, ma rischierebbe anche di compromettere le prospettive elettorali alle elezioni locali di Taiwan alla fine di quest'anno, data l'apatia degli elettori nei confronti di Pechino. Un successo politico di Cheng significa un Kmt più strettamente legato a Pechino, il che significa un Kmt impopolare dal punto di vista elettorale”, conclude il politologo.
Da quando, alla fine del 2025, il governo ha sottoposto all’approvazione del Parlamento taiwanese una dotazione di 40 miliardi di dollari (34,6 miliardi di euro) di spese militari su otto anni, il bilancio della difesa è oggetto di un acceso dibattito. Il Kuomintang, che è all’opposizione ma ha una fragile maggioranza in Parlamento, è quindi corteggiato sia da Washington, che vorrebbe vedere approvate queste misure, sia da Pechino, che spera invece di limitarle. Cheng ribadisce il proprio sostegno a una difesa forte di Taiwan, affermando al contempo che l'isola non deve scegliere tra Pechino e Washington.