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Istanbul, spari al consolato di Israele: ucciso un aggressore, feriti gli altri due

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Gli assalitori sarebbero arrivati indossando delle mimetiche. Coinvolti anche due agenti della polizia. Il palazzo era vuoto: il personale diplomatico ha lasciato la città dopo lo scontro tra Ankara e Israele sulla guerra a Gaza
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GERUSALEMME – Un gruppo di fuoco probabilmente legato allo Stato islamico, anche se le autorità turche ufficialmente si limitano a definirlo «un’organizzazione che sfrutta la religione», ha preso d’assalto oggi a Istanbul il palazzo che ospita gli uffici ora deserti del consolato israeliano, chiusi per la crisi diplomatica tra Turchia e Israele esplosa nel 2023, per via della guerra a Gaza.

Le immagini registrate da diverse telecamere fisse in una zona molto frequentata di Istanbul - tra i grattacieli di Levent, quartiere direzionale di uffici - mostrano uno degli assalitori che spara con un fucile da assalto mentre si nasconde dietro un autobus: colpisce un agente che cade a terra e poi rotola fino a ripararsi dietro un albero. Mentre le auto transitano nella strada a grande scorrimento che corre accanto, decine di uomini della sicurezza turca sparano contro i terroristi.

Sono le 12.15, ora di pranzo, con i bar della zona affollati di impiegati. I tre assalitori sparano con ar…

GERUSALEMME – Un gruppo di fuoco probabilmente legato allo Stato islamico, anche se le autorità turche ufficialmente si limitano a definirlo «un’organizzazione che sfrutta la religione», ha preso d’assalto oggi a Istanbul il palazzo che ospita gli uffici ora deserti del consolato israeliano, chiusi per la crisi diplomatica tra Turchia e Israele esplosa nel 2023, per via della guerra a Gaza.

Le immagini registrate da diverse telecamere fisse in una zona molto frequentata di Istanbul - tra i grattacieli di Levent, quartiere direzionale di uffici - mostrano uno degli assalitori che spara con un fucile da assalto mentre si nasconde dietro un autobus: colpisce un agente che cade a terra e poi rotola fino a ripararsi dietro un albero. Mentre le auto transitano nella strada a grande scorrimento che corre accanto, decine di uomini della sicurezza turca sparano contro i terroristi.

Sono le 12.15, ora di pranzo, con i bar della zona affollati di impiegati. I tre assalitori sparano con armi automatiche, due poliziotti vengono feriti in modo non grave a una gamba e all’orecchio. Uno dei terroristi cade crivellato, gli altri due vengono arrestati: sono i fratelli Onur ed Enes C., arrivati con un’auto noleggiata a Izmit. Il primo ha precedenti per droga. La polizia li sta interrogando.

L’attacco non è stato rivendicato e non è stato dunque ufficialmente dichiarato l’obiettivo. Tutti gli indizi puntano però sulla presenza degli uffici del consolato israeliano, abbandonato ma davanti al quale sostano comunque in permanenza agenti della sicurezza. Le relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono congelate, i rapporti pessimi: la Turchia ha ospitato i leader di Hamas, e il presidente Erdogan ha paragonato Israele alla Germania nazista. Oggi tuttavia Erdogan ha condannato l’attacco definendolo un atto terroristico «ignobile», e il ministero degli Esteri israeliano ha ringraziato Ankara per la risposta immediata. Secondo i media turchi, i tre potrebbero appartenere alla cellula dell’Isis che a dicembre ha attaccato la polizia a Yalova uccidendo tre agenti e ferendone nove. Dopo quell’attacco la polizia turca aveva arrestato 125 sospetti.

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