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Trump: “Meno soldati in Europa”. E Rutte elogia la sua leadership

(afp)

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Il presidente Usa torna a minacciare di uscire dalla Nato mentre il segretario generale prova a blandirlo e promette aiuto nel Golfo
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BRUXELLES – Lo scontro tra Donald Trump e l’Europa non ha fine. Il presidente americano non solo torna a minacciare l’uscita degli Usa dalla Nato ma in via preliminare avverte gli alleati che potrebbe ritirare alcune delle truppe statunitensi di stanza nel vecchio Continente. Una scelta che sarebbe comunque dirompente, sia dal punto di vista della difesa sia da quello economico. Un potenziale vero shock. Senza trascurare che la selezione dei contingenti da trasferire altrove sarebbe basata su un criterio esclusivamente politico: Paesi considerati “amici” e quelli “nemici”. Lasciando ossia scoperti chi, a giudizio del tycoon, non si è comportato bene con lui.

La visita di ieri del Segretario Generale della Nato Mark Rutte a Washington assume allora tutto un altro significato. Il capo dell’Organizzazione sembra averlo capito e ha cercato in tutti i modi di ridimensionare la lite tra le due sponde dell’Atlantico. Al punto di ritornare sulla sua gaffe per aver chiamato Trump «paparin…

BRUXELLES – Lo scontro tra Donald Trump e l’Europa non ha fine. Il presidente americano non solo torna a minacciare l’uscita degli Usa dalla Nato ma in via preliminare avverte gli alleati che potrebbe ritirare alcune delle truppe statunitensi di stanza nel vecchio Continente. Una scelta che sarebbe comunque dirompente, sia dal punto di vista della difesa sia da quello economico. Un potenziale vero shock. Senza trascurare che la selezione dei contingenti da trasferire altrove sarebbe basata su un criterio esclusivamente politico: Paesi considerati “amici” e quelli “nemici”. Lasciando ossia scoperti chi, a giudizio del tycoon, non si è comportato bene con lui.

La visita di ieri del Segretario Generale della Nato Mark Rutte a Washington assume allora tutto un altro significato. Il capo dell’Organizzazione sembra averlo capito e ha cercato in tutti i modi di ridimensionare la lite tra le due sponde dell’Atlantico. Al punto di ritornare sulla sua gaffe per aver chiamato Trump «paparino»: solo un «errore - spiega - commesso da un non madrelingua. Ma so che quella parola mi rimarrà attaccata per tutta la vita».

E allora, «plaudendo alla leadership di Donald», nello stesso tempo non ha escluso il coinvolgimento della Nato nello Stretto di Hormuz esattamente come reclama “The Donald”. Anche se dagli alleati non è certo arrivato un segnale analogo, ha tentato di rassicurare la Casa Bianca sull’impegno in tempi brevi degli europei. Il presidente americano, ha però rivelato Rutte, ha ribadito l’idea di uscire dall’Organizzazione atlantica: «Era deluso ieri, ma abbiamo avuto una discussione franca e aperta, da amici».

Quindi, proprio perché il leader della Casa Bianca invoca una partecipazione europea nello Stretto di Hormuz, il segretario generale della Nato ricorre a una formula ambigua per non contraddirlo: «Ovviamente sarà presente, non c’è alcun motivo per cui non possa essere utile. Naturalmente, lo faremo se sarà d’aiuto». Per questo auspica che la coalizione dei 35 Paesi pronti a muoversi possa «iniziare a fare una pianificazione dettagliata di questa missione».

Dopo un colpo al cerchio, ecco quello alla botte. «Permettetemi di essere chiaro – è la premessa -: questa Alleanza non sta “fischiettando mentre passa accanto al cimitero”, come si suol dire. Gli alleati, nonostante un ritardo iniziale perché alcuni sono stati un po’ lenti, ora stanno fornendo un sostegno massiccio. Quasi senza eccezioni, stanno facendo tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono».

«L’Europa - ha aggiunto - si sta assumendo una quota maggiore e più equa del compito di provvedere alla propria difesa convenzionale. Si tratta di un passaggio da una malsana codipendenza a un’alleanza transatlantica fondata su un vero partenariato».

L’Ue, però, non accetta le critiche Usa. «Se pensiamo alla difesa aerea e a tutto ciò che stiamo effettivamente facendo per questa regione - ha detto l’Alta Rappresentante per la Politica estera Ue, Kaja Kallas - penso che sia davvero ingiusto» sostenere che gli europei non abbiano aiutato. E lunedì si terrà una riunione straordinaria della Commissione europea proprio per fare il punto sul conflitto in Medio Oriente e sulle sue conseguenze.

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