BRUXELLES – «Il vento è cambiato», i cittadini hanno iniziato a capire «il populismo illiberale non risolve i problemi». Il voto in Ungheria lo ha dimostrato. Come sta dimostrando che Donald Trump «è pazzo». Daniel Conh Bendit, storico leader del Sessantotto francese e poi al vertice dei Verdi europei, non ha dubbi. La sconfitta di Viktor Orbán segna un’inversione di tendenza che le forze democratiche, di centro e di sinistra, devono cogliere in tutta Europa alleandosi contro i sovranisti. «Orbán ha perso con la sua stessa legge elettorale. Che da un premio a chi è più forte. Ma stavolta è stata l’opposizione ad essere più forte. È una lezione. E io l’avevo previsto».
In base a cosa l’aveva previsto?
«Per i sondaggi. E perché il vento è cambiato. Orbán e quelli come lui non funzionano più. Magyar è stato molto intelligente. Non è un uomo di sinistra, ma è un democratico. È un conservatore moderno, favorevole a una democrazia liberale».
Ma perché è cambiato il vento?
«Perché il populis…
BRUXELLES – «Il vento è cambiato», i cittadini hanno iniziato a capire «il populismo illiberale non risolve i problemi». Il voto in Ungheria lo ha dimostrato. Come sta dimostrando che Donald Trump «è pazzo». Daniel Conh Bendit, storico leader del Sessantotto francese e poi al vertice dei Verdi europei, non ha dubbi. La sconfitta di Viktor Orbán segna un’inversione di tendenza che le forze democratiche, di centro e di sinistra, devono cogliere in tutta Europa alleandosi contro i sovranisti. «Orbán ha perso con la sua stessa legge elettorale. Che da un premio a chi è più forte. Ma stavolta è stata l’opposizione ad essere più forte. È una lezione. E io l’avevo previsto».
In base a cosa l’aveva previsto?
«Per i sondaggi. E perché il vento è cambiato. Orbán e quelli come lui non funzionano più. Magyar è stato molto intelligente. Non è un uomo di sinistra, ma è un democratico. È un conservatore moderno, favorevole a una democrazia liberale».
Ma perché è cambiato il vento?
«Perché il populismo non funziona più. Avete visto anche in Italia, Meloni ha perso il referendum. C’è un vento complessivo contro i populisti. Magari non contro la destra, ma contro i populisti».
In che senso?
«I democristiani tedeschi sono di centrodestra ma non populisti. Vedremo invece che anche Benjamin Netanyahu perderà le elezioni. E Trump il voto di midterm. L’unico problema saranno le elezioni regionali in Germania a settembre. E poi ci sono anche cose veramente inspiegabili».
Quali?
«Vance e Trump sapevano che Orbán avrebbe perso e sono andati a sostenerlo comunque. Sono matti».
Ci saranno anche altri motivi.
«Trump tante volte si muove senza una ragione. Ha una ragione quel che sta facendo in Iran? A me non sembra».
È lui è la causa per cui il vento è cambiato?
«Certo. Pensate a quanti giovani sono andati a votare in Italia e in Ungheria. Meloni, Le Pen sono percepiti come alleati di Trump e del populismo illiberale».
Però resta l’interrogativo: perché il populismo prima vinceva e ora perde?
«I partiti della democrazia liberale negli ultimi 10-15 anni non sono stati capaci di dare una risposta profonda ai problemi della società. I populisti hanno detto: noi possiamo risolvere i vostri problemi. Magari con una melodia un po’ razzista, con il sovranismo nazionalista. Dopo dieci anni i cittadini hanno iniziato a capire che non è così. Quando hanno visto che addirittura erano alleati di Putin, hanno cominciato a pensare che era troppo».
Nello stesso tempo lei però sostiene che l’offerta a cui si rivolgono gli elettori non è quella di sinistra bensì quella moderata. Una proposta antipopulista, europeista ma rassicurante.
«È così. Nei momenti di cambiamento bisogna rassicurare. In Ungheria la sinistra è andata con Magyar. Per battere Orbán doveva farlo. In questo momento il centro e la sinistra devono andare insieme. Poi, dopo, si vedrà anche in Ungheria come sviluppare la società. E lo stesso vale per la Francia».
Intende dire, per battere il lepenismo?
«Sì. Al secondo turno, se al ballottaggio andrà la destra repubblicana - e io penso che il candidato sarà Edouard Philippe - la sinistra dovrà sostenerlo. Dopo di che la sinistra dovrà ritrovare una narrativa moderna, sociale, ecologista ma non con le parole d’ordine di 20 anni fa».
Melenchon quindi non va bene?
«Ma quello è un fascista rosso, antisemita. Vuole un populismo autoritario di sinistra».
Anche in Italia, secondo lei, sarebbe opportuna questa alleanza tra centro e sinistra?
«So che è complicato ma M5S, sinistra e sinistra radicale devono trovare il modo di andare alle elezioni insieme».
Non pensa che il futuro della democrazia europea dipenda anche dalla permanenza al potere di Trump?
«Trump è finito. Bisogna solo capire come agire nei prossimi due anni e mezzo. Il presidente americano è ormai l’esempio di un populismo irrazionale e di un infantilismo politico».
Lei prima ha detto che il presidente Usa è pazzo. Lo dimostrano anche i suoi giudizi sul Papa?
«È matto. Io non sono cattolico, ma quel che ha detto non ha senso».
L’Unione europea come deve comportarsi dinanzi a questo vento nuovo?
«Deve dimostrare che la democrazia liberale funziona ancora. Non c’è più lo scontro tra fascismo e antifascismo ma tra populismo illiberale e democrazia liberale».