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Vance: “Vaticano si occupi di morale”. Papa Leone: “Dio non sta con i prepotenti”

(ansa)
Il vicepresidente Usa, cattolico, difende apertamente Trump e critica il Pontefice. Che mette in guardia dal rischio della tirannia
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Il vicepresidente degli Stati Uniti, il cattolico J.D. Vance, rilancia le critiche formulate dal presidente Donald Trump nei confronti di papa Leone XIV, sostenendo che il Vaticano dovrebbe “attenersi alle questioni morali”. Il Pontefice nel suo secondo giorno in Africa visita, oggi, Ippona, la città algerina dove nacque Sant’Agostino.

"Si occupi di morale”

Intervistato nel programma televisivo Special Report with Bret Baier di Fox News, Vance ha commentato, in particolare, il passaggio in cui Trump, sul suo social Truth, ha scritto che “Leone dovrebbe rimettersi in carreggiata come Papa, usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”.

“Io penso che il presidente ha le prerogative di stabilire la politica estera americana”, ha detto il vicepresidente Usa, “ha le prerogative di stabilire la politica migratoria americana, deve occuparsi degli interessi degli Stati Uniti d’America e questo inevitabilmente signi…

Il vicepresidente degli Stati Uniti, il cattolico J.D. Vance, rilancia le critiche formulate dal presidente Donald Trump nei confronti di papa Leone XIV, sostenendo che il Vaticano dovrebbe “attenersi alle questioni morali”. Il Pontefice nel suo secondo giorno in Africa visita, oggi, Ippona, la città algerina dove nacque Sant’Agostino.

"Si occupi di morale”

Intervistato nel programma televisivo Special Report with Bret Baier di Fox News, Vance ha commentato, in particolare, il passaggio in cui Trump, sul suo social Truth, ha scritto che “Leone dovrebbe rimettersi in carreggiata come Papa, usare il buon senso, smettere di compiacere la sinistra radicale e concentrarsi sull’essere un grande Papa, non un politico”.

“Io penso che il presidente ha le prerogative di stabilire la politica estera americana”, ha detto il vicepresidente Usa, “ha le prerogative di stabilire la politica migratoria americana, deve occuparsi degli interessi degli Stati Uniti d’America e questo inevitabilmente significa che quando il Vaticano commenta su questioni che riguardano le politiche ovviamente a volte ci sarà accordo e a volte ci sarà disaccordo, penso che sia una cosa ragionevole e non sia una gran notizia, ma sicuramente”, ha proseguito Vance, “penso che in alcuni casi sarebbe meglio che il Vaticano si attenesse a questioni morali, che si occupasse di quello che succede nella Chiesa cattolica, e lasciare che il presidente degli Stati Uniti si attenga a stabilire le politiche: ma quando sono in conflitto, sono in conflitto, non ne sono troppo preoccupato, penso che sia una cosa naturale e sono sicuro che succederà in futuro e che non è un gran problema che sia successo in passato”.

"Se ne occupa”

Su X il gesuita statunitense James Martin ha commentato: “‘In alcuni casi, sarebbe meglio per il Vaticano attenersi a questioni di moralità’: in altre parole, esattamente ciò che sta facendo Papa Leone: esprimersi su questioni di moralità, come la guerra e la pace, e la cura per i poveri, gli affamati e i migranti. Queste sono questioni fondamentalmente morali”.

“Il cuore di Dio con i piccoli”

"Il cuore di Dio è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”, ha detto oggi il Papa lodando quanto si fa invece nella Casa di accoglienza per anziani delle Piccole Sorelle dei Poveri ad Annaba, in Algeria. “Ma il cuore del nostro Padre non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi: il cuore di Dio è con i piccoli e gli umili, e con loro porta avanti il suo Regno d'amore e di pace, giorno per giorno".

Potere, forza e saggezza

In un messaggio che ha inviato ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che si svolge in Vaticano da oggi a giovedì, intanto, intitolata “Gli usi del potere: legittimità, democrazia e la riscrittura dell'ordine internazionale”, il Papa scrive che “la dottrina sociale cattolica considera il potere non come fine a se stesso, ma come mezzo orientato al bene comune. Ciò implica che la legittimità dell'autorità non dipende dall'accumulo di forza economica o tecnologica, ma dalla saggezza e dalla virtù con cui essa viene esercitata”.

Senza morale il rischio tirannia

Quanto alla democrazia, “lungi dall'essere una mera procedura”, essa “riconosce la dignità di ogni persona e chiama ogni cittadino a partecipare responsabilmente al perseguimento del bene comune”. La democrazia, tuttavia, “rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana. In mancanza di questo fondamento, rischia di trasformarsi in una tirannia maggioritaria o in una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche. Gli stessi principi”, prosegue il Papa, “che guidano l'esercizio dell'autorità all'interno delle nazioni devono ugualmente informare l'ordine internazionale – una verità particolarmente importante da ricordare in un momento in cui rivalità strategiche e alleanze mutevoli stanno rimodellando le relazioni globali. Occorre ricordare che un ordine internazionale giusto e stabile non può scaturire dal mero equilibrio di potere o da una logica puramente tecnocratica. La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare nelle mani di pochi minaccia sia la partecipazione democratica dei popoli sia la concordia internazionale”.

Il viaggio in Algeria

Il Papa intanto è in Algeria, dove, primo pontefice della storia a visitare il Paese del Maghreb, è giunto ieri, prima tappa di un viaggio di undici giorni in Africa che lo porterà, nei prossimi giorni, in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Da priore degli agostiniani, Prevost è già stato due volte in Algeria. Oggi alle 9.20 (ora locale, le 10.20 in Italia) il Papa è salito sull'aereo ad Algeri per trasferirsi ad Annaba, l’antica Ippona, a oltre 400 chilometri dalla capitale. L'arrivo è previsto alle 10.30 (le 11.30 a Roma) e come prima tappa ci sarà la visita al sito archeologico.Quindi si recherà presso la Casa di accoglienza delle Piccole Sorelle dei Poveri, che è una struttura situata sulla collina di Annaba, detta Lala Bouna, a fianco alla basilica di Sant'Agostino, ed è dedita all'accoglienza e all'assistenza di anziani bisognosi o senza famiglia, inclusi i musulmani. Qui papa Leone pronuncerà un saluto, il primo discorso della giornata. Alle 12.10 (le 13.10 italiane) incontrerà privatamente la comunità degli Agostiniani. Il secondo e ultimo evento pubblico della giornata sarà la messa alle 15.30 (ora locale, 16.30 in Italia) presso la basilica di Sant'Agostino. Non si tratta solo di un edificio di culto, ma un vero e proprio luogo di incontro: ogni anno oltre 18.000 pellegrini la raggiungono, compresi musulmani ed ebrei.

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