ROMA – «Sono pronto ad andare in Iran per lanciare da una zona sicura l’ultimo assalto al regime»: è questo il messaggio di Reza Pahlavi nella prima visita in Italia dall’indomani della repressione di gennaio. Figlio del deposto scià, leader di un’opposizione agli ayatollah che punta a guidare la transizione chiede all’Europa di «sostenere la nostra liberazione nazionale come avete fatto con Wale…