Trump all’attacco di Meloni: “Io scioccato, non ci aiuta. Mi sono sbagliato su di lei”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliLa presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il presidente americano Donald Trump
(agf)WASHINGTON – La rottura consumata fra il presidente americano Trump e l’Italia è ormai completa, e colpisce tanto il governo di Roma guidato da Giorgia Meloni, quanto la Santa Sede di papa Leone. Infatti anche il vice Vance, cattolico osservante, ha smesso il silenzio sulle critiche del pontefice per l’intervento in Iran, sollecitandolo ad occuparsi di «questioni morali», come se la guerra non toccasse anche questa dimensione. Trump è per natura volubile e domani potrebbe cambiare posizione, ma il rapporto sembra compromesso, anche perché a divergere non sono solo gli interessi geopolitici, ma anche quelli economici, se è vera la previsione fatta dal Fondo monetario internazionale, che prospetta il rischio della recessione per l’Italia se nel Golfo Persico si realizzerà lo scenario più grave.
Qualche settimane fa l’ex consigliere Steve Bannon, in un’intervista con il nostro giornale, aveva anticipato la fine della luna di miele con la premier, commentando così la sua decisione di non …
WASHINGTON – La rottura consumata fra il presidente americano Trump e l’Italia è ormai completa, e colpisce tanto il governo di Roma guidato da Giorgia Meloni, quanto la Santa Sede di papa Leone. Infatti anche il vice Vance, cattolico osservante, ha smesso il silenzio sulle critiche del pontefice per l’intervento in Iran, sollecitandolo ad occuparsi di «questioni morali», come se la guerra non toccasse anche questa dimensione. Trump è per natura volubile e domani potrebbe cambiare posizione, ma il rapporto sembra compromesso, anche perché a divergere non sono solo gli interessi geopolitici, ma anche quelli economici, se è vera la previsione fatta dal Fondo monetario internazionale, che prospetta il rischio della recessione per l’Italia se nel Golfo Persico si realizzerà lo scenario più grave.
Qualche settimane fa l’ex consigliere Steve Bannon, in un’intervista con il nostro giornale, aveva anticipato la fine della luna di miele con la premier, commentando così la sua decisione di non aiutare gli Stati Uniti nell’offensiva contro l’Iran: «Dimostra esattamente quello che sto dicendo da tempo, di fronte ad una narrazione mediatica totalmente falsa: Giorgia Meloni non è un ponte per l’America con l’establishment politico europeo». Trump è rimasto calmo più a lungo, forse perché sperava ancora di trascinarla dalla sua parte, ma ieri ha rotto gli indugi parlando con il Corriere della Sera: «Piace il fatto che la vostra presidente del Consiglio non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo». Il capo della Casa Bianca non le parla da tempo, perché «dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei». È inutile sentirla perché «non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. È molto diversa da quello che pensavo». Trump si è offeso anche per le critiche di Meloni al suo attacco di domenica contro papa Leone: «È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha un’arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità». Quanto al primo pontefice americano, «non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42.000 manifestanti lo scorso mese». Il presidente invece è rammaricato per la sconfitta in Ungheria di Orbán, che aveva aiutato inviando il vice Vance, perché vista la rottura con Meloni era rimasto la sua unica sponda in Europa: «Era un mio amico, non era la mia elezione ma era un mio amico, un brav’uomo, ha fatto un buon lavoro sull’immigrazione. Non ha lasciato che la gente venisse a rovinare il suo Paese come ha fatto l’Italia».
Anche Vance ha rotto il silenzio sulle critiche di Leone, dicendo che il Vaticano farebbe meglio occuparsi di “questioni morali”, come se la dottrina cattolica sulla guerra giusta non ponesse questioni etiche sull’uso della forza. Nel Vangelo secondo Matteo è Gesù a dire “beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. È possibile avere opinioni diverse su cosa significhi operare per la pace, ma non si capisce perché il Papa, che per un fedele cattolico è il vicario di Cristo, dovrebbe ignorare del tutto questo tema posto proprio da Gesù come un obbligo morale non negoziabile per i fedeli.
È possibile che la rottura sia nata dalle difficoltà che l’amministrazione sta incontrando in Iran, o fosse comunque da aspettarsi, perché la convergenza politica precedente era frutto di un malinteso. Ora però non è facile immaginare come ricucire lo strappo.