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Trump attacca ancora Meloni: “Non c’è più lo stesso rapporto”

(afp)

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Secondo affondo in un’intervista a Fox News. E con Vance insiste contro il Papa: “Ditegli che l’Iran ha ucciso 42 mila persone”
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WASHINGTON - Non si placano gli attacchi di Trump a papa Leone e Giorgia Meloni, diventati ormai un appuntamento quotidiano. I diplomatici più ottimisti si azzardano a prevedere che siano crisi passeggere, come quella che lo aveva prima diviso da Elon Musk e poi ricongiunto, generate dalla necessità di distrarre l’America dalle difficoltà in Iran, sul modello di come gestiva il reality show “The Apprentice”. Le divergenze col primo pontefice americano si stanno spingendo nel campo teologico, almeno per bocca del vice presidente cattolico Vance, e quindi sembrano più profonde, a meno che quelle con la premier seguano il percorso della generale idiosincrasia per tutti gli europei.

Il capo della Casa Bianca è tornato ad attaccare Meloni ieri durante un’intervista con la conduttrice italo americana di Fox News, Maria Bartiromo: «Non abbiamo più lo stesso rapporto», ha commentato col tono di una separazione definitiva. Quindi ha spiegato le motivazioni dello strappo: «È stata negativa», so…

WASHINGTON - Non si placano gli attacchi di Trump a papa Leone e Giorgia Meloni, diventati ormai un appuntamento quotidiano. I diplomatici più ottimisti si azzardano a prevedere che siano crisi passeggere, come quella che lo aveva prima diviso da Elon Musk e poi ricongiunto, generate dalla necessità di distrarre l’America dalle difficoltà in Iran, sul modello di come gestiva il reality show “The Apprentice”. Le divergenze col primo pontefice americano si stanno spingendo nel campo teologico, almeno per bocca del vice presidente cattolico Vance, e quindi sembrano più profonde, a meno che quelle con la premier seguano il percorso della generale idiosincrasia per tutti gli europei.

Il capo della Casa Bianca è tornato ad attaccare Meloni ieri durante un’intervista con la conduttrice italo americana di Fox News, Maria Bartiromo: «Non abbiamo più lo stesso rapporto», ha commentato col tono di una separazione definitiva. Quindi ha spiegato le motivazioni dello strappo: «È stata negativa», soprattutto sul supporto all’intervento militare contro Teheran. «Chiunque abbia rifiutato — ha spiegato il presidente — il proprio aiuto nella gestione della situazione con l’Iran, con quel Paese non abbiamo più lo stesso rapporto. Giusto per vostra informazione: l’Italia riceve grandi quantità di petrolio dallo Stretto».

Il ragionamento ripercorre quelli già adottati con i leader di Francia, Gran Bretagna e Germania, per non parlare della Spagna, che nonostante non siano stati minimamente consultati prima di scatenare la guerra, sarebbero dovuti correre a sostenerla, in particolare occupandosi della riapertura dello Stretto di Hormuz. Meloni finora era riuscita ad evitare i rimproveri, un po’ perché aveva giocato sull’equidistanza tra le due sponde dell’Atlantico, e un po’ per le affinità elettive che la legano a Trump sul piano politico. La goccia che ha fatto traboccare il vaso però sono state le critiche dopo l’attacco a Leone, che il capo del governo italiano non poteva risparmiarsi, ma quello americano ha visto come un tradimento, sommandole alla mancanza di supporto sostanziale in Iran.

Ieri infatti il capo della Casa Bianca è tornato a prendere di mira il pontefice sui social, proprio sulla guerra: «Qualcuno può per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42.000 manifestanti innocenti e completamente disarmati negli ultimi due mesi, e che per l’Iran possedere una bomba nucleare è assolutamente inaccettabile?». Inutile spiegare che la Santa Sede non condona le violenze del regime di Teheran e non favorisce la proliferazione nucleare, però ha idee diverse su come affrontare questi problemi.

La spaccatura si complica se uno aggiunge le parole del vice Vance, cattolico osservante, che parlando ai seguaci di Charlie Kirk nell’Università della Georgia, per la verità davanti ad una platea piuttosto sguarnita. Il fedele JD si è spinto ad ammonire il Papa, che dovrebbe essere più cauto quando parla di teologia, dimenticando l’infallibilità del successore di Pietro su certi temi. Il pontefice sbaglia quando afferma che i discepoli di Cristo «non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe. Dio era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Credo proprio di sì». Vance ha bisogno di riabilitarsi come candidato presidenziale, dopo qualche settimana difficile, e non alienarsi Trump. Altro discorso è poi cosa dirà nel confessionale.

Fonti diplomatiche ipotizzano che il presidente abbia attaccato Meloni proprio per cambiare bersaglio, dopo essersi reso conto del danno elettorale che fatto ai repubblicani urtando i cattolici con l’assalto al Papa. Se così fosse, passata la tempesta dell’Iran potrebbe recuperare Meloni, come con Musk, ammesso che passi.

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