Caduto Orbán se ne fa un altro? Chi è il filorusso Radev, ex top gun, verso la vittoria in Bulgaria
di Daniele Castellani PerelliFinito un Orbán se ne fa un altro? È la paura degli europeisti per la situazione politica in Bulgaria, dove il presidente della Repubblica uscente Rumen Radev, 62enne ex pilota di jet dell’Aeronautica, filorusso ed euroscettico, ha vinto le elezioni – almeno secondo gli exit poll.
Lo scontro con Zelensky
La formazione di Radev, nata appena un mese fa, si dichiara di centrosinistra, ma è considerata populista e filorussa, un po’ come lo Smer del premier slovacco Robert Fico, che è stato costretto ad uscire dal gruppo dei socialisti europei. Dice di battersi contro la corruzione e lo Stato-mafia che blocca la Bulgaria, uno dei Paesi più poveri e politicamente instabili d’Europa, giunto ormai all’ottava elezione in cinque anni, durante i quali ha visto avvicendarsi sette premier e l’affluenza crollare al 39%.
Finito un Orbán se ne fa un altro? È la paura degli europeisti per la situazione politica in Bulgaria, dove il presidente della Repubblica uscente Rumen Radev, 62enne ex pilota di jet dell’Aeronautica, filorusso ed euroscettico, ha vinto le elezioni – almeno secondo gli exit poll.
Lo scontro con Zelensky
La formazione di Radev, nata appena un mese fa, si dichiara di centrosinistra, ma è considerata populista e filorussa, un po’ come lo Smer del premier slovacco Robert Fico, che è stato costretto ad uscire dal gruppo dei socialisti europei. Dice di battersi contro la corruzione e lo Stato-mafia che blocca la Bulgaria, uno dei Paesi più poveri e politicamente instabili d’Europa, giunto ormai all’ottava elezione in cinque anni, durante i quali ha visto avvicendarsi sette premier e l’affluenza crollare al 39%.
Ma soprattutto strizza l’occhio al sovranismo, anzitutto nella freddezza per la causa ucraina, sebbene abbia condannato l’aggressione russa. “Ci porta in guerra”, ha detto quando il premier uscente ha firmato un accordo di cooperazione decennale con Kiev, ma tutti ricordano nel Paese lo scontro del 2023 con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Quando disse che gli aiuti militari avrebbero solo prolungato il conflitto, Zelensky rispose in diretta tv da Sofia: “E se una tragedia simile accadesse qui e tu fossi al mio posto, diresti ‘Putin, prenditi i territori bulgari?’”.
Il sì al petrolio russo
Radev, che ha elogiato Orbán, ha anche aperto all’import di petrolio russo (“L’economia viene prima dell’ideologia”) e non ha condiviso l’ingresso del Paese nell’euro, che è avvenuto quest’anno tra le polemiche e per il quale aveva chiesto invano un referendum. Infine ha espresso dubbi sulla “ideologia liberale” e il Green Deal e, quanto alle politiche per gli Lgbtq, ha auspicato “il sobrio ritorno alla realtà dei due sessi”. “Vuole seguire il modello Orbán e diventare un cavallo di Troia dentro l’Ue bloccandone l’integrazione?”, ha chiesto pubblicamente Assen Vassilev, il leader centrista di Continuiamo il cambiamento.
Un top gun contro l’oligarchia
L’ex generale e top gun Radev, che a gennaio si è dimesso da capo dello Stato e in campagna elettorale si è fatto immortalare in un video ai comandi di un MiG-29, si mostra come un patriota senza macchia, ripetendo lo schema che nel 2021 lo ha portato a vincere per la seconda volta le presidenziali cavalcando le grandi proteste anti-corruzione del 2020, quando in mezzo alla folla sollevò il pugno e chiese che i “mafiosi” lasciassero il governo. E anche questa volta ha promesso di “abbattere l’oligarchia”. I voti arrivano anche dagli ex elettori dei socialisti, dall’estrema destra filorussa di Revival e dai nazionalisti di Vmro.
Il rebus delle alleanze
L'ultimo governo, una grande coalizione guidata dal conservatore Rosen Zhelyazkov, del partito Gerb di Borisov, si è dimesso a dicembre dopo undici mesi al potere, sotto la pressione di enormi manifestazioni popolari – guidate dai liberali europeisti – contro la corruzione e l'inflazione elevata.
Ma con chi si alleerà Radev se, come sembra, non avrà la maggioranza? Il centrodestra di Borisov (suo storico rivale) e l’oligarca Peevski (che è sotto sanzioni americane e britanniche) sono il simbolo della vecchia Bulgaria corrotta. I liberali europeisti sono sulle sue stesse posizioni nella battaglia contro la corruzione, ma sono filoucraini. E dunque? Basterà coalizzarsi con le forze nazionaliste minori? Gli analisti fanno notare che un premier deve dimostrare abilità politiche ben più complesse di quelle di un presidente della Repubblica, soprattutto se la sua maggioranza è variegata. In caso di vittoria, o Radev si rivelerà pragmatico o fallirà.